Antipasti & sfizi salati

Il post di ieri sulla Instagram relativo ai branded content ha di nuovo scatenato un sacco di domande.

Diciamo che come al solito la legge italiana è non indietro, di più! Al momento quindi non esiste ancora alcuna norma che regolamenti ciò che chiamare “fenomeno” mi sa tanto di donna cannone al luna park, visto che siamo di fronte ad una forma di pubblicità a tutti gli effetti che sono ormai anni che le aziende mettono a budget perché, diciamocelo, funziona.

Testimonial, influencer e micro influencer

Le aziende da decine e decine di anni utilizzano testimonial famosi per dare un volto al proprio brand, ai propri prodotti e seevizi.

Si spazia da Modelle/i, sportive/i, attori, cantanti, ecc ecc

Nei primi 2000 nascono i blog, i più lungimiranti intuiscono la potenzialità di persone comuni che raccontando nel proprio spazio virtuale le proprie passioni, il proprio vissuto, le proprie scelte in termini di food, make-up, moda, tecnologia, ecc riescono a spostare le scelte dei propri lettori: nasce così il fenomeno dei micro influencer. Che poi, se ci pensate, tutti noi siamo in qualche modo influencer per nostra cerchia di conoscenze (amici, colleghi, chi viene in palestra con noi, chi legge i nostri status su Facebook, ecc ecc). Da sempre mia mamma, ad esempio, elargisce consigli di cucina, trucchi sulla pulizia della casa e sull’orto: prima si chiamavano consigli ed erano gratis, ora se hai un blog e sei seguito sui social, potrebbero essere markette ed essere a pagamento.

Vi parlavo di influencer e micro influencer perché per ogni Ferragni e Kayla Itsines, per ogni Clio Make-up e ogni Mariano Di vaio (sì, ci sono anche uomini in questo mondo di blogger) , ci sono migliaia di (più o meno) micro blogger che pur non avendo milioni di followers sui vari social, hanno costruito negli anni relazioni solide con i propri lettori.

È a questi microinfluencer le aziende puntano proprio!

Brand & influencer marketing

Dicevo che nascono i blog, i social iniziano a prender sempre più piede, e chi ci ha visto lungo, ha iniziato a intravedere uno spazio enorme per fare business. Le aziende hanno intuito che quelle relazioni solide costruite nel tempo potessero essere oro per veicolare i propri messaggi. Hanno quindi iniziato ad inviare a blogger e “personaggi” social omaggi, inviti per testare servizi, prodotti in cambio di reviews, foto sui social, blog post con idee di utilizzo. Questa pratica può essere fatta gratuitamente o dietro compenso o cambi merce. C’è un ma: ad oggi non esiste un codice ateco che inquadri l’attività di blogger né tantomeno quella di influencer: siamo di fronte ad una lacuna legislativa grande come una casa! Ed in questo limbo C’è spazio per tutto (e di più).

Il limbo

Trova quindi terreno fertile ogni pratica, più o meno corretta: passiamo dai brand che ti “omaggiano” 3kg di farina, ma in cambio vogliono 5 ricette al mese, alle sedicenti agenzie di comunicazione che per il loro cliente ti propongono di inviare settantordici ricette che verranno inserire su sito aziendale e social del brand (uh contenuti gratis! Ma che furbetti!), a chi ti paga in buoni benzina/pasto/qamazon (perché non tassabili), a chi ti chiede una quotazione economica perché sa che l’aver intessuto relazioni, crato un pubblico con il quale si è instaurato un rapporto di fiducia, è cosa difficile e di valore.

Dopo il servizio di report sui food blogger ci si è tolti le fette di Cotto dagli occhi e si è iniziato a vedere l’enorme limbo e lo Stato ha intuito ” ragazzi qui C’è business, e dove c’è business ci sono tasse! Influencer arriviamoo”

Il progetto di legge “anti-influencer”

In questa estate caldissima mi è toccato di leggere pure questo, come se fossimo una malattia da debellare alla stregua del morbillo!

Non sarà una legge anti-influencer, ma, mi auspico, una norma che metterà un po’ di paletti a questa pratica e forse porterà ad un riconoscimento legislativo delle figure che con il web ci lavorano e vorrebbero farlo senza escamotage vari, o attendere 1 mese e mezzo che la Camera di Commercio capisca cosa fa una blogger e non tenga bloccato il rilascio della partita Iva perché non ha minimamente idea di dove inserirti dato che i codici ateco esistenti non prevedono questa casistica ( True story: la mia!).

I primi richiami

Dato il limbo, dato il business ed intuito che lo stato non ci stava guadagnando, ecco che iniziano ad arrivare i primi richiami all’ordine: letterine che dicono all’influencer che sta svolgendo pratiche di pubblicità e lo sta facendo in modo scorregto perché le normative sulla pubblicità riguardano anche il web e quindi ci si deve adeguare inserendo delle diciture particolari (non ben identificate) all’interno di ogni contenuto non spontaneo.

Quando un influencer fa pubblicità?

Ogni volta che:

1. Riceve un compenso a fronte del racconto sui suoi canali della sua esperienza con quel brand/prodotto/ servizio. Sia un post sul blog, un video, una ricetta, una video ricetta, un twit, un post su Fb o una Instagram story

2. Riceve un prodotto/servizio in cambio del suo racconto

3. Riceve un omaggio

In conclusione: ogni volta che appare un contenuto non spontaneo, ovvero se chi scrive non ha spontaneamente scelto di soggiornare in quell’albergo, cenare in quel ristorante, indossare quel gioiello, cucinare quel prodotto, ecc.

Le fonti

Qui di seguito un po’ di link utili alle fonti che trattano della materia. Il mio consiglio è di leggerle, tutte, per capire meglio e andare oltre gli articoli senzionalistici che sono più che altro degli acchiappaclick con quei titoloni

 

1. Comunicato stampa AGCM

http://www.agcm.it/stampa/comunicati/8853-antitrust-su-influencer-marketing-la-pubblicit%C3%A0-deve-essere-sempre-trasparente.html

 

2. Policies di Facebook (in italiano)

https://www.facebook.com/policies/brandedcontent

2. bis Policies di Facebook in Inglese (dove trovate il link per richiedere lo strumento branded content)

https://www.facebook.com/facebookmedia/get-started/branded-content
Cito: “We define branded content as a creator or publisher’s content that features or is influenced by a business partner for an exchange of value. ” quindi non contenuto a pagamento, ma quando c’è scambio di valore (in merce o servizi).

 

3. codice etico di Igers Italia che non è vincolante

http://instagramersitalia.it/codice-etico-per-i-digital-content-creator/

 

4. il primo appello della Federal Trade a webstar & influencer Commission

https://www.ftc.gov/news-events/press-releases/2017/04/ftc-staff-reminds-influencers-brands-clearly-disclose

Cito: “The FTC’s Endorsement Guides provide that if there is a “material connection” between an endorser and an advertiser – in other words, a connection that might affect the weight or credibility that consumers give the endorsement – that connection should be clearly and conspicuously disclosed, unless it is already clear from the context of the communication. A material connection could be a business or family relationship, monetary payment, or the gift of a free product. Importantly, the Endorsement Guides apply to both marketers and endorsers.
e l’Italia dovrebbe (a mio parere e a quanto ho capito) ispirarsi a questo modello USA

 

5. la digital Chart dell’istituto dell’autodisciplina pubblicitaria

http://www.iap.it/digital-chart/

 

 

Ora saluto a giurista latente che è in me e torno a far la blogger!

Spero di aver chiarito qualche dubbio, mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i miei colleghi blogger e le agenzie e cosa ne pensate voi che ci seguite, se vi va fatemelo sapere con un commento o messaggio privato

Stamattina mi sono svegliata con un’altra novità in casa Instagram, perchè sebbene io dorma, Mark (Zuckerberg) apparentemente non lo fa. MAI. E continua a sfornare e propinarci aggiornamenti su aggiornamenti delle mille e più APP che possiede.
L’ultimo? Uno a cui tenevo particolarmente: finalmente anche su Instagram è possibile segnalare in modo nativo dall’applicazione stessa, un contenuto brandizzato.

Cosa sono i contenuti brandizzati?

Sono tutti quei post che non sono spontanei: mi spiego meglio. Chi, come me ha un blog ed è attivo sui social e negli anni si è costruito una propria nicchia di persone che seguono, leggono, commentano, con ciò che viene pubblicato su blog o piattaforme varie, è molto interessante per le aziende. Questo perchè attraverso i nostri canali abbiamo una corsia preferenziale per raggiungere chi ci segue e ha fiducia in noi. Quindi un’azienda cosa fa? Contatta un microinfluencer (cioè i pesci piccoli, che sono tantissimi, tanti di più rispetto alla Ferragni &co che hanno i milioni di followers) e gli propone una collaborazione che può essere retribuita, in cambio merce, oppure semplicemente invia un regalo. In questo caso quando usciranno articoli o post social quei contenuti con la menzione del brand e #nomebrand non saranno, chiaramente spontanei, ma sarà una vera e propria marketta.
La legislatura italiana ha fatto un po’ di rumore a inizio estate quando (guarda caso dopo il famoso servizio di Report) sono state inviate un po’ di lettere a blogger e testimonial vari affinchè si mettessero in regola, e l’unica regola vigente al momento dato che manca una regolamentazione vera e propra, è la digital chart  dello IAP (Istituto Autodisciplina Pubblicitaria). Ora sono state scritte pagine e pagine e post su post su tutto questo e ho scritto pure io qualche post un po’ nervosetto su tutta questa vicenda.

Il succo è questo: è un contenuto brandizzato ogni contenuto che non è spontaneo, e come tale deve essere immediatamente chiaro per il lettore (voi) che sto in qualche modo parlando per promuovere/farvi conoscere un brand/servizio/prodotto in modo non spontaneo ma su iniziativa dell’azienda.

Chiaro fin qui? Andiamo oltre!

Qualche mese fa Facebook ad introdurre per primo questa possibilità: segnalare in modo inequivocabile ogni contenuto postato sul social qualora fosse un post brandizzato. Vi faccio un esempio: io ho una collaborazione attiva con Bamix Italia brand che mi ha scelta come ambassador del proprio prodotto.
Su Facebook i contenuti che sono inerenti a Bamix vengono segnalati con la dicitura “Pubblicizzato” in modo che i miei follower su Facebook siano immediatamente consci che in un qualche modo sto pubblicizzando quel prodotto.

Non solo: in questo modo anche il brand che mi ha scelta, può capire che effettivo ritorno sta avendo dalla mia collaborazione.

INSTAGRAM:  storie e post brandizzati

La novità di stamani sta nel fatto che da oggi ciò è possibile anche sul social delle immagini

In pratica sia sulle storie, sia sui post nel feed si potrà specificare in modo chiaro e inequivocabile per gli utenti che ci seguono che quel contenuto è in qualche modo non spontaneo!
Questo per una maggiore chiarezza, trasparenza e correttezza nei confronti dei nostri followers, ma anche nei confronti dei brand che avranno a disposizione anche gli insight, ovvero le statistiche generate da quel contenuto (click sul link, numero di visualizzazioni, cuoricini e commenti ricevuti, ecc ecc).

Ecco alcune immagini rilasciate da Instagram stesso quando l’aggiornamento fu disponibile oltreoceano

Siete Influencer? Attivate la funzione!

Andate nelle impostazioni del profilo, alla voce Impostazioni di Business Manager, ora trovate “Approvazione dei contenuti brandizzati”. Entrate nella scheda e selezionate “Approvazione richiesta” ora con la funzione Cerca dovreste esser in grado di selezionare i brand con cui avete collaborazioni attive, ma ad ora il motore di ricerca interno, purtroppo non funziona

Conclusioni

Trovo che sia finalmente uno strumento utilissimo e inizierò ad utilizzarlo da subito per esser sempre più trasparente nei confronti dei miei follower e dei brand che decidono di collaborare con me.

Cosa ne pensate voi? Lo userete?

 

Qui il post sul blog di Instagram Business!

Dopo qualche giorno di relax e pausa in famiglia nella casetta ligure, rientro a Piacenza carica e tonica, bhè oddio: tonica non troppo dati i quintali di pizza e focaccia divorati a qualsiasi ora del giorno nell’ultimo periodo!
Torno con una super ricetta, super perchè era davvero mooolto buona anche se più o meno inventata. Alla ricetta base della cheesecake che utilizzo normalmente ho aggiunto due banane che erano un po’.. come dire.. vintage.. e che quindi nessuno avrebbe mangiato se non “cammuffate” in qualche modo. Siccome dovevo andare a pranzo a casa del fratellino, ho pensato che infilarle in una torta sarebbe stato un ottimo modo per mangiarle!
Ho anche utilizzato una tortiera più piccolina, per avere una base di biscotto più spessa e la farcia più alta: scelta azzeccata!

La torta è stata interamente realizzata utilizzando Bamix ed i suoi accessori (Slicesy e Processors) di cui sono diventata Ambassador da qualche tempo insieme a Katia .
Il Bamix è uno di quegli elettrodomestici che son entrati di diritto nella mia lista del #MaiPiùSenza: è fantastico perchè è potentissimo, con le sue 4 lame posso fare davvero di tutto, e con i due accessori mi sto sbizzarrendo a creare sempre nuove ricette in poco tempo e con zero fatica (vi metterò presto la ricetta delle zucchine liguri alla menta perchè meritano!).

Torniamo alla ricetta?

 

Ingredienti

(tortiera da 24cm)

  • 250g biscotti Digestive
  • 140g burro
  • 500g formaggio spalmabile
  • 2 vasetti yogurt (io ho usato quello alla vaniglia)
  • 300ml di panna da montare
  • 170g zucchero a velo
  • 16g colla di pesce
  • 2 banane
  • Frutti di bosco freschi

Procedimento

  1. Preparate il fondo della cheesecake: foderate la teglia con carta da forno.
    Tritate i biscotti con Bamix Slicesy per renderli fini, qualche briciola un po’ più grossa non sarà un problema, anzi: a me piace anche! Fate sciogliere il burro a bagnomaria, aggiungetevi i biscotti tritati, mescolate bene e metteteli sul fondo della teglia per fare la base della cheesecake. Premete bene, rendendo il fondo omogeneo, fate freddare in frigo mentre preparate la farcia.
  2. Nel bicchiere del Bamix montate la panna con 2/3 dello zucchero (se non avete lo zucchero a velo, fatelo usando il processors combinato con Bx Powdisc) usando l’accessorio Bx Beater, tenetene in disparte qualche cucchiaio che farete scaldare e nel quale scioglierete la colla di pesce. Ponete la panna in una bastardella capiente, senza pulire il bicchiere, sbucciate le banane, tagliatele a tocchetti, ponetele nel bicchiere rendetele in poltiglia utilizzando la lama multifunzione.
  3. Mescolate lo yogurt, il formaggio spalmabile e la purea di patate tra loro e aggiungete lo zucchero rimasto e la panna nella quale avete sciolto la gelatina. Aggiungete la panna montata e mescolate delicatamente.
  4. Versate la farcia sulla base di biscotti e lasciate raffreddare in frigorifero per almeno due ore.
  5. Prima di servire decorate con la frutta fresca che preferite.
Il consiglio in più

Potete sostituire le banane con la frutta che più vi piace a cui potete abbinare uno yogurt allo stesso gusto oppure neutro.

 

Chi ha un cane sa quanto sia bello condividere ogni momento con il proprio amico a 4 zampe, soprattutto quando durante le ferie abbiamo più tempo da dedicare a loro tra coccole, passeggiate e nuove esperienze.
Lady, ad esempio ci segue ovunque fin da quando era piccina: come capisce che stiamo facendo le valigie, si prepara a partir con noi bella felice, tanto che ci capita spesso di trovarla nel baule aperto perchè non vede l’ora di salire in auto e mettersi in viaggio!!!
Quando partiamo per i weekend o per le vacanze, dobbiamo sempre portarci un sacchetto di crocchette o un barattolo di umido facendo bene il conto sulle quantità e ricordandoci anche di portare ciotoline varie.

A tutto questo ha pensato Food for Dogs Italia

Nato dall’amore per i cani di Roberta e Sara che si sono da poco buttate in questa nuova avventura e direi con ottimi risultati!
Roberta è toelettatrice e da 18 anni gestisce un negozio di articoli per animali in provincia di Como mentre Sara si occupa di comunicazione e di cani senza famiglia.
Le confezioni di Food for dogs sono bellissime, e anche furbe: la scatola colorata scivola su un’altra nella quale si versa direttamente la bustina di cibo così non è necessario portarsi alcuna ciotola da casa

L’amore di entrambe per i cani le hanno portate a scegliere un’azienda italiana,  Genuina Pet, che utilizza materie prime ad uso umano e che ha realizzato per Food for Dogs un alimento super premium e completo, bilanciato e naturale: senza cereali, senza conservanti, aromi, gelatina, appetizzanti ed inoltre è ipoallergenico, cosa che ci ha fatto stare tranquillissimi visto che Lady soffre di dermatite e stiamo attentissimi alla qualità del cibo che le diamo. Viene utilizzato anche un innovativo metodo di cottura che consente al cibo di mantenere l’apporto vitaminico e proteico delle materie prime garantendo un profumo appetibile, e l’abbiamo subito notato con Lady che è impazzita appena abbiamo aperto la bustina di pollo! Le bustine sono da 200 g e sono disponibili nelle varianti pollo e suino alle cui carni vengono aggiunti patate, carote e fibra di piselli.

Quando è arrivato il pacchetto contentente le due scatoline di Food for Dogs abbiamo deciso di conservarlo per le vacanze, motivo per cui ve ne parlo solo ora!
Abbiamo portato in spiaggia nello zainetto di Lady, tra pallina, asciugamano, freesbie, sacchettini, spazzola post doccia dolce, la confezione al pollo in una giornata in cui siamo stati sul bagnasciuga dal mattino alla sera per goderci l’acqua trasparente e la tranquillità di un giorno infrasettimanale al mare. Dopo il classico bagnetto di un’ora con quei 70mila lanci di pallina in acqua è arrivato il momento della pappa: appena abbiamo aperto la bustina Lady è letteralmente IMPAZZITA! Abbiamo versato la bustina nella scatola e in 3 minuti il contenuto è sparito, con tanto di maniacale pulizia degli angoli e leccata di baffi felice! Abbiamo riposto poi la bustina dentro la scatola e gettato tutto nel cestino per lasciare la spiaggia pulita come l’abbiamo trovata!
Lady era davvero felicissima e ha mangiato con gusto tutti i 200g di pollo e verdurine!
Tra l’altro se anche lo Chef Stellato Claudio Sadler offre Food for Dogs agli amici a quattro zampe dei propri clienti, un motivo ci sarà, no?

PS: Sara e Roberta aiuteranno con parte del ricavato di Food for Dogs Mena Balzano e i suoi 50 cani a Pompei, un motivo in più per acquistare i loro prodotti per le nostre vacanze a 8 zampe!

 Potete seguirli su  Facebook   e Instagram  

In occasione della tradizionale Festa della Coppa di Carpaneto Piacentino, tornerò da Casazza Arreda per due show cooking!
Dalle 18.00 interpreterò due ricette che vedranno la Coppa Piacentina DOP come protagonista dei piatti. Due cucine completamente diverse per le quali ho studiato due preparazioni che si potessero sposare con le due ambientazioni dello show room in cui cucinerò: una più tradizionale e shabby, l’altra più moderna ed accessoriata.

Vi aspetto per raccontarvi i piatti e soprattutto farveli assaggiare Sabato 2 settembre da Casazza Arreda a Carpaneto Piacentino.

CasazzaArreda.com  

Quando è iniziato il progetto Mamma di Mamma, a cui tengo davvero molto, sinceramente non avrei mai pensato che si sarebbe anche potuto trasformare anche in un format da portare in tour. Sono strafelice che questo nuovo modo di raccontare le tradizioni della mia terra stia piacendo così tanto!!
L’appuntamento per la seconda serata di mamma di mamma in tour è per lunedì 24 luglio alla Festa del Tortello di Vigolzone, vi aspetto! Faremo insieme la ricetta ORIGINALE dei tortelli piacentini, non quella che vi presento oggi in questo blog post rivisitata a modo mio.

 

Un caposaldo della cucina piacentina sono sicuramente i tortelli, le loro code affusolate, il loro intreccio elegante li eleggono uno dei primi piatti più amati della nostra cucina tradizionale, a parimerito con i pisarei e fasö.
Mamma di Mamma per quest’anno si chiude proprio con questo grande classico, che, chissà come mai, ancora non avevo inserito sul blog.

Ammetto che le mie mani erano alquanto arrugginite: saranno stati non so quanti anni che non intrecciavo la pasta all’uovo per avvolgere il ripieno di ricotta ed erbette, e questo è uno di quei movimenti che bisogna allenare.
Lo sanno bene le donne della proloco di Vigolzone, che sotto la guida espertissima della nostra Mamma di Mamma tirano chissà quanti km di sfoglia, mescolano quintali di ricotta e grana, intrecciano chissà quanta pasta che va ad abbracciare il ripieno saporito.

Non tutti sanno che propri a Vigolzone è stata depositata la ricetta dei tortelli piacentini deco, che per essere autentici, devono rispettare determinati canoni con riguardo agli ingredienti, alla loro provenienza, alle proporzioni con cui vanno uniti, al procedimento con cui devono esser preparati i tortelli.

La mia variante vuole essere nel pieno rispetto della tradizione piacentina. Non ho stravolto il piatto, ma l’ho realizzato con un ingrediente tipico del territorio: gli Asparagi del Consorzio dell’Asparago Piacentino

 

Tortelli agli asparagi e pancetta piacentini

Ingredienti

  • 1 kg di asparagi del Consorzio dell’Asparago Piacentino
  • 250 Ricotta Valcolatte
  • 70 g Grana Padano DOP
  • 200 g farina
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • pancetta fresca

Procedimento

  1. Fate ammorbidire in padella metà degli asparagi precedentemente privati dei gambi e tagliati a tocchetti molto piccoli. Tenete in disparte le punte che userete per il condimento.
    Lasciate raffreddare gli asparagi prima di unirli a ricotta e Grana per fare il ripieno, assaggiate prima di aggiungere il sale.
  2. Fate la pasta con uova e farina (eventualmente aggiungete un pochettino di acqua per aiutarvi ad impastare).
  3. Tirate la pasta a sfoglia non troppo sottile (io uso il numero 5 della sfogliatrice di Kitchen Aid).
    Utilizzando l’apposito attrezzo che fa i quadratini tutti uguali, iniziate a ricavare le forme che andrete a riempire con il ripieno fatto.
  4. Posizionate un po’ di ripieno su ogni quadrato, ed adagiatelo sulla mano. Ripiegate un angolo verso l’interno, iniziate a pizzicare i lembi della pasta verso l’interno alternandoli per formare la tradizionale treccia. Premete leggermente in modo da far aderire la pasta per far sì che durante la cottura il ripieno non fuoriesca.
  5. Preparate il condimento facendo saltare in padella la pancetta fresca a cui andranno aggiunti gli asparagi e le loro punte.
  6. Lessate i tortelli in acqua salata, scolateli delicatamente e conditeli con pancetta ed asparagi.
  7. Prima di servire potete aggiungere un pizzico di Grana.

Scorrete fino alla fine per il video!!

 

Grazie anche questa volta ai nostri partner che hanno permesso la realizzazione di questo splendido progetto!

Orchestra Italiana Bagutti – Valcolatte – Spaccio Casalinghi- Centro Carni Zucconi Luca – Spaccio Aurora – I Cucinieri – Musetti Caffè

Grazie a Chiara di Vanity e Tania di Dress per gli outfit e trucco e parrucco!


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 “chi non consoce il Fillmore è uno sfigato” Cit. Samuel dei Subsonica

(guardate il video se non ci credete!)

Eppure questo locale storico di Cortemaggiore, ma non solo, direi del Nord Italia, è ormai chiuso da non so quanti anni, quattro forse? Niente più lunghe code per arrivare in paese, niente più ricerca disperata di parcheggio con annessa creatività per piazzare la macchina da qualche parte, niente più file al freddo d’inverno su quegli scalini a ridosso della strada, niente più musica. Niente di niente. Il Fillmore è spento. Il Fillmore è chiuso.

La prima volta che ci sono entrata è stata 16 anni fa, avevo 16 anni. Non avevo la patente ed era l’anno di “Hey ya” degli  Outkast. Me lo ricordo come fosse ieri: mi era venuta a prendere la mia amica Paola con suo fratello che guidava ed un suo amico per andare a sentire un tributo a Vasco. Loro più grandi di noi ci hanno scaricate, abbandonate a noi stesse all’interno del locale STRAPIENO come ogni sera e riprese all’uscita. Quella sera, nemmeno a dirlo, mi sono “invaghita” dell’amico del fratello della mia amica, di quegli amori adolescenziali che sono bellissimi e così scemi se ci ripensi.
E poi, al Fillmore, mi ci sono anche innamorata, tra una fragola e l’altra, forse stavolta per tutta la vità.
Perchè il Fillmore era così: ti faceva innamorare!

Negli anni ci son sempre ritornata: aveva la ricetta perfetta! Musica dal vivo, djset dopo, pizzeria di fronte, cocktail da volar via e un sacco, ma veramente un sacco di gente!

La cosa bella è che da locale di paese, si trova nella provincia piacentina, nella splendida Cortemaggiore, è diventato un luogo di passaggio per tutti i big della musica non solo italiana. Famoso per la sua acustica che alcuni definiscono invidiabile, ha ospitato Patti Smith, Jonathan Davis (Korn)Vasco Rossi, Francesco De Gregori, Jovanotti, Carmen Consoli, Litfiba, Max Gazzè, Fabri Fibra, PunkreasPorno Riviste e i Derozer e ancora Tre allegri ragazzi morti e Verdena. Sul suo palco (“in discesa” cit Andy) sono stati registrati anche alcuni spettacoli teatrali.

Insomma un ex cinema che dagli anni ’90 ad oggi qualche anno fa ha fatto molto parlare di sè e accolto chissà quante migliaia di persone che venivano per vedere esibirsi i propri idoli musicali.

Bene, direte, dopo tutto questo racconto molto amarcord, cosa vuoi dirci?

Che il Fillmore rivive!

E lo fa grazie ad un gruppo di ragazzi dalla voglia, dall’energia e dalla passione per il locale, per la musica e per il proprio paese che sono ENORMI!

Sono i Ladri di Fragole che hanno deciso di dare vita al Fillmore Summer Festival, una combo tra le tradizionali feste della birra e la musica live da club. La location non sarà purtroppo lo storico locale, ma un posto magico poco distante: i chiostri della quattrocentesca chiesa dei frati. Il motivo è duplice: il Fillmore è chiuso e i chiostri hanno bisogno di un bel restauro prima che anch’essi diventino inagibili e non più fruibili da nessuno (e sono così belli che sarebbe un peccato!), e quindi ci sarà anche una raccolta fondi per la manutenzione di cui necessitano!

 

 

 

Il programma? Quello delle grandi occasioni!

Si parte Venerdì 21 luglio  per finire Sabato 22 tra musica, cibo, mercatino, una mostra fotografica per celebrare gli anni d’oro del Fillmore e tanto, tanto altro!!!
L’ingresso è LIBERO , portate bambini che c’è un sacco di spazio e non passano macchine nelle vicinanze e sono ammessi anche i cani!
Insomma: NON AVETE SCUSE!
Per tutti gli aggiornamenti Live sbirciate la pagina dell’evento!

Fillmore Smmer Festival 2017

♬ VENERDì 21 LUGLIO 2017 ♬

22:30 ☞ Omar Pedrini ♪
22:00 ☞ AmbraMarie ♪
21:30 ☞ Federica Infante ♪
21:00 ☞ Frey ♪
20:30 ☞ Mikeless
20:00 ☞ Simone Fornasari ♪
19:30 ☞ Maddalena Conni ♪
19:00 ☞ MarcoSutti ♪
18:30 ☞ Oyku ♪
18:00 ☞ Motion Pictures ♪

♬ SABATO 22 LUGLIO 2017 ♬

23:30 ☞ Rorschach – Visual Project ☊
22:30 ☞ Mattia Cigalini & TECHFOOD ☊
21:45 ☞ Alessandro Colpani ♪
21:00 ☞ FEET DOWN BELOW ♪
20:15 ☞ Santamaddalena ♪
19:30 ☞ Delates ♪
18:30 ☞ Jam Session Jazz dei #LadriDiJazz ♪

Presenta: Andrea Dossena 

ART IN MOTION

Rodolfo Bersani vs giovani graffitari

FOOD

Panini caldi di G.N.A.M.
Cibo Veg di Food Love
Panini freddi di Michetta
Gelati di Mil Sabores
Inoltre dolci, frittelle e zucchero filato..

DRINK

Birra Tuborg
Cocktail by Circolo Bykers Roveleto
Bibite e acqua by Ladri di Fragole

EXPO AREA

Bancarelle di oggettistica artigianale e riuso consapevole.


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Per il secondo venerdì sarò ai Venerdì Piacentini per presentare Il Cervellone!
Un gioco a quiz che venerdì scorso ha coinvolto davvero tantissime persone!!!

Qui un momento della manches tra un gruppo di ragazzi, quei ricci che si intravedono sono i miei!


Il Cervellone ai Venerdì Piacentini

Partecipare è completamente gratuito e si possono vincere anche alcuni premi e buoni sconto!
Almeno 5 giocatori (o squadre di più persone) si sfidano tra loro in un quiz di cultura generale, ogni giocatore ha una pulsantiera e deve rispondere correttamente e nel minor tempo possibile alle domande che appaiono sullo schermo e che vi leggerò (sperando di non continuare a sbagliare i nomi strambi dei calciatori come ho fatto venerdì scorso!).
Le manches sono brevi (5 domande) o più lunghe (10 domande) e possono essere intervallate da prove a sorpresa!
Possono partecipare sia adulti sia ragazzi e bambini!

Ci trovate dalle 21:30 alla fine dello Stradone Farnese, esattamente di fronte al Dolmen!

Vi aspetto

Il Cervellone è organizzato da Andrea Baldini di Bewonder

Grazie a: Padana Impianti, Sosushi Plus, I Cucinieri, Acrobatic Fitness, Farmacia dell’Ospedale, Spaccio Amendolara, Centro Carni Zucconi Luca

La diretta Facebook di una manches del Cervellone dello scorso Venerdì


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Anche quest’anno mi trovate al Tomato Festival 2017!
Sarò presente Sabato con Mamma di Mamma in Tour e la Boss delle Cucine Lety e domenica con il mitico Chef Daniele Persegani per eleggere il Master of Tomato 2017!

Questa è la seconda edizione del Tomato Festival che da tradizionale sagra del pomodoro, si svecchia e da sagra di paese diventa un appuntamento estivo da non perdere per chi si trova nei dintorni di Piacenza.

Una formula vincente fatta di spettacoli, street food, silent disco, show comici, negozi aperti,  e tanto tanto altro!!

Vi aspetto!!!


Vi lascio il programma completo del Tomato Festival
Dove ? A Podenzano tra Via Montegrappa, Nuova Piazza e il Giardino Hawaii

►► VENERDI’ 21 LUGLIO

AREA FOODTRUCK:
21.00 – Start Over Grunge Tribute

NUOVA PIAZZA:
22.00 – Silent DISCO Piacenza

GIARDINO HAWAII
21.00 – Ballo Liscio by G.M. Gelindo Bordin

►► SABATO 22 LUGLIO

AREA FOODTRUCK:
21.00 – Freak and O’ Band

NUOVA PIAZZA:
22.00 – Cellamare
The Sunny Boys

GIARDINO HAWAII
21.00 – Ballo Liscio by G.M. Gelindo Bordin

EVENTI COLLATERALI
20.00 – Mamma di Mamma on tour
21.30 – Sfilata di Moda

►► DOMENICA 23 LUGLIO

AREA FOODTRUCK:
21.00 – Cisco & the Cockerels

NUOVA PIAZZA:
20.30 – Cooking Box: con Daniele Persegani e Giulia Golino – Cook Eat Love
22.15 – Paolo Cevoli

 

 


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Oggi vi presento una famiglia che conosco bene, anche se sono solo poco più di due anni che la frequento. Ho conosciuto Katia di Pappa e cicci due anni fa in occasione di Expo Milano 2015: entrambe piacentine, entrambe food blogger, entrambe appassionate di cucina, social media, crafting, chiacchiere, entrambe chiacchierone e con la voglia di fare, imparare, entrambe curiose. Due così non potevano che diventare amiche, abbiamo tantissimo in comune e se non ci vediamo ci sentiamo per telefono, whatsapp, messenger, instagram…
Ci scambiamo ricette, ma anche tanto tanto altro: è saggia e matura ed è una persona con cui mi piace confrontarmi e alla quale chiedo spesso “consigli di vita”!

Katia è la figlia di Maura, la Mamma di Mamma con cui ho cucinato i nostri chisolini! Lei ha preparato la versione tradizionale, quella che nei ristoranti tipici vi offrono come antipasto accompagnata da un tagliere di salumi piacentini DOP, un buon bicchiere di vino rosso. A Piacenza nascono come merenda contadina, noi li abbiamo abbinati alla Coppa DOP, alla Giardiniera croccante della Azienza Agricola Cascina Pizzavacca e ad un buon bicchiere di Gutturnio dei colli Piacentini. Trovate la ricetta di Maura e Katia sul Blog www.pappaecicci.com

La mia rivisitazione è invece dolce: ripieni di morbida ricotta Valcolatte e serviti cosparsi di zucchero a velo con confetture e frutta fresca.

Chisolino Express dal cuore dolce

Ingredienti

250 g farina
12 g lievito di birra
250 g acqua
2 cucchiai olio EVO
250 g ricotta Valcolatte
Frutta fresca (utilizzate frutta fresca di stagione a piacere!)
Confetture e marmellatine da abbinare
Zucchero a velo
essenza di vaniglia

Procedimento

Preparate l’impasto dei chisolini sciogliendo con un po’ di acqua e zucchero il lievito, ed unendo tra loro farina, olio e la restante acqua. Fate riposare almeno un’oretta, finchè non si sarà gonfiato (nel video vi mostriamo la prova elasticità!)

Mescolate in una ciotolina la ricotta con lo zucchero a velo, se vi piace potreste scegliere quello vanigliato, oppure aggiungere aroma di vaniglia o cannella. Un’idea ancora più golosa potrebbe essere quella di aggiungere delle gocce di cioccolato e guarnire con cioccolato extrafondente fuso, cioccolato bianco o crema di nocciole


Stendete la pasta a sfoglia spessa circa 3-4 mm, ricavate un rettangolo, posizionate un po’ di ricotta, inumidite i bordi richiudete con un altro lembo di pasta. Premete bene sui bordi per evitare che si aprano in frittura e fuoriesca tutto il ripieno. Friggete in abbondante olio bollente in modo rapido.


Adagiateli su carta assorbente  prima di servirli.

 

In questa puntata abbiamo utilizzato i prodotti di Molino Dallagiovanna, Valcolatte, Centro Carni Zucconi Luca, Azienda Agricola Pisaroni “Cascina Pizzavacca”, Casa Bianca Collezioni – Spaccio Casalinghi
 
Ringraziamo anche Orchestra Italiana Bagutti per i grembiuli indossati da me e Maura
 
Special thanks a Tania di Dress e Chiara di Acconciature Estetica Vanity di Chiara Casarola per outfit e trucco e parrucco!
Ecco il video!!!
 


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Imelde è la protagonista della terza puntata di Mamma di Mamma. Una donna con un’energia ed una forza contagiose! La siamo andati a trovare a casa sua che si trova pochi passi dal meraviglioso borgo di Rivalta, sulle prime colline del piacentino, una casa davvero bellissima e accogliente, dove la cucina diventano il cuore pulsante di tutta la famiglia.
Una famiglia, quella di Imelde, davvero molto unita, di quelle famiglie morbide, rumorose, sorridenti e ingombranti, come piacciono a me. Ingombranti e rumorose perchè sono tantiiiisssimi, morbide e sorridenti perchè li ho visti insieme e sembrava di essere in quelle scene dei film americani durante il pranzo del ringraziamento, e in effetti mi aspettavo che uscisse un gigantesco tacchino dal forno prima o poi. Questa scena che è così calda e accogliente, loro la ripetono ogni settimana, ogni sabato si trovano infatti tutti insieme: figlie, compagni, nipoti e nipotini tutti a casa della nonna Imelde per stare insieme a scambiarsi abbracci, chiacchiere, confidenze e risate!
Nonna Imelde è una cuoca strepitosa!! Fa tutto lei, cucina sempre ogni sabato per 20 persone e rigorosamente tutto in casa! Dirige poi la brigata di cucina in modo impeccabile, al punto che un “sì, Chef” non sarebbe parsa una risposta così assurda, ma sembra tutto una danza: c’è l’addetto ai salumi che affetta Coppa e pancetta, chi taglia il salame ed il pane, chi cura se l’acqua bolle prima di buttare i pisarei, chi assaggia il sugo, chi prepara la tavola e svita quei 7/8 vasi di sott’oli e sottaceti che son sicura, nemmeno un ristorante ne mette in tavola così tanti!!
Sono stata felicissima di esser parte per un sabato di questa bella tradizione, insieme alle famiglie di Andrea (il regista) e Michele (l’altra camera e tecnico audio) perchè è stato come esser parte di questo gruppo così unito!
Ho una richiesta per voi: vi prego NON SMETTETE MAI di ritrovarvi SEMPRE! Molto spesso aspettiamo il Natale o le feste “comandate” per avere un pretesto e stare tutti insieme tranquilli a “raccontarcela”, voi create ogni settimana la vostra occasione per stare uniti, ed è MERAVIGLIOSO!

Passiamo alle ricette che abbiamo preparato in questa puntata di Mamma di Mamma?!
Abbiamo deciso di buttarci su uno dei secondi più amati della tradizione: la coppa arrosto!
Complice il centro carni Zucconi, dove ho trovato un pezzo di coppa da oltre 3 kg che è stato diviso a metà per preparare le due ricette!
Imelde ha preparato la sua versione, con contorno speciale di verdurine (troppo, ma veramente troppo buono!), io, invece, ho cucinato la coppa al forno, avvolta da una crosticina di patate al rosmarino.

Trovate il video sulla mia pagina Facebook!

Coppa arrosto in crosta di patate al rosmarino

Ingredienti

1 pezzo di coppa arrosto da circa 1,5 kg
6/7 patate di media grandezza
Rosmarino (Se ha i fiori, teneteli)
Olio, sale pepe

Procedimento

Salate leggermente la carne e massaggiatela con le mani, scaldate un pochino di olio in una padellina dai bordi alti, e rosolate la carne, in modo che sulla carne si formi una leggera crosticina e i succhi vengano mantenuti all’interno.
Nel frattempo tagliate con una mandolina o un passaverdure, le patate a Julienne, fatele scolare bene strizzandole in un colino. Tritate il rosmarino finemente.
Posizionatele su un foglio di carta da forno, e aggiungete il trito di rosmarino ed un pizzico di sale, stendetele in modo da ottenere un rettangolo che sia abbastanza largo da avvolgere interamente la carne. Aiutandovi con il foglio di carta da forno, avvolgete interamente la coppa e fate finire la cottura in forno per circa 30 minuti a 200°C. Potete far finire la cottura scoprendo la carne, e posizionandola sotto il grill in modo che le patate facciano una crosticina ancora più croccante.

Servite la carne calda, tagliandola a fette larghe circa due cm.

Decorate il piatto  con i fiorellini di rosmarino e qualche rametto!
Come sempre grazie agli sponsor che hanno sostenuto il format Mamma di Mamma!

Orchestra Italiana Bagutti
Bagutti Kitchen
Centro Carni Zucconi Luca
Spaccio Casalinghi
Cantine Lodigiani
Musetti Caffè
Valcolatte

Trucco e acconciatura  Vanity di Chiara Casarola
Outfit Dress di Tania Belli

 


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Ecco.. già mi sembra di sentirli i commenti dei Piacentini più campanilisti “<em>Alla sorrentina!? Che bestialità</em>!” “<em>I pisarei si fanno in un modo solo: cui fasö!</em>” e avete ragione, eh.. ma stavolta ho voluto azzardare un po’ e vi assicuro che reinterpretare un piatto così radicato nelle nostre radici non è stato affatto semplice, in più avevo ancora il ricordo di un piatto di Pisarei e Fasö mangiato in Fiaschetteria a Besenzone, in cui il condimento era molto più esotico: a base di curry, deliziosi!

In cucina stavolta mi ha accolto La Regina dei Pisarei!! Pensate che Letizia, che da qui in poi sarà La Lety, è la Razdora che prepara pisarei per un sacco di feste a Podenzano! Quindi se volete assaggiare i suoi unici, inimitabili e strepitosi pisarei, vi consiglio di tenere d’occhio il calendario eventi della proloco di Podenzano e segnarvi le date!!

Vi ho già svelato dove abita La Lety, a Podenzano, patria della festa della birra che è giunta alla dodicesima edizione qui il programmae della festa del Pomodoro, che dall’anno scorso è diventata Tomato Festival, con un nuovo format che ha saputo attrarre anche un pubblico molto più giovane grazie alla combinazione di Street Food, eventi di cabaret con i comici di Zelig, show cooking (l’anno scorso Daniele Persegani, Katia ed io abbiamo partecipato!), e l’immancabile silent disco.

Ecco un assaggio di quello che è stato ed un’anticipazione di ciò che sarà!

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Passiamo alla ricetta?!
La Lety, ovviamente ha fatto la classica versione dei Pisarei, non ha modificato nemmeno una virgola rispetto al solito, per rispettare al 100% la tradizione piacentina! Vi assicuro che erano deliziosi!!!
Anche Michele e Andrea, nonstante fossero ormai le 6 di un sabato pomeriggio, hanno spazzolato i piatti!!

Io, invece, come vi anticipavo li ho preparati alla sorrentina!

Pisarei alla Sorrentina

Ingredienti
Per i pisarei

1 mucchietto di Farina
1 mucchietto di pan grattato
1 goccino di latte
1 confezione di Datterini gialli così com’è
Mozzarella Valcolatte
Basilico

Procedimento

  1. Scottate il pan grattato con il latte ed unite la farina pian piano.
  2. Preparate l’impasto da cui ricaverete delle biscette. Prendetene una in mano, staccate un pezzettino di impasto e strusciatelo con il pollice sulla spianatoia, per ricavare il classico gnocchetto.
  3. Io li faccio di medie dimensioni, le razdore autentiche li fanno piccolissimi!
  4. Preparate velocemente il sugo facendo scaldare in padella i datterini gialli con tutto il loro succo, volendo potete aggiungere uno scalogno.
  5. Mettete a lessare in abbondante acqua salata i pisarei, nel frattempo accendete il forno e tagliate a dadini la mozzarella.
  6. Una volta cotti, scolate i pisarei, passateli rapidamente nella padella col sugo e trasferiteli nella cocottina, aggiungete la mozzarella e fate finire la cottura in forno per rendere filanti i pisarei.
  7. Rimuovete la cocotte dal forno, togliete il coperchio, aggiungete una fogliolina di basilico e servite a tavola!

Come sempre grazie agli sponsor che hanno sostenuto il format Mamma di Mamma!

Orchestra Italiana Bagutti
Bagutti Kitchen
Centro Carni Zucconi Luca
Spaccio Casalinghi
Birrificio Retorto
Musetti Caffè
Valcolatte
Trucco e acconciatura  Vanity di Chiara Casarola
Outfit Dress di Tania Belli

Regia di Bewonder di Andrea Baldini

 

 


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Ho deciso di voler fare dei periodi di pausa dal glutine, e sto provando tutti gli stratagemmi possibili: riso e pasta di riso, farina di legumi, spaghetti di soia, piuttosto che grano saraceno, miglio o quinoa!
Ma la colazione con i mini croissant fatti in casa diventava un problema!
Perchè quando ho voglia di dolcetti express so che un rotolo di pasta sfoglia, un po’ di granella di zucchero, salvano le voglie improvvise che arrivano la sera sul divano davanti alla tele o la domenica mattina quando inspiegabilmente ti svegli alle 7 piena di energie anche se potresti dormire a oltranza (roba che il lunedì non capita MAI!!

Complice un pizzico di curiosità e un po’ di voglia di abbandonare il glutine ogni tanto, ho comprato la sfoglia senza glutine di Buitoni con l’idea di fare qualcosa di super gustoso, ma senza glutine, chiaramente senza dirlo a Davide che se no mi dice che lo uso da cavia per i miei esperimenti, ma volevo capire se avrebbe effettivamente notato la differenza di gusto!

La ricetta è di quelle express e che io chiamo “del riciclo”!
Per farcire i miei min croissant ho infatti utilizzato delle banane un po’ troppo mature ed un po’ di cioccolato extrafondente rimasto (inspiegabilmente!!) da Pasqua. Ho creato dei croissant super energizzanti per iniziare la giornata con una carica di energia PAZZESCA!

Ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia senza glutine Buitoni
1 banana matura
pezzetti di cioccolato fondente
1 uovo
zucchero

Procedimento

Stendete la pasta sfoglia senza rimuoverla dalla carta da forno sulla quale è già prearrotolata.
Ricavatene 8 spicchi tagliandola a asterisco con una rotella o un coltello affilato.
Tagliate a fettine la banana e a pezzetti non troppo grossi il cioccolato.
Preriscaldate il forno a 170°C
Alla base di ogni triangolino mettete qualche fettina di banana e qualche pezzetto di cioccolato.
Arrotolate avvolgendo il ripieno con la pasta sfoglia, premendo leggermente ai margini in modo che non fuoriesca e cercando di arrotondarlo per ottenere la classica forma a spicchio.
Spennellate la superficie di ogni cornetto con l’uovo sbattuto su cui spolverizzerete un po’ di zucchero che formerà una crsosticina ancora più croccante in forno.
Infornate per 15 minuti.
Lasciate raffreddare e spolverizzate di zucchero a velo o cacao per renderli ancora più gustosi!

 

Buzzoole


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Ci siamo!! Nonostante la febbre a 38° che avevo mentre giravo la puntata, l’abbiamo portata a casa! Come si dice nello showbiz “Show must go on”, ma che fatica!!

Raggiungere il paesello dove vive Nonna Rina è stata a dir poco un’impresa: la Ypsilon si è inerpicata per km e km tra le colline piacentine, ha oltrepassato Bettola su strade a dir poco dissestate e finalmente è giunta, dopo un’ora e mezza di strada, a destinazione! VI dico solo che il paesino non è nemmeno segnato sulle mappe di Google, che ad un certo punto il cellulare (qualsiasi cellulare) smette di prendere, e l’unica cosa che funziona è il telefono fisso, le indicazioni date come una volta a voce “alla terza via gira a sinistra, quando vedi la fontanella vai dritto, ti trovi un albero grosso sulla sinistra con un cartello, ecco gira a destra e sei arrivata” !!


Insomma abbiamo iniziato con un po’ di sfortune.. ma siamo stati bravissimi e la puntata è pronta!!
Il progetto mi piace sempre di più: sarà che mi manca la nonna e ne sto adottando ( o mi sto facendo adottare) un po’ di nonne piacentine, sarà che poi mi fermo sempre a mangiare con loro perchè non esiste che tu esca da casa di una nonna piacentina con la pancia vuota, sarà che per le nonne sei sempre bella, brava, simpatica e troppo magra, ma io spero di poter portare avanti questo progetto ancora per un bel po’!

Il video lo trovate sulla mia pagina di Facebook ( e se non avete ancora messo il like, guai a voi!) qui sotto vi riporto la ricetta della mia sbrisolona!

L’idea mi è venuta in vista della Pasqua, dei pic-nic di Pasquetta, insomma della primavera che ci sta regalando delle splendide giornate di sole (almeno a Piacenza): volevo un modo per poter portare un dolce farcito “in giro” senza troppi problemi. La soluzione? I nuovissimi vasetti di vetro di Bormioli che ho trovato dallo Spaccio Casalinghi, una delle aziende piacentine che ha creduto in questo progetto e ci da modo di potervi far conoscere le tradizioni culinarie di Piacenza raccontate da chi le custodisce: le nonne, appunto!!

 

Sbrisolona da Pic-Nic

 

INGREDIENTI

200 g farina 00
200 g farina di mais
200 g mandorle
200 g zucchero
un pizzico di sale
scorza di un limone
vaniglia
200 g burro
2 tuorli d’uovo
250g Ricotta Valcolatte
250ml Panna da montare
Zucchero a velo

PROCEDIMENTO

Iniziate montando la panna ben soda, con la forchetta mescolate la ricotta Valcolatte con un cucchiaio di zucchero a velo. Potete aggiungere un po’ di vaniglia o di scorza di limone per insaporire la crema.
Unite tra loro panna e ricotta mescolando delicatamente e riponete in frigo a riposare mentre preparate l’impasto.

In una terrina mescolate il resto degli ingredienti: farina, farina di mais, mandorle tritate a pezzetti, zucchero, il pizzico di sale, la scorza di limone, la vaniglia, il burro ed i due tuorli.
Impastate rapidamente e andate letteralmente a sbriciolare su una teglia antiaderente l’impasto.
Cuocete in forno a 160°C per una decina di minuti.
Una volta cotte le briciole, potete iniziare a comporre il barattolino: posizionate uno strato di briciole croccanti, ricoprite con la mousse di ricotta (aiutatevi con una sac a poche), aggiungete qualche pezzetto di fragola, e ripetete ancora l’operazione fino al riempimento del vasetto.

 

SPONSOR della puntata:
Spaccio casalinghi con i prodotti Bormioli, la teglietta antiaderente a cuore, Kitchen Aid, l’alzatina porta biscotti, le tazzine da caffè, la caraffa per la panna da montare
Valcolatte con la ricotta
Salumificio San Bono con la coppa
Molino Dallagiovanna farina
La Tosa vini


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E finalmente è online il primo video di Mamma di Mamma!!!
Sabato scorso è andato in onda per la prima volta su Telelibertà, il canale televisivo di Piacenza e dintorni ed ora lo potrete trovare anche online sulla mia pagina Facebook per poterlo rivedere quante volte vorrete (il mio moroso dice che una è già sufficiente, poi vedete voi!!).

Mamma di Mamma

Si tratta di un format che vede come protagoniste alcune amiche piacentine che sono le vere custodi delle nostre chicche gastronomiche, dei nostri piatti, tutte con un trucco ed un segreto da svelare che rendono unici ed inimitabili le loro ricette. Mi accoglieranno nelle loro cucine per indossare insieme i grembiuli, e metterci al lavoro tra chiacchiere, mestoli e padelle e sorrisi.
Quello che contraddistinguerà ogni puntata saranno soprattutto le chiacchiere intime con le nonne, che mi riportano a quei pomeriggi trascorsi con la Nonna Carmen tra uova, farina e l’immancabile gigantesca asse di legno per fare quintali di anolini, pisarei o tortelli piacentini. Pomeriggi passati con la tv accesa giusto da sottofondo, a osservare questa danza della nonna che ogni tanto assaggiava per poi andare ad aggiungere un pizzico di farina, un pochino di sale, un goccio d’acqua, per rendere la ricetta perfetta. Ricetta della quale ho le dosi, ma solo perchè le ultime volte l’ho obbligata (e un po’ credo mi abbia odiata perchè le ho fatto rallentare a dismisura il lavoro) a pesare ogni pizzico extra!
La Nonna Carmen sarebbe sicuramente stata la fan numero 1 del programma! Ne sono certa!! Sono ugualmente sicura che avrebbe voluto essere la prima (e forse unica!) Mamma di Mamma e che si sarebbe divertita da matti e che probabilmente avremmo anche potuto girarla interamente in dialetto, con lei che mi avrebbe sgridato perchè ogni tanto qualche parola la sbaglio!!
Nonnina: la prima puntata te la dedico, spero ti piaccia!

E voi godetevi il video!

L’anolino va in città!

Ingredienti per 4 persone

Per la Pasta

200 g Farina Molino Dallagiovanna
2 tuorli d’uovo
1 uovo intero

Ripieno

200 g pasta di salame
100 g Grana Padano Dop
1 scalogno piacentino
1 bianco d’uovo

Riduzione di Gutturnio

Zucchero
Gutturnio fermo La Tosa

Fonduta di Grana Padano DOP

200 ml latte
200g Grana Padano DOP

qualche fettina di Coppa La Rocca

Procedimento

Impastate uova e farina tra di loro fino ad ottenere un impasto liscio, elastico ed omogeneo. Lasciatelo riposare avvolto nella pellicola mentre preparate il ripieno.
Soffriggete uno scalogno e fate passare la pasta di salame.
Una volta cotta, tritatela finemente, con un mixer o con un coltello a lama affilata.
Unite il resto degli ingredienti, valutate se aggiungere altro sale o un pochino di pepe. Lasciate riposare in frigo.
Preparate le sfoglie sottili, io ho tirato la pasta al livello n° 5 della sfogliatrice di KitchenAid.


Preparate dei piccoli mucchietti sulla sfoglia distesa sulla spianatoia e ripiegatela su se stessa a metà in modo da ricoprirli.


Con l’apposito stampino, ricavate gli anolini: c’è chi li fa a sole pieno, ovvero con tutti gli scacchetti, e chi come la mia nonna, lascia un po’ di pasta dritta, in modo che la formina non sia perfettamente circolare.

Preparate la riduzione di Gutturnio, che dovrà riposare un po’ per essere più densa: scaldate un po’ di gutturnio con un cucchiaio di zucchero e fate andare finchè non otterrete una consistenza simile al caramello, fate intiepidire e trasferite nella boccetta apposita per poter guarnire il piatto.
Quando gli anolini saranno pronti, potrete mettere a bollire una pentola d’acqua ed iniziare a preparare la fonduta di Grana e la Coppa croccante che dovrete servire ben calde.
Scaldate il latte in un pentolino ed aggiungete il Gana grattugiato. In una padellina fate saltare la Coppa tagliata a pezzettini piccoli, quasi briciole.
Impiattate posizionando la fonduta di Grana sul fondo del piatto, adagiate gli anolini asciutti, cospargete con briciole di coppa e guarnite con la riduzione di Gutturnio.

Per realizzare questa ricetta ho utilizzato:
Farina Far Pasta del Molino Dallagiovanna
Grana Padano Dop
Coppa Salumificio La Rocca
Gutturnio La Tosa

Tutte le foto presenti in questo post sono state realizzate con Samsung Galaxy A5 2017, di cui sono Brand Ambassador


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Crock Pot: che cos’è?

La pentola magica era una favoletta di quando ero bambina, e adesso è qui nelle mie mani: bianca, lucida, esteticamente bellissima.
Sto parlando della mia Crock Pot, la slow cooker per eccellenza, per molte donne un oggetto del desiderio per recuperare il piacere di cucinare in modo lento e rispettando gli alimenti e gli ingredienti e rispettando così anche noi.

Come funziona

Questo gioiellino è una pentola che funziona ad elettricità e cuoce i cibi grazie alla resistenza interna.
Si compone di tre parti: la parte esterna sulla quale troviamo la manopola per le regolazioni di cottura (spento- bassa potenza – alta potenza – scalda vivande), all’interno di questo contenitore si inserisce la casseruola in ceramica da 3,5 litri su cui si posiziona il coperchio in vetro prima di procedere alla cottura dei cibi.
La potete utilizzare ovunque, purchè nelle vicinanze ci sia una presa di corrente! La cosa comoda è che cuocendo lentamente i cibi potete lasciarla accesa anche mentre siete al lavoro o di notte in modo da avere il piatto pronto al vostro rientro o risveglio. So che starete già pensando ai consumi e vi rassicuro subito: consuma praticamente quanto una lampadina ed è addirittura quattro volte più economica rispetto alle classiche cotture a gas, al forno o utilizzando l’induzione!
Il fatto che cuocia lentamente, significa scaldare i cibi fino ad un massimo di 98°C per un tempo prolungato, che ci permette di mantenere praticamente inalterate le proprietà degli alimenti che abbiamo scelto per la realizzazione della nostra ricetta
Insomma: un occhio al risparmio, ma soprattutto un bel beneficio per la nostra salute!
Molto utile il fatto che la parte interna ed il coperchio possano esser utilizzati in forno, ad esempio per il classico colpo di grill per fare la crosticina su arrosti o pasta al forno!
Altra cosa estremamente utile è la pulizia: si può tranquillamente lavare tutto in lavastoviglie, la parte esterna si pulisce con una spugnetta leggermente inumidita.
Questa Crock Pot è pensata per realizzare piatti per 4 persone, ma è perfetta anche per una coppia, vi svelo perchè!

Utilizzi

Si può utilizzare per la realizzazione di diversi piatti.
Il primissimo che merita il podio è sicuramente il ragù, che da tradizione deve cuocere, e cuocere, e cuocere, e cuocere ancora un altro po’! Nessuno si sognerebbe di farlo cuocere per 8 ore lasciando una pentola sul fornello, con il rischio che bruci, che si attacchi, e di dover poi buttare tutto! Con la slow cooker è possibile: quindi potete preparare tutto il sabato sera, e svegliarvi domenica mattina con il ragù perfettamente pronto!
Non solo sughi, ma anche arrosti, brasati, intingoli, zuppe, minestre di legumi, brodo e bolliti e dulcis in fundo anche dolci!!

Potevo forse esimermi dal proporvi una ricetta interamente realizzata con la Crock Pot?
Già, non potevo!! E allora vi svelo quanto è stato semplice e veloce realizzare una creme brûlée per due evitando di dover accendere il forno per un piccolo dolcetto.

Creme brûlée nella Crock Pot

Ingredienti

2 tuorli d’uovo
60 g di latte
100 g di panna fresca
1/3 baccello di vaniglia (o estratto di vaniglia
25 g di zucchero
zucchero di canna per la crosticina

Procedimento

Versate in un pentolino panna e latte a cui unirete il bacello di vaniglia tagliato per la lunghezza. Portate ad ebollizione e rimuovete dal fuoco.


Mentre latte e panna si scaldano, in una ciotolina mettete tuorli e zucchero ed iniziate a sbatterli finchè non diventano chiari.

Utilizzando un colino per rimuovere facilmente il bacello di vaniglia e l’eventuale pellicolina del latte che potrebbe essersi formata nel frattempo, versate latte e panna sulle uova e mescolate continuamente.


A questo punto potrete porre il composto nelle ciotoline adatte alla cottura. Io per tranquillità ho creato con un foglio di alluminio un anello che tenesse sollevate leggermente le mie ciotoline ed evitasse il contatto con il fondo della casseruola vicino alla resistenza.


Inserite nella crock pot tanta acqua fino a raggiungere 2/3 dei bordi delle ciotoline.

ho fatto inavvertitamente la foto con la manopola su HIGH, e me ne sono accorta solo al momento di caricare la foto sul blog!

Chiudete con il coperchio, posizionate la manopola su low e iniziate la cottura per due ore.


Trascorso il tempo, trasferite le ciotoline in frigorifero ed al momento di servire Creme brûlée, spolverizzate la superficie con zucchero di canna e bruciatela con il cannello apposito, oppure posizionatele sotto al grill del forno.

Estremamente facile, estremamente veloce, e deliziosa!!!
Cosa ne pensate?
Vi lascio il link per acquistarla e vi anticipo che domani sarà la protagonista di 3 show su Qvc: dalle 12.00, alle 15:00 ed alle 19:00 e se volete vedere il contenuto della scatola, potete sbirciare al video dell’apertura che ho fatto in diretta su Facebook!


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Ok, lo so: ho 30 anni (..suonati da un po’) e Carnevale è una festa per bambini, ma che ci posso fare se mi piace un sacco? Amo i suoi dolci, amo che riempia di colore l’inverno grigio che si avvia ormai alla fine, amo che poter esser per una sera qualcosa di diverso e la cosa che mi piace di più è riuscire a mettere insieme un travestimento decente con le mie mani. Non sono propriamente una sarta, anzi, purtroppo non ho imparato questa nobile arte dalla Nonna Carmen, che invece andava a braccetto con ago e filo e con l’inseparabile Singer.

Se, come me siete amanti del Carnevale e siete degli inguaribili Food Lover, bhè direi che non potete assolutamente perdervi questa carrellata di travestimenti per veri Foodie!

Pronti? Aarmatevi di Colla vinilica, colla a caldo, colori, pennelli, ago e filo e metro da sarta!

 

Cominciamo con qualcosa di semplice: serviranno feltro bianco, magliette colorate e un po’ di tulle!
Le bretelle le potrete recuperare nei negozi cinesi oppure farle facilmente con dell’elastico colorato! Un po’ di tulle in tinta per le gonnelline tutù et voilà: il costume di squadra per le amiche è fatto!

Fonte: ideas.evite.com e qui il Free printable con la M

E se oltre alle M&Ms ci fosse anche il distributore di caramelle?! Lo trovo MERAVIGLIOSO!
I dettagli per realizzarlo li trovate qui (è più facile di quel che pensate, forse solo un po’ lungo!)

 

Eccone un altro facile facile, qui proposto nella versione per bimbi, ma facendo le adeguate proporzioni, potrete prepararlo anche per voi!

Trovate le istruzioni qui, anche se il testo è in inglese, le immagini sono chiare e vi mostrano in modo molto intuitivo come confezionare il vostro uovo fritto! E se avete un amico a 4 zampe potreste pensare di travestire anche lui e fare coppia (sempre che sia d’accordo!)

Cliccate qui per il video con il tutorial

Il trend dello scorso anno che non ci abbandona nemmeno in questo 2017 è sicuramente l’ananas, e allora perchè non trasformarmi in un enorme pineapple  ambulante?

Facile quanto acquistare con un click un abitino giallo su ASOS da sfruttare poi come copricostume quest’estate in spiaggia!

Restiamo sulla frutta!?  E allora andiamo di fragole o uva, così potete pensare anche ad una bella fruit salad con le vostre amiche!

Trovate il video con le spiegazioni faaaaacili facili su youtube (E vi consiglio di guardarlo per avere altre ispirazioni foodie!). E per piacere, se vi vestite da grappolo d’uva fatevi un video mentre entrate in auto o vi infilate il cappotto!! voglio proprio vedervi! =D

Starbucks apre a Milano!? Vestitevi così in onore del brand!

Fonte: Pinterest

Trovo adorabile il costume da Cookie Monster! Vi suggerisco di mettere nel cestino dei veri cookies fatti da voi (ricetta qui): magari offrendone un paio al ragazzo all’ingresso, riuscite anche a saltare la fila!

Il tuttorial lo trovate qui

Un po’ fuori stagione, ma chi non ama il gelato?!

Sono certa che farete un figurone seguendo questo facile tutorial

Un altro must e trend è sicuramente il Sushi!!! Vi basterano una gonna nera ed una canotta bianca!

Chungry Girl vi spiegherà come ottenere un costume in pochissimi minuti e trasformarvi in una sushi girl!

E se rimaniamo in tema cibi etnici, via di tacos!

Se non siete pratiche di ago e filo, fate diventare la colla a caldo la vostra migliore amica!! Qui le indicazioni per realizzare questo super tacos

 

Un po’ più complicato, ma sicuramente d’effetto! E potete pensare a farne varianti per tutti i gusti: bianco alla vaniglia, verde pistacchio, alla Nutella, piuttosto che rosa fragola!

Il tutorial su Sheknows

Avete mai pensato di trasformarvi in un gigantesco sacchetto di popcorn?! No?? Vi spiego come fare

Anzi: ve lo spiega lei sul suo blog!

Dopo questa super carrellata non avete più scuse per rimanere in casa in pigiama davanti a Netflix…

Avete trovato la vostra idea? Oppure avevate già pensato al vostro travestimento? Fatemelo sapere nei commenti!!

 


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Le pubblicità di cioccolatini e profumi lo annunciano già da qualche settimana: puntualissimo dopo il Festival di Sanremo sta arrivando San Valentino!
Vi risparmio i discorsi sull'” amore tutti i giorni” blablabla.. sono ormai scontati, non trovate?
Io la trovo una bellissima occasione per mangiare cioccolato, per cenare un po’ più tranquilli, per concedersi una coccola di coppia in più, per decorare biscottini, per regalare una rosa (guardate la meravigliosa proposta dei miei amici di KaDō flowerdesign)!
Quindi per me pollice in su per S. Valentino!
Se siete haters di questa festa, bhè sappiate che potete riciclare la ricetta che sto per darvi per una cena in famiglia: raddoppiate le dosi perché queste sono per due persone!

Ho pensato ad un piatto estremamente semplice e di stagione: niente mappazzoni, giusto perchè non ci si addormenti con la bolla al naso trascorsi 15 minuti sul divano, ma si riesca a godersi anche un bel film (magari smangiucchiando popcorn al caramello). Sul sito di Katia Ferrante ho proposto una versione da cucinare insieme, suddividendosi i compiti come in una brigata di cucina, oppure cari i miei maschietti, potreste realizzarla interamente voi e stupire la vostra lei con un piatto carino, buono e semplicissimo da realizzare, PROVATECI!

Io ho preparato gli gnocchi senza lattosio utilizzando prodotti delattosati, chiaramente se non siete intolleranti come me sostituite con “gli originali”.

Gnocchi di San Valentino

Ingredienti (per 2 persone)

 

Per gli gnocchi

50 g barbabietola

50 g ricotta senza lattosio

80 g farina

Per la crema di patate

200 g patate

250 ml brodo vegetale

1 rametto di rosmarino

125 ml latte senza lattosio

sale

Procedimento

 

Preparate l’impasto che andrà fatto riposare 15 minuti almeno in frigorifero.

Mettete nel boccale del minipimer la ricotta e la barbabietola tagliata a tocchetti, azionate  fino a quando non otterrete una crema morbida ed omogenea. Trasferite il composto sulla spianatoia o in una bastardella ed aggiungete a poco a poco la farina finchè l’impasto sarà liscio. Se rimanesse troppo appiccicoso, aggiungete un altro po’ di farina, non troppa se no otterrete degli gnocchi DURI DURI!
Coprite con la pellicola e lasciate in frigo a riposare mentre vi dedicate alla crema di patate.

Gnocchi di San Valentino

Gnocchi di San Valentino

In un pentolino rosolate il porro con un filo d’olio extravergine d’oliva, aggiungete le patate sbucciate e tagliate a pezzetti, il ramettino di rosmarino e coprite con il brodo vegetale. Fate andare per almeno 15 minuti, fino a quando infilzando una forchetta nelle patate, non sentirete che penetra facilmente. Rimuovete il rametto di rosmarino (e gli eventuali aghetti che sono sfuggiti in cottura) ed aggiungete i latte. Trasferite le patate con un p’ di liquido nel boccale del minimpimer (che avrete sciacquato, se no la crema diventerà violacea!) e frullate fino ad ottenere una crema morbida, ma non troppo liquida, non dovrà essere una minestra, per cui aggiungete il liquido pian piano fino ad ottenere la consistenza desiderata.

Mettete sul fuoco una pentola di acqua calda e portatela ad ebollizione.
Trascorso il periodo di riposo dell’impasto, formate un paio di biscette e tagliate con il coltello gli gnocchi che tufferete in acqua salata e lascerete cuocere finchè non saliranno a galla, vale la prova assaggio per capire se la consistenza è quella desiderata da voi.

Mentre cuociono tritate con la mezzaluna o il coltello un po’ di rosmarino rendendolo quasi una polvere fine: ci servirà per dare sapore e decorare il piatto.

Composizione del piatto

Sul fondo di un piatto piano spolverizzate il rosmarino fine-fine, mettete al centro la crema di patate (calda, mi raccomando!) ed adagiatevi gli gnocchi.
Spolverizzate con altro rosmarino, eventualmente una grattata di parmigiano e qualche fiocco di sale.
Et voilà: siete pronti per godervi un primo piatto di San Valentino insieme!

Gnocchi di San Valentino

 

 

Gnocchi di San ValentinoSiete alla ricerca di altre idee?
Le trovate qui con relativi video!!

Ravioli di S. Valentino
Plumcake romantico

 


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Inaugurazione Rovagnati Bistrò

Dopo il primo Rovagnati Bistrò inaugurato a Novembre in Piazza XXV Aprile, Rovagnati raddoppia ed apre il secondo in Corso Garibaldi 21 a Milano.

I due locali dell’azienda lombarda famosa per il suo Gran Biscotto offriranno a partire dalla colazione,  piatti raffinati e gustosi, caldi e freddi con tutta la qualità dei salumi Rovagnati. I locali eleganti si prestano anche a pranzi di lavoro e al classico rituale dell’aperitivo con un menù che ben coniuga tradizione e ricette originali elaborate da chef di fama internazionale.

Rovagnati Bistrò

 

Stasera sarò con la mia dolce 3/4 all’esclusivo Opening per l’apertura del secondo Rovagnati Bistrò!
A partire dalle 19:00 ci sarà infatti l’ufficiale apertura al pubblico con un super party, ovviamente non mancherà il buffet di salumi Rovagnati tra cui la mortadella GIGANTE (!), l’assaggi dei piatti proposti dal bistrò, bollicine e un super dj-set con Paola Iezzi! Ve le ricordate Paola&Chiara?! Ecco: Lei!! Ora è solista ed è Fashion-Dj: unisce musica ad outfit sofisticati e look super glamour!

Rovagnati Bistrò

 

Seguitemi sui social che, nonostante il mio Note4 mi abbia temporaneamente abbandonato per stare 3 settimane in assistenza, cercherò di documentare tutto “rubando” il telefono della 3/4 per fare qualche diretta e qualche foto live della serata!

Se volete andare a fare un aperitivo o siete in zona in orario di pranzo, il bistrò in Corso Garibaldi è aperto da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 22:00 , quello in Piazza XXV Aprile è aperto dal lunedì al sabato, dalle 8:30 alle 22:00.

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La mia parte emiliana è super curiosa di vedere ed assaggiare le ricette proposte dagli chef e scoprire come sono stati reinterpretati i salumi realizzando veri e propri piatti e ricette rendendoli protagonisti.

Una chicca su tutte: la cotoletta, simbolo della tradizione culinaria meneghina, viene ad esempio rivisitata nella“Cotoletta Gran Biscotto” da 500 g che unisce il classico piatto milanese al famoso prosciutto cotto. Da qui parte anche il progetto Rovagnati Academy che invita i futuri cuochi e chef ad utilizzare i salimi in cucina, reinventandoli, e facendoli diventare ingrediente di preparazioni più complesse.

Non vedo l’ora sia stasera per un super aperitivo nel nuovo Bistrò di Rovagnati!!!

 

 

Segui la pagina Facebook Rovagnati Bistrò e scopri le info su www.rovagnatibistro.it

Rovagnati Bistrò

 


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Carbone fatto in casaSi, domani riceveremo la solita catena via whatsapp dal marito, dalla collega, dall’amica, magari dai figli o dagli amici simpatici che ci chiameranno “Befana”, chiedendoci informazioni sulla manutenzione della nostra scopa (quelli di solito iniziano già oggi!), o avvisandoci di qualche ingorgo in cielo per le troppe befane in giro la notte del 6 gennaio!
E allora prendeteli in contropiede e mostriamo loro che

  1. Non siamo Befane
  2. E se anche lo fossimo, abbiamo un certo stile!!

Quindi  armatevi di: zucchero, uova, coloranti alimentari e Glitter!! Perché non c’è  nulla di meglio di un carbone dolce in versione glitter super fashion per mostrare di esser Befane, di un certo livello!!!

Oppure potreste fare un carbone per unicorni!! 😂😂 Ma vediamo nei dettagli

Carbone fatto in casa glitter

Carbone fatto in casa

(in versione fashion!)

Ingredienti:

2 albumi

500 g zucchero (200 per la ghiaccia e 300 per il caramello)

Qualche goccia di succo di limone

1 cucchiaino di alcool (io ho usato quello aromatizzato alla vaniglia degli zuccherini)

150 ml di acqua

Aromi (vanillina, limone, fragola, menta, ..)

Coloranti alimentari e polvere glitter alimentare

Procedimento

Iniziate preparando il caramello e mettendo sul fuoco 300 g di zucchero coperti da 150 ml di acqua. Fate andare finché lo zucchero sarà  sciolto ed il caramello sarà  diventato biondo.  Usate una pentola con il bordo alto,  non una padella perché è dovrete poi versare la ghiaccia nel caramello e la reazione chimica farà  gonfiare (molto!) il composto.

Mentre con un occhio controllate il caramello, preparate la ghiaccia montando gli albumi, lo zucchero rimasto, lo zucchero a velo, 4/5 /)gocce di limone, l’alcool puro ed eventualmente l’aroma scelto.

Foderate con carta da forno uno stampo per plumcake, cospargete il fondo di Glitter oro e perlescente.

Quando il caramello sarà biondo, e la ghiaccia pronta, trasferitene 3 cucchiai in un bicchiere  e scaldate leggermente al microonde (bastano 30 secondi al max).

Versate la ghiaccia nel pentolio con il caramello, abbassate il fuoco e mescolate bene. Trasferite il composto nello stampo  e livellare.  Cospargete di altro Glitter.  Lasciate raffreddare due ore.

Ora potete ricominciare a preparare il caramello per realizzare un altro pezzo di carbone di un aloro colore!

Aggiungete i coloranti alimentari nel bicchiere, dopo aver fatto scaldare la glassa. Mescolate bene  ed eventualmente aggiungetene un po’ nel caramello prima di unire i due composti tra loro.

Il primo pezzetto lo abbiamo lasciato al naturale, o meglio color oro, potete poi continuare con  colori chiari e lasciare per ultimo il nero.

Per non sprecare  il glitter, sporcare solo l’esterno dello stampo ed eventualmente aggiungetelo ai pezzetti tagliati.

Dopo due ore di raffreddamento, possiamo procedere al taglio con coltello.

Eventualmente spargete altro Glitter prima di metterlo in sacchettini trasparenti da trasferire poi in una calza!

Carina e veloce idea, vero?

Carbone fatto in casa

Carbone fatto in casaCarbone fatto in casa


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Siamo quasi sul finire del 2016, ed è tempo di bilianci!

Quest’anno ho davvero trascurato questo spazio, assorbita da tante cose nuove: il lavoro, la radio, la rubrica di Qvc, la casa, gli eventi a cui ho partecipato, lo studio e i corsi per migliorarmi, ma i progetti per riprendere in mano il blog come si deve non mancano! E allora ripercorriamo se vi va il 2016 insieme alla scoperta delle ricette che avete apprezzato di più, direi che sarà un’ottima base da cui partire per un 2017 carico di novità!!!

 

10.

Al numero 10 delle ricette più lette troviamo forse quella più romantica! L’idea proposta per San Valentino nella rubrica di QVC “La cucina delle idee”! Un morbidissimo plumcake al cioccolato che rivela un cuore rosso lampone, non è adorabile?
Torta con cuore qvc

9.

Una delle ricette più cercate è incredibilmente il petto di pollo alle erbette! Cos’ha di speciale? Semplice: si prepara senza sporcare nemmeno una padella, è morbidissimo e super saporito! Perchè? Leggete la ricetta se non l’avete ancora fatto!

petto di pollo

8.

La prima idea regalo che troviamo in classifica è l’ultima nata del 2016, si piazza all’ottavo posto di questa classifica e tradisce il mio DNA piacentino. D’altronde, che piacentino sei se non vai in vacanza con una valigetta che contiene il kit per fare tante belle Sbrisolone?

Food saver sbrisolona Giulia Cook Eat Love sottovuoto

7.

Qui spuntano le mie origini liguri, ed ecco arrivare lo Stoccafisso alla Onegliese!! Voi provatelo, e poi ditemi se non è strepitoso!! Detto da una che fino a 8 anni fa non voleva nemmeno sentire l’odore, ora faccio scarpetta!!

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6.

Una cioccolata calda che scalda l’anima! Se poi aggiungete al preparato un pizzico di peperoncino…
Questa è la sesta ricetta che vi è piaciuta di più!

5.

Siamo arrivati a metà classifica! Dove troviamo il Pan brioches senza impasto: per una domenica in famiglia lenta, e dolcissima!

Pan Brioche senza impasto Vallè

4.

Le idee regalo vi piacciono sempre tanto, e così dalla ricetta dei cookies è nata quella dei cookies in barattolo che si piazza ai piedi del podio!

 

3.

“Costine al forno croccanti” è stata la terza ricetta più cercata e più letta! Con un valido aiutante come Silikomart,  non potevano che essere croccantissime!!

Costine al forno Croccanti

2.

Per i romanticoni come me! Al secondo posto c’è il barattolo della felicità!
Un’idea da regalare o un progetto per noi stessi, per scoprire che ogni giorno ci riserva piccole sorprese di cui rischiamo di dimenticarci presi dalla frenesia del quotidiano

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1.

E al primo posto troviamo l’intramontabile salame di cioccolato in barattolo, che dal 2013 è sempre il post più letto dell’anno, e più ricondiviso anche su altri siti e blog di cucina!

Salame di cioccolato in barattolo regali in cucina natale

E ora ditemi voi: qual è la vostra ricetta preferita del blog? La troviamo in classifica o è stata esclusa?

A presto!!


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Elisa è una giornalista di Libertà,  di quelle che il lavoro lo fa per passione. E la vedi proprio. La leggi tra le righe di ogni suo pezzo, gliela leggi negli occhi quando, sempre di corsa, ti racconta chi ha intervistato mezz’ora prima, la percepisci nel modo in cui ti parla del suo lavoro. E della SUA PIACENZA.
Un mesetto fa mi ha chiesto di scrivere un pezzetto per lo speciale legato al Natale di Libertà, il quotidiano di Piacenza.

Per una che scrive su un blog dovrebbe esser facile. Per nulla, invece!! Il pubblico di uno quotidiano è diverso, non posso usare lo stesso registro confidenziale che uso qui!  Ammetto che ho avuto il blocco dello scrittore, e non essendo una scrittrice, vi lascio immaginare! Poi ho avuto un’illuminazione.
Siamo a Piacenza”, mi son detta, “devo parlare piacentino” e taac l’idea della sbrisolona in barattolo. Sì, lo sapete prima o poi metto in un vaso di vetro pure mio fratello, se ne trovo uno abbastanza grande, ma è un po’ il mio marchio di fabbrica, e mi piace che ogni tanto venga ricordata per queste idee regalo in barattolo.
E pensando al brutto momento in cui si trova un’Amica, a cui continuo a ripetere di guardare le cose anche da un altro punto di vista per non vedere sempre tutto nero, mi è venuto in mente un vecchio post scritto lo scorso anno, e il mix&match è stato presto fatto!
Vi riporto il testo che ho scritto per Elisa, mentre nella foto qui sotto trovate l’articolo che lei, abilissima sarta della carta stampata, è riuscita a rendere perfetto (pubblicato su Libertà del 24 dicembre 2016 nello speciale Natale).

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Il tempo. Ecco qual è la cosa più preziosa che possiamo regalare a Natale. Il nostro tempo. Possiamo regalarlo e regalarci il nostro tempo. Facile a dirsi, ma più difficile è mettere in pratica e imparare a premere il tasto PAUSA sulle nostre vite che hanno perennemente il piede sull’accelleratore, e riflettere un attimo per accorgerci che abbiamo tutti in ogni giornata dei piccoli “momenti di  trascurabile felicità” (libretto meraviglioso di cui vi consiglio la lettura in questi giorni di festa).

I bimbi aspettano il Natale con entusiasmo, attendendo il momento in cui mamma e papà sono a casa dal lavoro, periodo in cui hanno tempo di giocare con loro mentre il cellulare o l’iPad squillano un po’ meno e non c’è l’impellenza di rispondere a quella mail di lavoro, è il momento giusto di provare il gioco nuovo che ha portato Babbo Natale “proprio quello che volevo io!”.

Poi cresci. E il Natale non è poi così fantastico: “ma dai il Pandoro in offerta il 7 Novembre?!”, “che stress devo ancora fare tutti i regali di Natale”, “Sì però quest’anno non stiamo a tavola fino alle 5 eh!?”. E quando cresci inizi a lamentarti, sempre, di qualsiasi cosa. E allora via alle foto postate sui social con l’ormai classico #MaiUnaGioia che contraddistingue la nostra (o per lo meno la mia) galleria Instagram.

E se mettessimo in pausa l’adulto cinico e frenetico e per un piccolo periodo dell’anno concedessimo del tempo a quel fanciullino? Se imparassimo a godere dei piccoli momenti di trascurabile felicità e a vedere che poi #maiUnaGioia non è sempre così vero, ma che ogni tanto possiamo anche scrivere #TohUnaGioia?

E allora proviamoci con un barattolo!

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Ho pensato di racchiudere Natale in un barattolo, da confezionare con le nostre mani, per regalare alla persona che lo riceverà anche un po’ del nostro tempo, darle la possibilità di fermarsi, assaporare il gusto del proprio lavoro, il piacere dell’attesa e la meraviglia della condivisione, e il compito di fermarsi ad apprezzare le piccole gioie quotidiane. A partire da una sbrisolona piacentina appena sfornata.

 

Vi serviranno

 

1 barattolo (circa 1 litro di capienza)
200 g di farina
200 g farina di mais
200 g zucchero
200g mandorle tostate (tritatele grossolanamente tutte, tranne un pugnetto che servirà come decorazione)
scorza di un limone
semi di una bacca di vaniglia
1 pizzico di sale

1 etichetta

nastri colorati e decorazioni natalizie
1 calendarietto con pagine staccabili o bigliettini colorati, tipo post-it

 

Riempite il vaso a strati: alternando la farina, lo zucchero mischiato agli aromi ed al pizzico di sale, la farina di mais, e terminate con le mandorle. Chiudete il barattolo e decorate a piacere.

Aggiungete un bigliettino con le istruzioni per completare la ricetta.

Agli ingredienti secchi contenuti nel barattolo, dovranno esser aggiunti 200 g burro, 2 tuorli.

Gli ingredienti andranno mescolati tra loro fino al raggiungimento di una consistenza sabbiosa. L’impasto andrà sbriciolato su una teglia precedentemente imburrata e cosparsa di farina di mais, fino ad raggiungere uno spessore di circa 3 cm ed infornato a 180°C per circa 40 minuti.

 

A questo punto avremo una torta in forno, un barattolo vuoto, un calendario in mano e 40 minuti di tempo.

Prendiamoci tutti questi 40 minuti ed iniziamo ad annusare il profumo di burro e vaniglia che iniziano a diffondersi in cucina, l’attesa che ci separa dalla nostra sbrisolona e la voglia di condividerla con qualcuno: prendete il telefono e chiamate la vicina, l’amica, il figlio, il moroso e avvisateli che avete una torta profumata in forno.
Ecco: assaporate questo momento. È uno di quei piccoli momenti di trascurabile felicità che andrete conservare nel vostro barattolo della felicità!

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Regole Barattolo della Felicità

Le regole sono pochissime e semplici:

  • esser costanti
  • scrivere la data su ogni bigliettino

 

Per il resto spazio alla fantasia: riflettete sulla vostra giornata e scrivete il vostro pensiero felice.

Se vi va potete condividere le foto dei vostri barattoli su Instagram con l’hashtag #BarattoloDellaFelicità, chissà che non siate da stimolo per altre persone!!

 

Ecco alcune indicazioni dalle quali potete trarre ispirazione:

  • La frase di una bella canzone sentita alla radio la mattina mentre state andando a lavoro o scuola
  • L’aver superato una difficoltà
  • Aver raggiunto un obbiettivo o un traguardo importante
  • Aver trascorso una bella serata in compagnia di amici
  • Aver ricevuto una notizia inattesa
  • Una bella frase letta in un libro
  • Aver ricevuto una sorpresa
  • Il kg in meno sulla bilancia
  • Un bel messaggio ricevuto
  • Un ricordo che non vogliamo dimenticare

 

È un esercizio di felicità, da fare ogni giorno per 365 giorni. Cosicché possiate scoprire che possiamo ancora emozionarci come bimbi per le piccole cose, che possiamo prenderci 5 minuti di pausa per ripensare alla nostra giornata, che possiamo lamentarci un po’ meno, e che poi forse esiste anche #TohUnaGioia.

 

Con i miei più dolci auguri di buon Natale & buon 2017 (profumati alla vaniglia !)

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Aspettando babbo Natale Christmas PackSiete pronti ad aspettare Babbo Natale con i vostri piccoli?
Nella lista della spesa avete scritto “carote per le renne, latte per Babbo Natale”? Vi siete ritagliati un un’oretta per preparare i biscottini da lasciare sul tavolo?
Come no?! E non ditemi che i biscotti li comprate al supermercato che vi faccio subito tac-tac sulle manine!!

Ferme lì che qui c’è una ricetta facile facile e buona buona da realizzare con i piccoli di casa e c’è anche un pdf gratuito da scaricare per allestire il posticino a tavola di Babbo Natale!

La ricetta è di quelle semplicissime! Sono i classici dolcetti al cocco che si trovano su tutte le fiere, ribattezzati Palle di Neve, direi che per la notte di Natale sono P E R F E T T I !!

Aspettando babbo Natale Christmas Pack Aspettando babbo Natale Christmas Pack Aspettando babbo Natale Christmas Pack

Ingredienti

200g di farina di cocco
150g di zucchero a velo
2 albumi

A piacere:

Nutella
Marmellata
Lamponi Freschi
Frutti rossi disidratati

Procedimento

Mettete tutti gli ingredienti in una bastardella e mescolate. Create delle palline che cuocerete in forno a 180°C per circa 15 minuti.
Se volete aggiungere al centro un po’ di Nutella o marmellata e render le vostre palle di neve ancora più gustose, dovete realizzare delle palline di Nutella o marmellata aiutandovi con due cucchiaini, posizionarle su un pezzetto di carta da forno e metterle in congelatore per qualche minuto, il tempo che si induriscano. A questo punto mettete sul palmo della mano un po’ di impasto, posizionate al centro il cuore goloso di Nutella o marmellata, aggiungete altro impasto e formate la vostra pallina.
Potete aggiungere anche frutta disidratata come fragole, ribes, cranberries, oppure fresca. In quest’ultimo caso i cocchini andranno conservati in frigo e consumati nel giro di un paio di giorni.

Sono dei dolcetti furbi perchè si possono preparare con l’avanzo degli albumi dalla classica pasta frolla con cui magari avete fatto una crostata, o altri biscottini al burro.

Aspettando babbo Natale Christmas Pack
Aspettando babbo Natale Christmas Pack


E il regalino che vi avevo promesso?!

Arriva arriva!!
Si tratta di un Christmas pack! Ovvero un set per allestire insieme ai piccoli la tavola per Babbo Natale!
Nel pack trovate:

  • Letterina da compilare
  • Tovaglietta per le Renne e Babbo Natale
  • Etichette da ritagliare per decorare

Per averla cliccate qui, e lasciate il vostro indirizzo mail! La riceverete subito nella vostra casella di posta elettronica!!

 

Aspettando babbo Natale Christmas Pack

Aspettando babbo Natale Christmas Pack

Aspettando babbo Natale Christmas Pack Aspettando babbo Natale Christmas Pack Aspettando babbo Natale Christmas Pack Aspettando babbo Natale Christmas Pack

 

 


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Food saver sbrisolona Giulia Cook Eat Love sottovuoto

untualissimo come ogni anno arriva qui sul blog il momento di darvi idee sui regali di Natale da realizzare in cucina! Ovviamente carini, home made, facili da realizzare, e soprattutto gustosi!!
Dopo 3 anni di barattoli per tutti i gusti (recuperate le idee degli scorsi anni qui), è giunto il momento di una piccola evoluzione! Vi presenterò i regali culinari in versione 2.0 grazie alla mia fantastica Food Saver!!

Se non avete una macchina per sottovuoto, potreste valutare di inserirla nella letterina per Babbo Natale! Da quando ce l’ho non ne posso fare a meno, e mia mamma ha buttato la sua vecchia da primo prezzo perchè ha visto la notevole differenza (quindi suona il campanello e se la viene a prendere al piano di sopra, e la usa talmente “poco” che ha già acquistato 2 rotoli extra!!).
Il mio modello è la Food Saver FFS005X, è un prodotto Nital, azienda che conosco bene dato che sono una Nikonista ed è distributore anche di Nikon e dei robottini per pulizie domestiche Irobot (il Roomba 966 è stato inserito nella mia lista per Babbo Natale!! Spero legga anche il blog e inizi ad impacchettare!). Un modello semplicissimo da usare, ma davvero potente, è adatto a cibi secchi, ed anche umidi, può essere riposto anche in verticale dopo l’utilizzo ingombrando la cucina il meno possibile, ha un design moderno e pulito grazie al coperchio in acciaio inox che permettono di adattarsi perfettamente in qualsiasi cucina.

La comodità di questa macchina è che oltre a darci la possibilità di conservare i cibi sottovuoto nei sacchetti, ci offre anche quella di poterli conservare sottovuoto in speciali contenitori appositi, perfetti ad esempio per la pausa pranzo in ufficio, o per conservare frutta, cereali per la colazione, dolci, al riparo da insettini o dall’umidità, nella confezione c’è già il tubicino ed anche un barattolo, oltre ai sacchetti per sottovuoto!

Questa nuova compagna di avventure in cucina ha fatto nascere anche il buon proposito di evitare ancora di più gli sprechi di cibo: gli alimenti conservati sottovuoto si mantengono freschi più a lungo (fino a  5 volte!), e io sono tranquilla potendo acquistare magari frutta e verdura o formaggi o altro in quantità maggiori per poi suddividerle in sacchettini pronti all’uso a casa.

Quest’estate è stata fondamentale prima della partenza per le vacanze: avevo dei pacchetti di farina aperti ed ero certa che al mio ritorno avrei trovato le fastidiose farfalline infestanti! Così ho sigillato i pacchetti aperti con la Food Saver e al mio rientro dalla vacanze non ho dovuto buttare nulla!
In più, mamma se l’è portata nella casa al mare per mettere sottovuoto i pesci freschi e congelarli immediatamente, in modo da mantenerli intatti più a lungo, e da preservare il freezer dai cattivi odori del pesce.

Ma veniamo all’idea regalo!
Il titolo vi anticipa che si tratta di un dolcetto.. e se mi conoscete, io tendo a regalare dolcetti “scomposti” per Natale, perchè così potete divertirvi in famiglia e rilassarvi scoprendo quanto è bello cucinare qualcosa di buono!

Ho pensato di confezionare in modo alternativo i miei regalini, utilizzando proprio la Food Saver !
Ho quindi messo sotto vuoto gli ingredienti secchi e che si mantengono fuori frigo necessari alla realizzazione di uno dei classici della cucina piacentina: la sbrisolona. Roba che questo potrebbe essere un kit di salvataggio per un piacentino lontano da casa e che ha un impellente desiderio dei sapori di casa! Questo regalo va tranquillamente anche in aereo, o può affrontare lunghi viaggi senza alcun tipo di problema!

SBRISOLONA SOTTO VUOTO

Ingredienti

200 g farina 00
200 g farina di mais
200 g mandorle
200 g zucchero
un pizzico di sale
scorza di un limone
vaniglia

Food saver sbrisolona Giulia Cook Eat Love sottovuoto

Ho mescolato allo zucchero la scorza di limone, i semini di mezzo bacello di vaniglia ed un pizzico di sale. Ho tagliato per il verso lungo un sacchetto Food Saver e ho sigillato il lato corto che era aperto. ho inserito lo zucchero aromatizzato e ho sigillato seguendo il lato lungo. Ho tagliuzzato grossolanamente le mandorle (2 pugnetti li ho tenuti in disparte, serviranno a guarnire la sbrisolona), le ho inserite nel sacchetto, ho sigillato nuovamente seguendo il lato lungo e tagliato l’eccesso. A questo punto ho girato il sacchetto con i due ingredienti posizionando il lato aperto nella Food Saver e ho avviato l’aspirazione e sigillatura del sacchetto. Ho insacchettato Farina 00 e farina di mais insieme utilizzando anche in questo caso un solo sacchetto e facendo una sigillatura fra un ingrediente e l’altro. Con i rimasugli ho creato un piccolo sacchetto per le mandorle intere che serviranno alla fine per guarnire la torta prima della cottura.

Agli ingredienti secchi vanno aggiunti:

200 g burro
2 tuorli

Food saver sbrisolona Giulia Cook Eat Love sottovuoto

Dovrete specificare quali sono gli ingredienti da aggiungere ed anche il procedimento che segue, in modo che ci riceverò il vostro kit sia preparato e pronto a realizzare in modo semplice e veloce la ricetta.

Procedimento

Aprite il sacchetto contenente le mandorle spezzettate e tostatele rapidamente.
In una ciotola unite le farine e lo zucchero, aggiungete le mandorle tostate. Incorporate il burro a pezzetti ed i tuorli d’uovo e lavorate l’impasto molto velocemente con le mani. Gli ingredienti dovranno esser ben mescolati tra loro, ma dovrete ottenere un impasto non omogeneo, ma dalla consistenza “briciolosa”(da qui il nome della torta!).

Imburrate il fondo di una tortiera, ed infarinate con la farina gialla per evitare che si attacchi l’impasto.
Stendete l’impasto sul fondo della tortiera senza premerlo sul fondo, diversamente perdereste l’effetto “briciola”, dovete ottenere uno spessore di circa 3  centimetri. Prima di infornare posizionate le mandorle intere sulla superficie.
Infornate a 180°C per 45 minuti circa (forno statico).

La comodità della Food Saver è stata la possibilità di suddividere “i passaggi” (ad esempio dividendo le mandorle da guarnizione dalle altre) senza il rischio di mischiare gli ingredienti, questa cosa non è chiaramente possibile con i barattoli di vetro!!
Si apre quindi un nuovo scenario per le ricette da regalare: è possibile anche per quelle più complesse per le quali non è possibile mischiare tutti gli ingredienti insieme!!!!!

Sulla pagina Facebook di Food Saver Italia trovate un sacco di idee di utilizzo e tanti consigli anche per la cottura utilizzando la tecnica del sottovuoto!! Se siete curiosi di saperne di più, mandatemi un messaggino che potrei fare un post dedicato a questo tipo di cottura!!

 

 

 

Food saver sbrisolona Giulia Cook Eat Love sottovuoto Food saver sbrisolona Giulia Cook Eat Love sottovuoto

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15259667_1166957236715454_7811177220672821560_oPronti a vincere un corso di cucina con Miele?!
Bene, e allora continuate a leggere ed iniziate a preparare la lista della spesa per realizzare la vostra cheesecake con #UnToccoDiRosso!

Procediamo con ordine!!

Giovedì scorso, il 1 dicembre, sono stata ospite-organizzatrice (con la società per cui lavoro, Bloomet, ebbene sì: non si vive di solo blog!!) di Rizzi Design Studio, durante uno dei 5 appuntamenti che hanno animato e animeranno lo spazio espositivo di questo studio di progettazione piacentino.

La serata fa parte di un percorso più ampio che ha visto lo spazio di Rizzi rinnovarsi ogni volta, dando vita ad ambientazioni eleganti, originali e vive. Durante ogni serata c’era il focus su un ambiente della casa e su uno dei 5 sensi, attività e contest per coinvolgere i visitatori, oltre ad ottimo wine & food.

Da amante della cucina, da food blogger, da organizzatrice dell’evento, sono stata più che felice di poter essere parte attiva della serata accanto alla mia partner in food Katia di Pappa&Cicci. Con lei abbiamo animato la serata, ideato e realizzato interamente il buffet cucinando con gli innovativi elettrodomestici miele e dando vita ad un bakery lab che ha visto gli ospiti davvero molto partecipi!

Non solo food blogger e design, ma anche produttori, artigiani e professionisti del design: in vetrina un meraviglioso tavolo di Danilo Cremonesi ( iD-Segni) con una tavola apparecchiata dal gusto inconfondibile di Adriana Ghelfi e Ashanti, il bancone cucina con le superfici di Progetto Marmo, i vini di Fratelli Piacentini, salumi e formaggi di Salini e Dal Pane al Vino tagliati al momento su una meravigliosa e iconica Berkel (rigorosamente rossa!) di Padana Impianti.

Qualche immagine della serata (prese dalle pagine Facebook di Padana Impianti & Rizzi Design Studio)

Nei prossimi giorni Katia ed io vi daremo le ricette che abbiamo realizzato live per la serata, ma nel frattempo passiamo al contest!!
Come vi annunciavo il premio sarà un corso di cucina da Miele per due persone (mi offro come autista accompagnatrice!!)
Può partecipare chiunque abbia voglia di mettersi in gioco realizzando una Cheese cake ispirata alla nostra ricetta, ma con un personale #ToccoDiRosso,  come vi spieghiamo Katia ed io nella diretta Facebook fatta durante la serata


Noi abbiamo pensato di realizzare dei pratici bicchierini monoporzione, ma potete realizzarla anche in una tortiera più grande

INGREDIENTI

Base

  • 100 g Digestive
  • 60 g burro

Farcitura

  • 250 g Ricotta mascarponata
  • 60 g burro (nelle nostre monoporzioni non c’era)
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 170g cioccolato bianco
  • 250 g panna montata
  • 50 g zucchero a velo
  • Marmellata
  • UnToccoDiRosso

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PROCEDIMENTO

Fate fondere a bagnomaria o nel microonde il burro ed aggiungetelo ai Digestive sbriciolati.
Foderate una tortiera di carta da forno, e realizzate la base con il composto che dovrà riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Se utilizzate dei bicchierini potreste anche non aggiungere il burro posizionando i biscotti sbriciolati grossolanamente sul fondo.
Mescolate la ricotta con lo zucchero a velo, aggiungete il burro, il cioccolato fuso, la vaniglia e mescolate.
Aggiungete delicatamente la panna montata.
Andate ad aggiungere la farcitura alla base di biscotti.
Ora è il momento di dare alla cheese cake #UnToccoDiRosso: sbizzarritevi con la fantasia!
Potete scegliere di fare uno strato di crema, uno di marmellata e altra crema, potete aggiungere frutta fresca, codette colorate, meringhe, riso soffiato, insomma.. DATE SFOGO ALLA VOSTRA CREATIVITA’ IN CUCINA e date a questa cheese cake il VOSTRO #ToccoDiRosso!

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Partecipazione al contest:
Per partecipare al contest vi basterà inviare la vostra ricetta con una foto (scattata con il cellulare va più che bene!) a info@rizzidesignstudio.it o in alternativa potete condividerla sulla pagina facebook di Rizzi Design Studio ENTRO domenica 11 DICEMBRE (c’è un bel ponte in agguato per fare tutte le prove!!).
Le ricette verranno raccolte il 12 dicembre e pubblicate in un album sulla Fan Page Facebook di Rizzi Design Studio. La più votata si aggiudicherà la possibilità di partecipare ad uno degli eventi Miele programmati nel nuovo anno.
INFO: www.rizzidesignstudio.it/httpun-tocco-di-rosso/

 


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Sapete che amo le cose buone, e sapete che ancor di più amo le cose che sono doppiamente buone!!
Oggi voglio parlarvi proprio di un progetto davvero buono di un’azienda di biscotti nata ad Altamura due secoli fa, addirittura prima dell’unità d’Italia!

Da un mese a questa parte e fino al 1 ottobre 2017, l’azienda Di Leo Pietro spa ha deciso di dare il proprio sostegno economico all’iniziativa “All’orango io ci tengo“, un progetto di salvaguardia ambientale a fianco forPlanet, ONLUS ed in collaborazione con Sumatran Orangutan Society (SOS), destinando l’1% del ricavato della vendita dei biscotti della linea Fattincasa (fino a un massimo di 50.000€).

L’iniziativa vedrà protagonista l’isola di Sumatra, in Indonesia, e si prefigge il raggiungimento di alcuni importanti traguardi per contrastare l’estinzione dei dolcissimi Orangutan.

Il primo step prevede la reintroduzione in natura di 15 oranghi salvati e riabilitati. Nonostante sia illegale il loro ferimento, uccisione o cattura e sia proibito avere un Orango come animale domestico, queste pratiche sono purtroppo all’ordine del giorno nell’isola di Sumatra. Come se tutto ciò non bastasse,  la deforestazione di cui è oggetto il loro habitat naturale li sta ponendo seriamente a riischio di estinzione. Con l’acquisto dei biscotti Di Leo, potrai contribuire al salvataggio, alla riabilitazione e alla reintroduzione nel loro naturale habitat di 15 orangutan di Sumatra: l’azienda si propone infatti di acquistare i mezzi necessari al trasporto degli animali e degli operatori locali necessari a gestire il punto di liberazione e a seguirli ogni giorno nella foresta (si tratta di ben 12 persone!!).

Per reintrodurre i poveri Orango nel loro habitat è necessario preservarlo e recuperarlo. 1000 è il numero di alberi che saranno piantumati dalla Sumatran Orangutan Society che gestisce da oltre 12 anni i progetti di riforestazione nell’isola creando gruppi di persone locali che possano insieme gestire i vivai e ripristinare man mano le aree forestali maggiormente devastate.

L’ultimo punto prevede il mantenimento nel lungo periodo delle foreste pluviali primarie di Sumatra. L’obbiettivo è quello di sviluppare e attuare una strategia di tutela dell’habitat sensibilizzando anche il governo indonesiano sil tema del finanziamento dei progetti di conservazione.

Questo meraviglioso progetto non è una novità per un’azienda che già
3. Favorire la conservazione a lungo termine delle foreste pluviali primarie di Sumatra. Con il contributo della Di Leo saranno sviluppate e attuate strategie di tutela a lungo termine degli habitat degli orangutan a Sumatra. In particolare: sviluppo di raccomandazioni al governo indonesiano in tema di opportunità di finanziamento dei progetti di conservazione finalizzati alla tutela efficace e a lungo termine dell’ecosistema Leuser e lancio di una campagna internazionale contro un progetto di sviluppo di dighe che minaccia di distruggere l’habitat naturale per una popolazione di 400 orangutan. Il sostegno di questa iniziativa conferma ancora una volta l’impegno della Di Leo per la sostenibilità ambientale. Ultimamente è scattata la “moda” dell “senza olio di palma”: sappiate che Di Leo si discostò dall’utilizzo di questo grasso ben 25 anni fa dichiarando la propria scelta in tal senso sia sulle confezioni, sia negli spot tv!

allorangoiocitengo

E tu come puoi contribuire e sostenere il progetto di Di Leo, forPlanet, ONLUS e Sumatran Orangutan Society (SOS)? Molto semplicemente!!! Puoi andare sul sito dedicato all’iniziativa ed acquistare per poco più di 17€ 6 confezioni di Biscotti della linea Fattincasa di Di Leo (spese di spedizione incluse!)

Riceverai inoltre maglietta e cappellino per urlare anche tu #AllOrangoIoCiTengo!

 

 

Regolamento

Buzzoole

Guardini Teglie per Pink is Good

Pink is good veronesi Guardini

“Vuoi prima la notizia buona o quella cattiva?”
“la cattiva!”
La cattiva è che sono 48.000 le donne che ogni anno si ammalano di tumore al seno.
La buona è che non è più un male incurabile: oltre il 90% delle donne a cui viene diagnosticato un tumore in fase iniziale GUARISCE.

Da anno la Fondazione Veronesi si batte per sconfiggerlo una volta per tutte, e da questo impegno decennale nasce il bellissimo progetto Pink is Good, e non nascondo di esser davvero felice di giocare una piccola parte in questo enorme, meraviglioso, ambizioso progetto.

Cosa è e cosa fa Pink is Good, per combattere il tumore?

Promuove con innumerevoli iniziative la prima e più importante fase di ogni cura: la prevenzione. La prevenzione è informazione seria e corretta, è indispensabile ad individuare, laddove sia in corso, la malattia nelle prime fasi.

Sostiene concretamente la Ricerca finanziando borse e progetti di ricerca per medici e scienziati che hanno fatto della lotta al tumore al seno la loro ragione di vita. E è stata la ricerca che ha fatto sì che oggi si possa guarire di tumore al seno!

Affinchè quella percentuale aumenti ancora è fondamentale anche IL TUO AIUTO!

“sì ma non fai la food blogger tu?”
“eh già faccio la food blogger”
“e allora cosa c’azzecchi con la ricerca, la lotta al tumore al seno, la scienza, i camici bianchi?”

Ormai è risaputo: un regime di vita salutare, un’alimentazione attenta sono i PRIMI fondamentali PASSI per la PREVENZIONE anche del tumore. Sul tema vi consiglio la lettura di alcuni articoli che potete trovare sul sito della Fondazione Veronesi.

E lo sapete che grazie alla collaborazione di Guardini Teglie al progetto Pink is Good, potete contribuire direttamente anche voi alla ricerca? E che soprattutto potete farlo anche infornando una torta, o impastando una pizza o un decorando un plumcake? Noooo?!?! Allora  io sono qui per raccontarvi che c’è un modo BUONO di fare prevenzione che passa dal frigo di casa vostra, o dal vostro forno!!

Guardini Teglie  è un’azienda composta principalmente da donne, donne che hanno deciso di mettersi in prima linea al fianco della ricetta. Nasce così la collezione di teglie Pink is good, una linea di stampi antiaderenti Limited Edition ovviamente di colore rosa!

Il progetto è iniziato nel mese di ottobre, mese appunto dedicato alla prevenzione al seno, e continuerà anche nei mesi a venire, insomma direi che potreste andare sull’ecommerce di Guardini ed iniziare a pensare ai regalini di Natale visto che gli stampi sono di alta qualità, antiaderenti, con prezzo contenuto e poi è per una buona, ma che dico ottima causa!!

Secondo voi potevo forse non riempire il mio stampo rosa!?
Assolutamente!!!!

Torta salata di ricotta e barbabietole

Pink is good Veronesi Guardini

Ingredienti per la tortiera da pizza Guardini Teglie Pink Is Good Limited Edition 

200 g di farina di tipo 1
5 cucchiai d’olio Extravergine di Oliva
1 Cipolla rossa
300 g di ricotta di pecora
50 g di Grana Padano grattugiato
1 piccola barbabietola cotta al vapore
sale e pepe

Procedimento

Impastate farina ed olio fino ad ottenere una palla dalla consistenza elastica, liscia ed omogenea. Coprite con la pellicola e lasciate riposare per 30 minuti prima dell’utilizzo.

L’utilizzo di farine poco raffinate ed olio extravergine di oliva è fondamentale per cambiare il nostro stile di vita verso un regime alimentare più sono.

Stendete la pasta sulla spianatoia ed assottigliatela con il mattarello, fino ad ottenere una sfoglia di dimensioni poco più grandi della teglia, eventualmente ritagliate lo scarto, che potrete utilizzare per ottenere delle sfogliatine all’olio.
adagiate la pasta sulla teglia, bucherellate il fondo, fate cuocere per una decina di minuti, eventualmente coprite con l’alluminio per evitare che si scuriscano troppo i bordi.
Nel frattempo, con una forchetta ammorbidite la ricotta, aggiungete un pizzico di sale e pepe, e lavoratela fino ad ottenere una crema morbida e senza grumi. Potete aggiungere un uovo al composto.
In una padella antiaderente soffriggete una cipolla rossa con un filio di olio extravergine d’oliva.
Posizionate la cipolla sul fondo della tortiera, ricopritela con la ricotta.
Infornate a 180°C per 25 minuti.
Tagliate a fettine sottili una rapa nel senso della lunghezza, per ottenere delle fettine leggermente più grandi del tagliabiscotti che andrete ad utilizzare. Potete anche decidere di ricoprire interamente la superficie della torta salata.
Trascorso metà del tempo di cottura, andate a posizionare le fettine di barbabietola sulla ricotta ed infornate ancora.
Per esser ancora più precisi, potete fare come non ho fatto io: avrei infatti dovuto adagiare i cuoricini sulla carta assorbente per qualche minuto in modo che in cottura non mi “sporcassero” la torta con il loro liquido, ma si sa non tutte le ciambelle escono col buco, e siamo qui anche per imparare!

Trascorso il tempo di cottura, lasciate raffreddare la torta, prima di procedere alle decorazioni finali con erbe aromatiche fresche, rosmarino ed i suoi fiori in questo caso.

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Il maglioncino pink lo trovate da Dress di Tania B

 

 

 

 

Pan Brioche senza impasto VallèLa colazione è sicuramente il pasto della giornata che preferisco.
Mi piace farla lentamente soprattutto nel weekend quando la sveglia non suona troppo presto, quando posso decidere anche di fare colazione a letto per concedermi una coccola in più.

La colazione del weekend è la mia preferita anche perché ho un po’ di tempo in più per preparare qualcosa di genuino e che profumi di famiglia e che lasci un bel profumo in tutta la casa, che sia di biscotti, torte morbide o crostate. E se si ha poco tempo o poca voglia di dilungarsi ai fornelli ma non si vuole rinunciare ad un dolcino home made? In questo caso si può optare per preparare un bel pan brioche senza impasto!

Il pan brioche senza impasto è una di quelle ricette smart che sono perfette per le mamme di corsa che vogliono preparare qualcosa di buono e sano ai bimbi senza dover passar troppo tempo ai fornelli, e per le ragazze pigrottose (pigre e golose) che non vogliono sporcare 800mila utensili prima di poter infornare qualcosa di dolce.

Per questa super chicca devo ringraziare Katia di Pappa&Cicci da cui ho preso la ricetta!!
Lei ha proposto lo stesso impasto per realizzare delle gustose brioches, io ho infornato un plumcake con cuoricini di marmellata ai frutti rossi e cranberries: DELIZIOSA!

 

Pan Brioche Senza Impasto

Ingredienti

  • 250g di farina (più altra per lavorare l’impasto)
  • 100g di Vallè&Burro(rimane morbidissimo quindi non lo facciamo fondere a bagnomaria)
  • 50g di acqua a temperatura ambiente
  • 2 uova medie a temperatura ambiente
  • 80g di zucchero muscovado
  • semi vaniglia
  • un pizzichino
  • 4 g di lievito di birra secco

 

Procedimento

Per realizzare il nostro pan brioche senza impasto abbiamo bisogno di: 1 terrina, 1 forchetta, 1 spianatoia ed 1 mattarello.

In una zuppierina abbastanza capiente mescolate tra loro: uova, burro, acqua, sale, zucchero ed aromi. A parte unite farina e lievito di birra ed aggiungeteli nella zuppierina dove sono contenuti tutti gli ingredienti liquidi. Aiutandovi con una forchetta mescolate fino a quando avrete ottenuto un composto liscio ed omogeneo. A questo punto coprite la zuppiera e lasciate lievitare un paio d’ore fuori frigo e poi trasferite il composto nel frigorifero dove potete lasciarlo fino a 5 giorni.

Trascorse almeno 24 ore, trasferite l’impasto su una spianatoia ben infarinata e procedete con le pieghe che serviranno a far crescere ulteriormente il nostro impasto per renderlo sofficissimo.

Stendete con il mattarello l’impasto fino ad ottenere un rettangolo di grandi dimensioni

Portate il lembo destro verso il centro e sovrapponetevi il sinistro, ruotate l’impasto di 90°C schiacciate leggermente e ripetete l’operazione (lembo destro verso il centro, lembo sinistro sopra al destro) per almeno 3/4 volte

Pan Brioche senza impasto Vallè

A questo punto potete decidere se inserire l’impasto nello stampo da plumcake e lasciarlo al naturale, oppure se farcirlo con crema di ciccolato e nocciole, marmellata, crema pasticcera, oppure potreste optare per aggiungere pezzetti di frutta secca o fresca o gocce di cioccolato direttamente nell’impasto, insomma sbizzarritevi in base alla vostra fantasia ed ai vostri gusti!

Pan Brioche senza impasto Vallè

Fate lievitare per un paio d’ore prima di infornare a forno caldo a 180°C e cuocete per una mezz’oretta
Pan Brioche senza impasto Vallè

Pan Brioche senza impasto VallèPan Brioche senza impasto Vallè

 

Bernardo Buontalenti (Firenze 1536-1608)
Bernardo Buontalenti

Probabilmente il viso ed il nome di (Firenze 1536 -1608) non vi diranno molto, ma sono sicura che sapendo che è a lui che dobbiamo l’invenzione del gelato alla crema, in molti inizierete a ringraziarlo per aver avuto il colpo di genio che dal ‘500 accompagna le vacanze e le caldi notti estive di ogununo di noi.

Bernardo Timante Buonacorsi, era un famosissimo fiorentino dai molteplici talenti: allievo del Vasari, affermato architetto alla corte dei de’ Medici, miniatore, pittore, ingegnere, militare, scultore, scenografo italiano, completò gli Uffizi e disegnò la fortezza di Santa Maria in San Giorgio del Belvedere a Firenze, fu uno degli artisti più importanti ed influenti del rinascimento toscano, fortemente legato alla figura di Michelangelo. Il suo essere eclettico gli valse probabilmente il soprannome di Buontalenti con il quale era conosciuto.

Animatore delle feste del Granduca Cosimo I, amante della cucina fu lui che intuì che aggiungendo uova ai già conosciuti sorbetti di frutta, si poteva ottenere un goloso dessert rinfrescante.

Costruì a Palazzo Pitti delle ghiacciaie per la conservazione di ghiaccio e neve raccolti durante l’inverno che, ricoperti da uno strato di paglia isolante e stoccati nei sotterranei si conservavano fino ai mesi estivi.

Non solo artista eclettico, ma anche abile chimico, il Buontalenti riuscì a realizzare nel Rinascimento un composto analogo a quello che viene ancor oggi utilizzato per preparare il ghiaccio artificiale.

A lui dobbiamo anche l’intuizione della gelatiera che apprendiamo grazie allo storico Giuseppe Averani che nel “Del vitto e delle cene degli antichi” scrive del Buontalenti: «… uomo di sagacissimo intendimento e nominatissimo per ingegno e per molti meravigliosi ritrovamenti, fabbricò per primo le conserve del ghiaccio».

Gli venne chiesto di organizzare, proprio per la sua abilità ed i suoi molteplici interessi, feste sontuose per accogliere delegazioni straniere: il Buontalenti si ripropose lo scopo di organizare “estini da far rimanere come tanti babbei gli stranieri, spagnoli per giunta”

Avendo ricevuto l’incarico di organizzare sontuose feste per accogliere una delegazione spagnola, Buontalenti doveva “festini da far rimanere come tanti babbei gli stranieri, spagnoli per giunta”. Grazie alla sua dedizione, cura ed abilità che si spingevano anche nell’organizzazione scenografica e gastronomica ci riuscì: il giardini ed il lungo Arno ospitarono rappresentazioni teatrali, realizzò scenografie di fuochi d’artificio per uno spettacolo nella fortezza da Basso grazie al quale ottenne il soprannome di Bernardo delle Girandole, e con con la gelatiera da lui ideata preparò una crema al profumo di bergamotto, limoni ed arance, rinfrescata con una il primo ghiaccio artificiale frutto dell’intuizione di unire latte, miele, tuorlo d’uovo, ai quali aggiunse anche il vino, dando vita prima alla crema e poi al gelato allo zabaione.

Giornata nazionale gelato alla crema 

Il Buontalenti presentò quindi le sue golose creazioni alla corte dei De’ Medici e fu un clamoroso successo: gli spagnoli divulgarono la notizia in tutta Europa e Caterina De’ Medici pare addirittura rapì i gelatieri fiorentini con il timore di vederli sparire dalle sue cucine.

Fu nel 1559 durante i festeggiamenti per l’inaugurazione della fortezza Belvedere, che Bernardo Buontalenti presentò quelal che ancora oggi a Firenze viene chiamata come crema Fiorentina o Gelato Buontalenti: una ricetta a base di zabaglione e frutta.

  

Ricetta

Ingredienti

5 litri di latte intero
30 rossi d’uovo (6 per ogni di latte)
1,5 kg di zucchero
1 scorza di buccia di arancia
1 bacca di vaniglia

 

Procedimento

Il ciclo di produzione del gelato artigianale avviene attraverso fasi distinte

  1. miscelazione

Questa prima fase è necessaria per permettere agli ingredienti di mischiarsi tra loro la loro fine distribuzione nella miscela.

  1. pastorizzazione

Specialmente per la preparazione delle creme con uova fresche, questa fase è particolarmente importante perché deve esser eseguita per poter ottenere un gelato sano e rispettoso delle vigenti normative igienico sanitarie. La pastorizzazione avviene portando la miscela a una temperatura di 85° circa che viene mantenuta per qualche minuto per evitare che il prolungarsi della cottura alteri vitamine e proteine. La pastorizzazione permette la distruzione di microrganismi patogeni, che avviene anche portando la miscela a temperature sotto lo 0.

  1. Maturazione

In questa fase le proteine assorbono l’acqua libera idratandosi, e questo evita che l’acqua cristallizzi formando cristalli di ghiaccio. La maturazione dura 4/6 ore circa, di solito si pastorizza la sera e si fa maturare la miscela durante la notte.

  1. mantecazione

In questa fase si trasforma la miscela liquida in gelato, attraverso il raffreddamento sotto agitazione continua che permette di incamerare aria e rendere il gelato soffice e leggero. Da questa fase dipende la qualità del prodotto.

  1. indurimento

Dal mantecatore il gelato esce ad una temperatura compresa tra i -5 e i -8° C, ma per acquistare la consistenza corretta c’è bisogno di un’altra fase: l’indurimento durante la quale il gelato viene portato a -20° C circa , passando dal 60% al 90% di acqua cristallizzata.

 

A questo punto il gelato alla crema è pronto e può essere servito e consumato su coni o coppette da passeggio!

 

Ringrazio di cuore Gentian della gelateria pasticceria Mil Sabores di Pontenure Piacenza per avermi fatta entrare nel laboratorio. Gentian è uno dei gelatieri associati all’Associazione Gelatieri artigiani Piacentini.

 

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Con questo post partecipo in qualità di ambasciatrice alla Giornata Nazionale del gelato alla crema dell’Associazione Italiana Food Blogger.

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Fonte: “Scienza e tecnologia del gelato artigianale”, Luca Cavieziel

 

 

presentazione univ1Una settimana fa esatta stavo ripetendo questo discorso che da lì a poche ore avrei dovuto fare in Università Cattolica a Piacenza ad un centinaio di ragazzi, alla presenza del Preside della facoltà di Agraria e di alcuni professori.

La parte buffa della storia, al di là del fatto che per mezz’ora son stata in cattedra in Cattolica è che:

  • ho tenuto uno speech nella stessa aula nella quale mi sono laureata, ci sono rientrata emozionata e non nascondo anche un po’ soddisfatta ed ancor più convinta della scelta di intraprendere un percorso molto diverso rispetto a quello canonico del laureato in giurisprudenza;
  • il Preside della Facoltà ed il Professore che hanno coordinato i lavori sono stati entrambi compagni di studi dei miei genitori;
  • se sono al mondo, lo devo a questa Università che ha fatto incontrare i miei genitori tra quei corridoi (se chiedete a mio papà la storia, ve la racconta in un modo un po’ più pittoresco… 😉 )

Bene, ora indosso i panni della professoressina che non mi si addicono per nulla e vi ripropongo la chiacchierata che è stata l’oggetto della mia mini lezioncina in Università.

Sono partita da lontano, da millemila anni fa, cercando di far capire che il “fenomeno food” non è qualcosa che è esploso nell’ultimo periodo, ho cercato di raccontare come è nato il fenomeno dei blog, quello dei food blog, come è nato il mio blog e cosa fa o può fare una food blogger, ho parlato dell’Aifb, di cartoni animati, canzoni e telefilm.. insomma se siete curiosi e avete un pochino di tempo potete mettervi comodi e continuare a leggere!

 

Da sempre il cibo è al centro delle nostre vite. Da sempre è oggetto di racconto, di conversazione anche quando non c’erano tv o computer del cibo si parlava, ed attorno al cibo sono nati amori, affari, litigi, si sono strette alleanze o scatenate guerre.

Fin dagli albori l’uomo si procacciava il cibo in branco per poi condividerlo attorno al fuoco con gli altri membri del gruppo del gruppo.
È così che, dalla notte dei tempi il cibo unisce le persone prima attorno al fuoco, poi attorno ai banchetti, attorno al tavolo ed oggi al buffet dell’happy hour.

Contrariamente da quanto sento spesso affermare “il food” non è oggetto di discussione degli ultimi anni, ma è da sempre che si ritrovano testimonianze che attestano quanto sia centrale nella vita dell’uomo e per ogni civiltà.

Sumeri birra
Testimonianza dal popolo sumero.

Le civiltà mesopotamiche gli attribuivano poteri civili: condividere cibo, acqua per lavarsi le mani o olio per ungersi, per il popolo sumero nel III millennio a.C. significava l’aver raggiunto un accordo e per rendere efficace un contratto si utilizzava spesso la formula “abbiamo mangiato il pane, abbiamo bevuto la birra e ci siamo unti di olio”.
Non solo poteri civili, ma anche religiosi: le prime civiltà erano solite seppellire i defunti con scorte di cibo o suppellettili che sarebbero dovute servire al defunto nel suo viaggio verso l’aldilà o per ingraziarsi le divinità. L’usanza del pranzo del matrimonio è antichissima, ha addirittura 4 mila anni! Per gli assiri  (circa verso la fine del II millennio a. C.) si riteneva che un matrimonio fosse validamente costituito solo quando le famiglie dei novelli sposi mangiavano insieme condividendo lo stesso cibo.  

Non solo cibo, ma anche bevande ritornano nei bassorilievi, come le otri di birra che troviamo in questo bassorilievo sumero. Furono loro a scoprire già nel 3000 a.C che con acqua, cereali lievito si potevano ottenere pane o una bevanda inebriante, che arrivò poi in Egitto con il nome di Zythum.

storia-della-birra

Ed è in Egitto che troviamo per la prima volta la figura del sommelier, ovvero il dep-irp. Il cibo veniva addirittura utilizzato come moneta con cui i faraoni ripagavano gli operai in seguito alle loro prestazioni lavorative, un antico baratto: a fronte di una prestazione d’opera si riceveva una ricompensa in materie prime.
Con i Greci ed i Romani iniziamo a scoprire il piacere di mettersi a tavola per stare insieme, lo ritroviamo negli scritti di Plutarco “noi non ci mettiamo a tavola per mangiare, ma per mangiare insieme” che affermava così anche la differenza sociale tra barbari e spartani, facendo diventare il cibo uno status symbol.

03 greci
Dello stesso avviso anche Cicerone che già nel I secolo a. C. era del parere che “il piacere del banchetto non si deve misurare dalla squisitezza delle vivande, bensì dalla compagnia degli amici e dal loro dissertare”, un po’ come il mio pensiero “con la pancia piena e le gambe sotto il tavolo, la vita è migliore” e con “game sotto il tavolo” intendo il tempo trascorso con amici e famiglia in quelle lunghe giornate in cui l’unico pensiero è trascorrere tempo insieme. Gi aristocratici della Roma antica affermavano il proprio status sociale organizzando convivia.

Eppure per organizzare i convivia (dal latino cum vivere, “stare insieme”) gli aristocratici dell’antica Roma erano capaci di spendere cifre da capogiro, costretti poi a gettare i troppi avanzi nel Tevere. Per loro queste enormi abbuffate erano uno status symbol, ma stridevano con la frugalità quotidiana dei Romani e del filosofo Seneca, orgoglioso di farsi bastare per pranzo fichi secchi e un po’ di pane.
Nel Medioevo il pasto consumato insieme sottolineava una sorta di tacito accordo tra le parti. I re carolingi, consci di questo, arrivarono a vietare ai propri funzionari di accettare inviti e doni da chi fosse oggetto delle loro attività amministrative (avete presente le moderne mazzette, ecco: nel medioevo erano inviti a pranzo!).

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In questa epoca fa la sua comparsa anche la tovaglia: si utilizzavano tele di lino o canapa lunghe fino a terra per coprire le tavole di legno poste su cavalletti mobili che il padrone di casa utilizzava in occasione della presenza di ospiti e per coprire il legno delle tavole di scarso valore.

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Durante il Rinascimenti, le classi più benestanti dimostravano il loro potere proprio con i banchetti, ecco che ritorna il cibo come status symbol: gli invitati erano disposti a tutto pur di riuscire a prender parte a questi eventi. Vi era addirittura una sorta di “guerre delle sedie” scatenata dal fatto che i posti a sedere erano assegnati a seconda del proprio rango: chi si reputava troppo lontano dal padrone di casa o dal re, riteneva ciò un grave affronto da dover immediatamente vendicare con la spada.

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Finalmente tra il ‘600 ed il ‘700 iniziano a far la loro comparsa le “buona maniere” a tavola, che anche in questo erano un segno distintivo del proprio status sociale, per arrivare, nel 1800 ad un nuovo modo di servire il cibo a tavola: il 
servizio “alla francese”, con tutti i piatti in tavola contemporaneamente, viene soppiantato da quello alla russa, dove i piatti vengono serviti in sequenza portandoli alla mensa uno alla volta, in modo decisamente più ordinato, ed evitando così “l’abbuffata” a cui abbiamo assistito per tutti questi secoli.

07 1700
Dal 1800 saltiamo ai giorni, facendo un balzo in avanti di circa 200 anni.. Cosa troviamo? Troviamo il rito dell’aperitivo, dell’happy hour, dove tutto è monoporzione, fingerfood, a buffet, magari vegetariano o vegano, gluten free, lactose free e crudista, tutto posizionato insieme su una lunga tavolata, con la classica ressa degli affamati che, a guardarli mentre attaccano il buffet, sembrano non mangiare dal 1912!

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Aperitivo, brunch, merenda, coffee break, cena o pranzo di lavoro che sia,  da sempre il cibo unisce le persone, che si tratti della coppia, del voler far colpo su una persona, o del piacere di ritrovarsi con la famiglia unita, cosa che era un punto fermo della cucina italiana ed ora si sta perdendo come retaggio culturale a causa dei ritmi frenetici della vita, stiamo infatti assorbendo sempre più quella tendenza anglosassone del pranzare e cenare fuori casa spesso e volentieri da soli e non in famiglia

Ma se passiamo dalle arti figurative alla Musica, troveremo anche sul pentagramma pasta, pomodori, caffè? Certo che sì!
Esistono davvero tante canzoni dedicate al cibo o che in qualche modo lo raccontano: dai Bues Brother con Hey Bartender, alle Tagliatelle di Nonna Pina tor, passando per Robbie Williams, Rossetto e Cioccolato di Ornella Vanoni canzone a cui sono particolarmente legata anche perchè che il titolo è stato in lizza per esser il nome del mio blog, poi c’è la  Marmellata #25 di Cesare Cremonini e finiamo sulla copertina dei Guns’n roses sul loro Spaghetti Incident, passando per Strawberries swing dei Coldplay o per Coffee and TV dei Blur. Questo solo per citarne alcune, perchè sicuramente ve ne sono venute in mente almeno altre 3 che non ho menzionato!
E se parliamo di cartoni animati? Ovviamente anche i cartoni animati hanno dei riferimenti più o meno eclatanti al cibo: pensiamo a Piovono polpette, Ratatuille, o al cartone Disney di Alice nel Paese delle Meraviglie, trasposizione animata del libro di Lewis Carrol, ed al suo the  con il cappellaio matto di Alice ma anche ad Alice stessa che per tutto che mangia pezzetti di fungo per diventare piccola o crescere a dismisura, ai Doraemon e ai suoi dorayaki e poi ritroviamo, ovviamente il re del junk food:Homer con le sue ciambelle e l’immancabile birra Duff!
Nell’epoca dei vari talent, non può mancare in questa dissertazione un accenno a quello che è il rapporto tra tv e cibo.
Oggi conosciamo programmi di intrattenimento puro legati al cibo, quella che è stata definita pornografia del cibo
Abbiamo i vari Masterchef, Hell’s Kitche, La prova del cuoco, e dall’altro i canali tematici come Alice o gambero rosso che hanno invece finalità educative e non solo di mero intrattenimento fine a sè stesso.
Così come avevano i primi programmi Rai come A TAVOLA ALLE 7 con un giovanissimo Veronelli, padre della deco che affiancava Ave Nichi nella conduzione di una sfida tra chef famosi, amatori e casalinghe. Sempre sulle reti di mamma Rai troviamo il primo programma itinerante legato al cibo, condotto dal giornalista e scrittore Mario Soldati se ne andava alla scoperta delle valli della sua terra a cercare produttori, ristoratori e massaie, bussando alle loro porte per far vedere, davanti alla telecamera, le prelibatezze della natura che l’uomo sa trasformare ai fornelli.
Amante come sono dei telefilm e delle serie tv, ovviamente ho ben presente quanto il cibo sia fondamentale per contestualizzare o per creare un momento reale e credibile di conversazione tra i personaggi. E le serie meritano una menzione speciale perchè addirittura la cucina, il cibo o il locale dove mangiare qualcosa e fare due chiacchiere sono spesso al centro stesso della serie o danno una profondità maggiore, in Montalbano (che prima di esser fiction italianissima, è la magia della penna di Camilleri) trovate i sapori della Sicilia, i suoi colori ed i suoi profumi. Li sentite leggendo le descrizioni di Camilleri, e li ritrovate nella fiction quando Salvo si mangia gli arancini o il pesce all’acqua pazza.
Con sex &the city siam diventate tutte amanti del Cosmopolitan, delle cupcakes da Magnolia Bakery e del Sushi da Sushisamba. C’è la cena del venerdì di Una mamma per amica, piuttosto che il Peach Pit di Beverly hills, Arlnold’s  di Happy days o il Central Perk di Friends.
E poi ci sono la  ricetta e la cucina di walter white ed il suo “let’s cook!”, ah no… quella è un’altra cucina 😉
Parlando di film, con Chocolat vinco davvero facilmente e questo mi porta ad arrivare a parlarvi di due  libri/film da cui probabilmente nasce la mia storia: Eat Pray Love da cui ho preso il nome per il mio blog e Julie and Julia perchè senza le due Julia probabilmente non ci sarebbe alcun “cook eat love”

 

Julie powell è la priam food blogger così come conosciamo ora i blog. Nati nel ’97, i weblog erano un mero elenco di link una raccolta di altre pagine web legate ad un tema specifico. Il primo blog raccoglieva link sul tema della caccia. Poi con Julia abbiamo un’evoluzione ed un primo blog personale, a tema food che è un progetto editoriale ben preciso tanto da ottenere l’attenzione del NYT che la intervista e da il via nel 2002 ad un vero e proprio caso mediatico da cui nasce un libro che poi si trasforma nel film.
In Italia il primo food blog lo dobbiamo a Cavoletto di Bruxelles che inaugura nel marzo del 2005 ad opera di Sigrid Verbert, e da lì in poi per i foodblog è una storia in crescendo, tanto da esser diventati addirittura un “fenomeno” da studiare e regolamentare. Di questo si è occupata più volte anche AIFB, l’Associazione Italiana Food Blogger della quale faccio parte da quest’anno, ma della quale dirò meglio in seguito.
Ma chi è e cosa fa una food blogger? Se dovessi stilare un identikit, per quella che è la mia esperienza direi: appassionata di cucina, donna, pochi sono gli uomini nel panorama blogger, annoiata o in cerca di una svolta, scrive di ricette, ma anche di sè.
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Mi ci ritrovo? Direi di sì! Io ho iniziato a scrivere 3 anni fa su Giulia Cook Eat Love ho iniziato per avere una raccolta di ricette ordinata, e sempre a disposizione, l’ho fatto su un blog e non su file di word perchè venivo dall’esperienza dei forum e l’idea di avere uno spazio mio da curare mi affascinava, di certo non mi aspettavo 3 anni fa di finire negli studi di Cookaround a registrare delle videoricette, di ospitare una troupe televisiva a casa mia per fare la pubblicità di un prodotto, nè tantomeno di fare una rubrica tv o diventare una “mastrotina” andando a spiegare prodotti legati alla cucina in diretta tv su un canale televisivo americano!
Di certo ci ho investito tanto: la passione mi ha davvero preso, ed essendo io una persona curiosa ho iniziato a studiare un pochino gli strumenti che mi servivano per migliorare il blog e la mia comunicazione web. Quindi ho studiato un po’ il linguaggio html, giusto per capire i codici basici, un po’ il linguaggio seo per l’indicizzazione, ho fatto un corso di fotografia ed acquistato la reflex, e poi ho iniziato a cercar di capire  i  meccanismi social, e mi si è aperto un mondo!
I blogger raccontando di ricette e raccontando di sè, e raccontando di sè racconta del territorio in cui vive, delle sue tradizioni, dei suoi piatti e prodotti tipici. A me è successo con Expo dove sono stata portabandiera della mia Piacenza facendo da apripista per il format “un mercoledì da food blogger”.
Proprio per raccontare la tradizione, i prodotti, gli ingredienti, il territorio italiano, l’AIFB ha dato vita al Calendario del cibo Italiano che ogni giorno festeggia e celebra una delle eccellenze gastronomiche del nostro meraviglioso e variegato territorio. Ogni giorno c’è un ambasciatore che si fa portavoce di un piatto, di una tecnica, di un prodotto agroalimentare e lo racconta attraverso il proprio blog e sulle pagine dell’associazione, così fanno i contributors che aggiungono le proprie esperienze di vita, le proprie usanze e ricette legate a quel prodotto. L’iniziativa mastodontica e degna di lode sta riscuotendo un successo davvero grandissimo anche da parte della stampa.
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Come accennavo prima, il panorama italiano dal 2005 ha subito un boom incredibile per quel che riguarda il numero dei blogger, e da qui come dicevamo nasce il fenomeno Food blogger. Sicuramente complice la tv con i programmi televisivi e la convinzione che a fare la blogger ci si guadagni un sacco e si diventi famosi
Ecco: no! Sfatiamo questo mito! Un caso su un milione come la Cavoletto di Bruxelles che è stata la prima food blogger italiana e ha trasformato la sua passione in lavoro, piuttosto che la Chiara Maci, possono permettersi di dire che vivono facendo la blogger, altre ancora grazie alle competenze e conoscenze acquisite grazie al blog, fanno consulenze per le aziende, o fanno attività di WEB PR o social media manager, professioni che prevedono competenze e studi specifici in marketing o digital marketing, ad esempio, al di là della cultura legata al cibo.
Le persone normali hanno un blog  per passione ed un lavoro per vivere e poi c’è chi grazie al blog si è inventato una professione e pochi che del proprio blog ne hanno fatto un mestierie
Così, in questo panorama confusionario e disomogeneo nasce Aifb, l’associazione italiana food blogger che attualmente conta circa 400 iscritti.
Secondo le stime di AIFB sarebbero oltre 5000 i food blogger italiani che destano un enorme interesse da parte delle aziende.
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Giusto notizia di qualche settimana fa è l’acquisto delle piattaforme Banzai dove si trovano i blogger di Giallo Zafferano e Cookaround da parte di Mondadori, con una plusvalenza di tutto rispetto
Da quando è esploso il “fenomeno Food Blogger”, le aziende puntano ai blogger per i loro investimenti pubblicitari: il fine è quello di  saltare i grandi siti ed arrivare ad un pubblico fidelizzato e targettizzato in modo immediato e mirato spendendo meno, molto molto meno! Avete presente i banner pubblicitari sui vari siti web che frequentate? Ecco hanno un costo e parecchio elevato, il rischio, inoltre è di posizionarlo in un sito dove il visitatore medio non è minimamente interessato a quel prodotto in quel preciso momento, si spara quindi nel mucchio. Ma se io Azienda, riesco ad intercettare il pubblico fidelizzato dei lettori di un food blog, allora avrò una percentuale di successo decisamente maggiore, evitando il rischio di raggiungere persone non in target con il tema food (Se sei su un blog di cucina, sei potenzialmente interessato alla mia azienda alimentare!). E in tutto questo: cosa i blogger ci guadagnano qualcosa? Bhe, certo, ricevono un compenso in cambio di un servizio che prevede contenuti inediti, foto inedite, recensioni piuttosto che idee nuove di utilizzo del prodotto, o semplicemente una divulgazione di contenuti legati all’azienda.
 E a quanto ammonta questo compenso? Quando vi dicevo che le aziende puntano ai blogger perchè costano poco poco,  è perchè se alcune aziende a fronte di contenuti inediti, post sui blog e suoi social offrono un compenso, ce ne sono altre che chiedono e ricette in cambio, ad esempio, di 3 pacchi di farina. Ammetto, battendomi il petto pentendomi amaramente, che ci fu un tempo nel quale anche io scrissi alle aziende presentando me ed il blog, ma poi ho capito che il mio tempo, le mie professionalità pian piano acquisite, la rete di contatti che mi sono costruita in questi 3 anni hanno un valore, e quindi le ricette per le aziende le faccio ma a fronte di una retribuzione. Non è per far la bacchettona, ho fatto e continuerò a fare alcune cose gratuitamente perchè so di non essere nella top list delle migliori food blogger italiane (e mai ci arriverò!!), ma lo lo farò valutando caso per caso, lo farò per enti, associazioni che perseguono fini nobili, o qualora il gioco valga la candela: ecco se mi viene dato un pacco di spaghetti con la richiesta di testarlo con tartufo o caviale per poi inviare il contenuto all’azienda per lanciare nuove idee di utilizzo per gli spaghetti..bhè.. mi faccio due conti e capisco cosa devo rispondere all’agenzia che mi ha contattato..
Vi dicevo che una blogger può unire competenze e trovarsi a fare un lavoro che magari con il percorso di studi non c’entra nulla ma è più affine a lei. A me è successo due volte. Da un anno a questa parte lavoro per Bloomet, una società che si occupa di marketing terrioriale, eventi e comunicazione in campo agroalimentare con la quale abbiamo condotto due operazioni pilota che mai erano state fatte a Piacenza. Abbiamo coinvolto 11 food blogger a partecipare alla giornata nazionale indetta da AIFB dei Pisarei e fasò tramite la pagina Facebook Experience Piacenza che conta circa 3000 seguaci e che in quella giornata grazie all’engagement delle 11 food blogger ha raggiunto oltre le 44mila visualizzazioni, con tanto di articoli sui principali giornali locali per raccontare questo evento web.
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Abbiamo poi raccontato un prodotto: sempre sfruttando la Giornata Nazionale degli asparagi e le food blogger piacentine che si prestano sempre volentieri
Ma una blogger, ed è forse la cosa più particolare ed interessante e che scatena anche “un po’ di invidia”, viene invitata agli eventi: mi è successo con Zuegg che mi ha invitata ad un pomeriggio tra marmellate e pasta frolla, con Oleificio Zucchi che mi ha portata in Terrazza Cibus  per vivere una blending experience,  oppure con Poretti che mi ha inviata al bellissimo evento di chiusura che riassumeva i numeri da capogiro della loro presenza in Expo. In occasione di quell’evento, da brava blogger, non poteva che scapparci il selfie con bicchiere in mano mentre mi accingo a sorseggiare la mia birra Poretti 8 luppoli… bhè.. Ho iniziato con la birra dei Sumeri e chiudo con una raffigurazione di un’altra birra. Che dire.. nulla di diverso quindi da quanto i Sumeri facevano già 6mila anni fa  anche senza filtri di instagram 😉

Birra

E a proposito di selfie… secondo voi potevo non immortalare la mia prima (e ultima) lezione in Cattolica
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Oggi parliamo di disfagia. Questa parola dal suono così poco melodico è una disfunzione dell’apparato digerente che causa difficoltà a deglutire. Chi ne soffre può addirittura non riuscire a masticare il cibo, preparare il bolo e deglutirlo. Ecco perchè l’AUSL di Piacenza ha lanciato il contest #RicettaSoffice al quale partecipo volentieri!!
Un giorno lessi questa frase, che come tutte le frasi belle che leggo, mi sono appuntata sul blog “Quando uno vuol dire ad un’altra persona “Ti voglio bene” e non dirlo verbalmente, le fa bene da mangiare. È come dirle “Io voglio che tu viva, faccio per te da mangiare bene perché tu stia bene e sia felice“”
Fare da mangiare è prendersi cura di un’altra persona. E chi più di una persona malata può averne bisogno?

Il progetto #RicettaSoffice ha come fine ultimo quello di portare a conoscenza il problema della disfagia, che contrariamente a quello che potete pensare è molto comune in adulti e bambini che, ad esempio, soffrono di patologie neurologiche o otorinolaringoiatriche (l’ho riletto 3 volte dopo averlo scritto!), ma soprattutto si vogliono raccogliere idee e suggerimenti per far vedere che si può mangiare bene e con gusto anche se si è “diversamente buongustai”!!

#RicettaSoffice

Se anche voi volete contribuire a questo bel progetto, trovate il regolamento sul sito dell’AUSL di Piacenza!!

Nel mio super piccolo, ho contribuito con una ricetta colorata, per sfatare il mito che il cibo dei malati è brutto, insipido, triste e non buono!
La mia #RicettaSoffice è a base di Barbabietola, ceci e ricotta. Ha una consistenza omogenea perchè è tutto frullato con il minipimer per raggiungere un’unica consistenza, così come previsto per ogni #RicettaSoffice!

Vi aggiungo anche la videoricetta!!

 

#RicettaSoffice: Barbabietola, ceci e ricotta

Ingredienti

500 g di barbabietole cotte al forno o al vapore (potete acquistare quelle precotte)
1 piccola cipolla rossa
200 g di ricotta
100 ml di brodo vegetale
100 g ceci lessati
Timo al limone
sale
pepe
olio Evo

Procediemento:

Fate cuocere le barbabietole al forno o al vapore, finchè facendo la “prova forchetta”, non risulteranno morbide. Privatele della buccia e tagliatele a tocchetti. Per comodità potete utilizzare le barbabietole precotte che si trovano al supermercato.
Fate scaldare in una padella antiaderente un po’ di olio d’oliva, e fate appassire la cipolla per un paio di minuti, aggiungete le rape a pezzetti ed i ceci e lasciate andare per qualche minuto; aggiungete il brodo e cuocete ancora per 15/20 minuti.
Rimuovete dal fuoco e trasferite nel minipimer aggiuungendo foglioline fresche di timo al limone, sale, pepe e ricotta, fate andare fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo. Eventualmente potete aggiungere altro brodo o latte.

La crema di barbabietola è ottima anche fredda.

Potete provare a sostituire il timo limonato con foglioline di menta fresca.

#RicettaSoffice


Vellutata asparagi gamberiOrmai è risaputo che sono una super sostenitrice della stagionalità e, per quel che mi è possibile, anche degli acquisti a km0, soprattutto per quel che riguarda frutta e verdura. Gli asparagi sono uno degli ortaggi di stagione che preferisco, vuoi perchè sono versatili, vuoi per le loro proprietà (pipì puzzolente a parte), vuoi perchè sono praticamente cresciuta attorniata da asparagiaie!

logo asparago
Quando quindi è capitata l’occasione di collaborare con il Consorzio per la tutela e la valorizzazione dell’Asparago Piacentino, sono stata ben felice di ricevere un mazzetto personalizzato con il quale ho cucinato questa semplicissima ricetta: vellutata di asparagi al profumo di menta  con code di gamberi.

 

Ho utilizzato il mio fantastico ed inseparabile estrattore, questa è una delle ricette nuove che proporrò durante gli show di Qvc previsti per il mese prossimo! Se non avete un estrattore di succo, potete usare un Minipimer per frullare tutte le verdure.

 

 

 

Vellutata di asparagi con code di gamberi

Ingredienti

750 g Asparagi del Consorzio dell’Asparago Piacentino
3 patate piccole
una decina circa di code di gamberi
1 scalogno
qualche fogliolina di timo limone
qualche fogliolina di menta
panna acida
fiori edibili
2 cubetti di preparato per soffritto (ho usato la parte congelata, guardate il video qui)

Procedimento

Mettete a bollire le patate, una volta cotte, privatele della buccia e lasciate in disparte a raffreddare.
Mondate gli asparagi, rimuovete l’eventuale parte maggiormente legnosa, e se utilizzate l’estrattore, inserite gli asparagi alternandoli agli altri ingredienti (patate,erbe aromatiche e scalogno), diversamente cuocete gli asparagi con 1 carota, una gamba di sedano, un po’ di prezzemolo, uno spicchio di aglio. Rimuovete le verdure, scolate gli asparagi a parte e frullateli con il minipimer aggiungendo un po’ di acqua di cottura fino al raggiungimento della densità desiderata e le erbe aromatiche fresche.

In una padella antiaderente fate saltare i gamberi.

Impiattate la vellutata, aggiungete qualche goccia di panna acida i gamberi ed i fiori edibili

Vellutata Asparagi Gamberi

L’occasione della Giornata Nazionale dell’Asparago indetta dall’AIFB è stata colta come pretesto per coinvolgere alcune food blogger piacentine, tra cui ci sono anche io, qui trovate il post ufficiale presente sul sito dell’associazione e dedicato agli asparagi.

Qui di seguito trovate i link alle ricette create dalle altre food blogger piacentine che partecipano a questa bella iniziativa!

Ormai è passato un bel po’ dall’ultimo post sul cake design.. non che abbia del tutto smesso di fare torte decorate, ma con il lavoro ho un po’ meno tempo e quindi magari le faccio, ma non pubblico i post, o magari pubblico solo qualche foto su Instagram o Facebook. Questa torta a tema pesci merita però!!

Merita anche perchè è stata la mia prima torta interamente fatta postando i passaggi su Snapchat in real time! Ho scoperto questo nuovo mondo e mi sta affascinando parecchio, più che altro perchè rispetto a Facebook o Instagram non è fondamentale avere lo scatto perfetto, la luce al top o un set figo, l’importante è documentare live quello che si sta facendo e non nascondo che mi son venute, come al solito, parecchie idee sugli sviluppi che potrei far prendere a Snapchat .. ah ovviamente, se lo avete aggiungetemi:
cercate cookeatlove, ovviamente!!

Torta tema pesci

Ad ogni modo, torniamo alla mia torta a tema pesci!! Le richieste erano: torta cioccolatosa e Nutellosa, quindi ho utilizzato la ricetta collaudata di una delle mie torte preferite che trovate qui, la farcitura è stata fatta con 500 ml di panna montata con 250 g di mascarpone, fragole fresche e una bella colata della cremina che trovate nella ricetta qui sopra (ovvero panna da cucina, cioccolato fondente e Nutella).
Ho tagliato la torta in 3 strati uguali e senza bagnarla, perchè è davvero morbida ed umida al punto giusto, l’ho rimpinzata di queste cose goderecce! Per una giornata non si pensa alla dieta, nè ai grassi nè alle calorie!!
Dopo averla farcita e fatta riposar in frigo, ho ricoperto interamente con la cremina, rimesso in frigo per un’oretta comoda affinchè si solidificasse bene la crema e fungesse da “stucco” soprattutto per la parte alta.
Ho steso la pasta di zucchero azzurra e ho ricoperto la torta.
Per i bordi ho utilizzato delle cialdine ripiene di cioccolato tagliate in modo casuale per creare un effetto “finto disordinato”
Ho poi proseguito decorando i particolari: le boe con la cordicella per delimitare l’area squali, la barchetta in cioccolato, la spiaggia con le conchiglie, l’ombrellone e l’asciugamano.

Torta a tema pesci
Per non farci mancare nulla ho voluto creare anche dei muffin al cioccolato da cui spuntano i vermetti-esca con cui i bambini possono andare a caccia di squali.

Torta tema pesci

Completano il buffet dolce lumachine di mare, baby squali ed esche frizzantine!

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Che ve ne pare?
Torta tema pesci


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Alzatina fai da te Quando invito qualcuno a casa per cena o per un semplice the mi piace prestare un po’ di attenzione anche ai dettagli ed alla presentazione, ad esempio un’alzatina piena di biscotti avrà sicuramente un effetto diverso di una scatola di metallo aperta, non credete? Non sempre però possiamo utilizzare la nostra alzatina in ceramica o in vetro, soprattutto se ci sono dei bambini e la nostra preziosissima alzatina rischierebbe di andare in mille pezzi.
La soluzione? Semplice!! Creare un’alzatina fai da te!

Questa soluzione ha più vantaggi:

  1. è super economica ogni alzatina ci costerà anche meno di 2 euro
  2. possiamo crearle coordinate con tovaglia, tovaglioli, ed il tema della festa
  3. possiamo utilizzarle anche solo una volta sola e poi buttarle
  4. possiamo personalizzarle con nastri, colori
  5. possiamo realizzarle con piatti e bicchieri di plastica o carta o bamboo biodegradabile

Alzatina fai da te

Alzatina fai da te

Cosa vi serve

  • Piatti e bicchieri di carta o plastica
  • 1 pistola per colla a caldo
  • decorazioni: nastri, spago, adesivi, monperiglie, ..

Procedimento

Procedete incollando il bicchiere con la colla a caldo posizionandolo nel centro del piatto.
Prima di incollarlo, io ho decorato il bicchiere trasparente con monperiglie in colori pastello: ho prima messo un po’ di colla a caldo ad anello attorno al bicchiere che poi ho cosparso con momperiglie colorate.

Alzatina fai da te Alzatina fai da te Alzatina fai da te

A questo punto incollate il piedistallo sul retro del secondo piatto, posizionandolo al centro.

Alzatina fai da te

Alzatina fai da te

A questo punto possiamo mettere un po’ di colla a caldo tra il piedistallo ed il calice del bicchiere in modo da assicurarlo ulteriormente, incastrateli premendo leggermente et voilà!
file:///media/NIKON D5100/DCIM/100D5100/DSC_0129b.jpgPotete sbizzarrirvi e riempire la vostra alzatina come preferite: io l’ho pensata per un buffet dei dolci e l’ho riempita di marschmallow colorati!

Alzatina fai da te Alzatina fai da te

Questa in foto è stata realzzata utilizzando piatti di plastica e calici per spumante in coordinato.
Ne ho realizzata un’altra con semplici bicchieri di carta e piatti rossi di diverse dimensioni, dal più grande alla base al più piccolo in alto decorata con un nastro bianco e rosso a quadratini, pensata per una festa di laurea in giardino, davvero molto carina!

Sulla mia bacheca di Pinterest trovate un sacco di altre idee per riciclare materiali e realizzare la vostra alzatina personalizzata!

Segui la bacheca Alzatina diy di Cook Eat Love su Pinterest.


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Base per soffritto sempre prontaEccoci qui con una nuovissima idea che io sto utilizzando in sordina per sperimentarla da qualche mese e devo dire che mi trovo davvero molto bene con la mia base per soffritto sempre pronta!
Per realizzarla ho utilizzato un accessorio da cucina a cui sono particolarmente affezionata: il mio estrattore di succo di Vitality4Life! Ve ne ho già parlato in qualche post dandovi un po’ di suggerimenti e ricettine per realizzare estratti di frutta e verdura (li uso anche per la pausa pranzo!!). E come vi accennavo nel post di novembre: non è solo un estrattore di succo!! Se mi avete seguita durante qualche show su QVC, ve ne sarete sicuramente accorti!! Presto metterò anche la ricetta delle polpettine di soia simil olive all’ascolana che ho realizzato con il VItality4Life!

Torniamo alla nostra base per soffritto sempre pronta, non scoraggiatevi se non avete l’estrattore di succo, vi basta un comune tritatutto, vi si allungheranno solo i tempi di essiccazione
in forno.

Base per soffritto sempre pronta

Cosa vi serve:

  • estrattore di succo o tritatutto
  • carota
  • cipolla
  • sedano
  • prezzemolo
  • aglio (se vi piace)

Procedimento

Inserite nell’imbocco dell’estrattore di succo tutte le verdure alternando le verdure a foglia, come il prezzemolo, a quelle più dure, come le carote. Se non avete l’estrattore di succo, tritate tutto con il minipimer o frullatore o con la mezza luna.

Base per soffritto sempre pronta

Se usate l’estrattore di succo, otterrete oltre ad una base solida, ovviamente anche un succo di verdure, che potete usare per insaporire vellutate, minestroni di verdura, risotti. Questa base liquida io la conservo in freezer negli stampini per il ghiaccio usa e getta.

Una volta ottenuto il vostro trito, stendetelo su una placca da forno foderata di carta da forno. Fate attenzione a sparpagliare per bene il trito in modo che asciughi ancora meglio e più rapidamente!

 

Base per soffritto sempre pronta

Mettete in forno a crca 50/60°C per qualche ora. Deve esser completamente secco, ma non bruciato.

 

Base per soffritto sempre pronta

A questo punto potete decidere se sminuzzare ulteriormente il preparato per soffritto rendendolo polvere, o se utilizzarlo così, a pezzetti un po’ più grossi.

Io ne ho due barattolini diversi perchè in alcune preparazioni preferisco utilizzare la polvere e non avere i pezzetti. Usando l’estrattore di succo avrete un po’ di parte fibrosa del sedano, se vi da fastidio, potete tritarle o tagliuzzare con un coltello ben affilato.

Ecco il mio vasetto che sta in bella mostra sulla mia mensola in cucina: la mia base per soffritto è così sempre pronta all’uso, e non avrò le mani che puzzano di aglio e cipolla ogni volta , furbo no?
Base per soffritto sempre pronta

Vi lascio al video che trovate anche sul canale Youtube di QVC che spiega tutto in soli 30 secondi!!

 


Vi saluto con un sorriso e vi auguro un buon weekend!!!

Base per soffritto sempre pronta

 


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pt_10_01Sta arrivando la primavera e appena smetterà di piovere mi occuperò anche delle piantine di erbe aromatiche che stanno stazionando sul mio balcone in attesa di essere piantate nei loro vasi.

A proposito di erbe aromatiche! Abbiamo organizzato con l’ufficio una serata che le vede protagoniste, ufficio che oggi si è trasformato in vivaio, e che domani verdrà la presenza in cucina di uno dei massimi esponenti della cucina piacentina che terrà un corso proprio sull’utilizzo delle erbe aromatiche in cucina, serata alla quale siete peraltro tutti invitati (qui i dettagli, abbiamo ancora 4 posti!).

Personalmente sono una di quelle che usa sempre le stesse 4 o 5: basilico, prezzemolo, salvia, alloro e rosmarino. Ogni tanto il finocchietto, piuttosto che d’estate la santoreggia, ma poco più. Prometto che domani starò attentissima e presto vi riferirò tutti i suggerimenti dello Chef!

 

Conservare le erbe aromatiche

Nel post di oggi vi suggerisco un trucchetto semplice per poter conservare le erbe aromatiche tutto l’anno.
Come ogni consiglio che arriva dalla Cucina delle Idee,trovate il tutorial fotografico ed il video, più qualche altro suggerimento!

Cosa vi serve:

  • Stampini per il ghiaccio
  • olio evo
  • erbe aromatiche (erba cipollina, basilico, prezzemolo, salvia, ..)
  • tagliere
  • coltello/forbici

Procedimento

Mondate le erbe aromatiche. Decidete se le preferite utilizzare a foglia intera, sminuzzate oppure se preferite un trito fine. In ogni spazio dello stampino per il ghiaccio inserite la quantità desiderata e ricoprite con olio EVO.

Conservare le erbe aromatiche Lasciate raffreddare ed una volta che i cubetti di olio ed erbe aromatiche saranno formati, potrete rimuoverli, riponendoli in un sacchetto per freezer, preferibilmente di quelli con la chiusura con cerniera.

Conservare le erbe aromatiche Conservare le erbe aromatiche Conservare le erbe aromatiche

 

In questo modo potrete utilizzarli quando preferite per aromatizzare i vostri piatti: il basilico ad esempio sarà perfetto anche con una semplice pasta al pomodoro fatta a dicembre con la conserva che avrete preparato in estate, perchè siete così brave da preparare la conserva in estate, vero?? O il cubotto di erba cipollina potrete aggiungerlo alla vellutata di patate o al piatto di canederli in brodo!

O pensate che potrete insaporire con questo trucco anche il pesce in modo del tutto naturale!

Conservare le erbe aromatiche

 

Vi lascio alla videopillola!!! E vi ricordo che trovate tutti i video, oltre che sul mio blog, anche sul canale YouTube di QVC!

 


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Centrotavola di fiori e verdure Giulia Golino QVC la cucina delle idee18.pngQuesta volta vi propongo un’idea davvero semplice che potete riproporre sulla tavola di Pasqua per realizzare in modo veloce economico e carino un centrotavola di fiori e verdure.

Oppure potreste realizzare questo vasetto per andare a pranzo da un’amica, vi basta scendere in cantina per recuperare un vecchio vaso ed aprire il frigo per scegliere le verdure più adatte, e poi fate una scappata dal vostro fiorista di fiducia per recuperare dei bei fiori colorati, il mio, anzi i miei, li trovo da Kadō. Grazie a loro ho realizzato questo bellissimo centrotavola primaverile che avete visto su QVC sabato mattina durante Appuntamento in cucina per la nuova puntata La Cucina delle Idee.

Anche se non avete il pollice verde, poco importa! Questa “creazione” è davvero alla portata di tutti!!!

Centrotavola di fiori e verdure

Cosa vi serve

 

  • Vaso di vetro (io ho usato un Bormioli da 1 litro=
  • Foglie di verza
  • Fagiolini piattoni
  • Fiori
  • Spago da arrosto o nastro colorato

Procedimento

 

 

 

Passate attorno al vaso lo spago o il nastro e fate un nodo per fissarlo, in modo che sia ben stretto e non si muova.

Lo spago deve esser posizionato a metà del vaso.

Lasciate un’estremità corta, che rimarrà coperta dalle verdure, mentre l’altra sarà più lunga.Centrotavola di fiori e verdure Giulia Golino QVC la cucina delle idee3.png

 

Posizionate la prima foglia di verza attorno al vaso e con l’estremità lunga dello spago, avvolgetela per fossarla al vaso, continuate così sovrapponendo le foglie di verza al vaso ed anche l’una all’altra per non mostrare il vaso sottostante.

Centrotavola di fiori e verdure Giulia Golino QVC la cucina delle idee4.png

 

Quando avrete interamente avvolto il Bormioli con le foglie di verza, iniziate ad aggiungere anche i fagiolini piattoni. Disponeteli attorno al vaso e man mano fissateli con lo spago.

Centrotavola di fiori e verdure Giulia Golino QVC la cucina delle idee6.png

 

Quando avrete avvolto interamente con i fagiolini lo spago, fissate l’estremità dello spago rimasto annodandola.

Tagliate un altro po’ di spago, la quantità necessaria per fare 3/4 giri attorno al vaso e fissare con un bel fiocco.

 

Centrotavola di fiori e verdure Giulia Golino QVC la cucina delle idee9.png

A questo punto dovrete soltanto riempire il vaso di acqua e posizionare i fiori che preferite!

 

Semplice vero?

Centrotavola di fiori e verdure Giulia Golino QVC la cucina delle idee10.png

Questa è una versione invernale, ma appena saranno pronti gli asparagi, potrete replicarla usando ad esempio gli asparagi, o i fagiolini, o i porri! Dopo il video vi lascio qualche altra idea da cui potete prender spunto!

 

Centrotavola di fiori e verdure Giulia Golino QVC la cucina delle idee11.png

Ed ecco il video che in pochi secondi mostra tutti i passaggi!

E nelle mie bacheche di Pinterest trovate altri spunti!
Segui la bacheca Centrotavola fiori e verdure di Cook Eat Love su Pinterest.


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12733389_10209144810325331_2105664542382721924_nL’aspetto ogni anno da magiostrina adottiva la sento un po’ come la mia festa. Quest’anno per una piccolissima parte la vivrò da dietro le quinte!

Ve lo avevo anticipato su Facebook ed ora che è ufficiale vi do qualche dettaglio in più sul mio laboratorio di Baby Cake Design che terrò domenica 20 marzo al Corte Food.

Inizio presentandovi il paese che ospita da 536 anni questa fiera e lo faccio con un video di RaiStoria andato in onda qualche giorno fa e che parla proprio di Cortemaggiore dal minuto 16’35”, descrive il paese decisamente meglio di quanto potrei fare io, io potrei parlarvi dei portici, delle piazze, dei negozi, dei bar e dei negozianti e dei baristi che diventano amici, ma non sarei in grado di mostrarvi queste splendide immagini, potrei semplicementi provare ad incuriosirvi ed invitarvi a scoprirlo con i vostri occhi.

Se queste immagini vi hanno affascinato, se la storia di questo paese della bassa piacentina vi ha intrigato, venite a vivere Cortemaggiore il prossimo weekend, durante la fiera di San Giuseppe che fu voluta proprio da Gian Lodovico Pallavicino che la fondò nel 1480 (anno in cui fu posta la prima pietra) e da allora è proseguita negli anni senza interruzioni, tanto da farla diventare una delle fiere più antiche d’Italia, è giunta alla 536esima edizione!
La fiera ha una vocazione agricola, e già dal sabato trovano posto nelle vie centrali attrezzature e macchinari agricoli.

Corte food – fiera de gusto

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Merita una menzione speciale “Corte Food – fiera del gusto“, che quest’anno prende il posto del tradizionale MERMEG: una rassegna enogastronomica che si svolge nel meraviglioso chiostro del convento francescano che è uno dei più grossi della provincia. Quest’anno, per la prima volta, i banchi di prodotti enogastronomici saranno anche all’esterno del chiostro, sul viale alberato che dal cancello porta al portone d’ingresso del convento, ed anche nel bellissimo giardino interno.

Corte Food.indd

I protagonisti di questa manifestazione sono i produttori che presentano il frutto del loro lavoro: ortaggi, salumi, formaggi, riso, ma trovano spazio anche cioccolato, prodotti da forno, pasta fresca, distillati, ottimi vini e birre, insomma prodotti tipici di tutta Italia.

Proprio “dai frati” è stata organizzata una serie di eventi che animerà le giornate della fiera.
Ci saranno due casari che mostreranno come avveniva la produzione delle caciotte sul fuoco a legna ed un norcino che mostrerà la tradizionale preparazione dei ciccioli, uno scultore si esibirà nell’intaglio di un tronco con la motosega realizzando un’opera d’arte e poi ci sarà anche un piccolo angolo dolce dedicati ai più piccolini curato proprio da me!

Baby corso di cake design

Domenica 20 marzo dalle ore 15:00

Ho pensato di coinvolgere i più piccolini in un’attività che potesse farli divertire a decorare biscotti di pasta frolla con la pasta di zucchero. Anche se ho 30 anni, mi piace giocarci e decorare i biscotti personalizzandoli in base all’occasione, e così ho pensato potesse esser divertente realizzare al Corte food un baby laboratorio di cake design che potesse coinvolgere i più piccini e lasciare per un’oretta i genitori liberi di assaggiare e di acquistare i prodotti presenti tra i vari stand.
Per organizzare meglio il baby corso di cake design abbiamo pensato di predisporre una preiscrizione, in modo da stabilire degli orari e da avere un massimo di 20 bambini per corso.
Ogni corso ha la durata di circa 1 ora a partire dalle ore 15 di domenica 20 marzo. é stato stabilito un costo simbolico di 1€ che copre le spese vive, esculso il materiale per il decoro e la mia partecipazione che sono cuocakesofferti a titolo gratuito per spirito di volontariato.
Ogni bimbo tornerà a casa con il biscottino decorato con le proprie mani da regalare a mamma e papà.

Nel caso foste interessati a partecipare potete scaricare questo modulo che va riconsegnato compilato in ogni sua parte e firmato all’Associazione Turistica di Cortemaggiore.

Le iscrizioni verranno chiuse al raggiungimento di 60 bambini.

Ieri sera ho saputo che erano state raccolte in un giorno e mezzo 23 adesioni!!!
Colgo l’occasione per ringraziare Rebecchi che ha messo a disposizione gratuitamente tutto il materiale rendendo possibile la realizzazione dei corsiLOGO REBECCHI

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DSC_0093pIl mio blog si chiama Giulia Cook Eat Love, il mio motto è “fate l’amore non fate la dieta!” ci sarà un motivo, no?
Sì: odio le diete! Sono un’incostante cronica e odio le forzature, i regimi, insomma, parto con le migliori intenzioni, che vengono puntualmente buttate all’aria dopo aver sentito per 7 volte i morsi della fame.

E poi come fa una food blogger a stare a dieta!? Tre quarti delle mie amicizie social pubblica foto bellissime di cibo ogni 3 minuti, in pratica vivo con un costante senso di fame!

E ho l’estate che incombe sul groppone e la pancettina che mi dice “ehi guardami che ci sono anche se fai finta di niente!”, e nel mio vaneggio quotidiano con il settimanale “massì da lunedì la inizio e mi metto a regime”, Arriva Nestlé Fitness che mi segnala una nuova iniziativa: #MissioneCorpoPositivo


E io la penso come Fitness di Nestlè!! Per cui ho con piacere aderito alla

Missione corpo positivo fitness nestlè

Chi mi segue su Instagram avrà sicuramente visto che da un po’ condivido quasi quotidianamente le mie #PillolePositive: pensieri, frasi e riflessioni che servono a darci quella spinta in più per farci affrontare un momento difficile, superare una delusione, andare avanti dopo una giornata che sembra la peggiore mai vissuta. E poi ci sono le frasi che servono a spronarci verso nuovi inizi! L’obiettivo non è quello di essere perfetti, ma di esser positivi, piacersi ed accettarsi. Con gusto!

C’è un detto bellissimo inglese che dice più o meno così “Puoi essere la pesca più dolce e succosa al mondo, ma ci sarà sempre qualcuno a cui le pesche non piacciono”. Ecco, chissene frega se incontriamo quel qualcuno a cui le pesche non piacciono, noi dobbiamo esser fiere di essere delle bellissime dolci pesche succose e vellutate!

Bhè certo non possiamo abbuffarci ad ogni pasto, ma lo stare in forma non significa rinunciare al gusto e privarsi completamente di qualche piccolo piacere!

Io ad esempio non sono una mangiona di cioccolato: è più facile che mi divori un’intero sacchetto di patatine o mi prepari dei popcorn piuttosto che io mangi due quadratini di cioccolato. Eppure a volte ne ho bisogno per darmi un po’ di carica. Specialmente quando a metà mattina in ufficio, davanti al pc, devo vincere la tentazione di uscire ed andare al di là della strada dove c’è una delle botteghe storiche di Piacenza che mi tenta con pane, salame, focaccia e mortadella. E così da un paio di settimane ho iniziato a riempire il frigo dell’ufficio di yogurt ai quali abbino magari un frutto, o un centrifugato di frutta e verdura o una barretta home made tipo questa!

 

Barrette ai cereali fatte in casa

Ingredienti per circa 8 barrette:

140 g fiocchi d’avena
50 g mandorle
60 cocco rapè
35 g lamponi secchi
80 g cereali Fitness Nestlè al cioccolato
80 ml di sciroppo d’acero
40 gr miele
30 gr zucchero di canna
un goccino d’acqua.

 

Procedimento:

Scaldate il forno a 150°C.

Tagliate grossolanamente le mandorle usando un coltello o la mezzaluna.
In una ciotola non di plastica, mettete i fiocchi d’avena, il cocco, le mandorle, i lamponiMettiamo in una ciotola le mandorle, le noci, l’avena e la farina di cocco ed aggiungete i cereali rompendoli con le mani, oppure potete utilizzare la parte “rotta”, ovvero le bricioline che rimangono nel sacchetto se, come me, lo riponete un po’ troppo di fretta la mattina.
Mettete sul fuoco in una pentolina zucchero, miele, sciroppo d’acero ed un goccino d’acqua; fate sciogliere completamente lo zucchero, e rimuovete dal fuoco per un paio di minuti.

Ora versate lo sciroppo nella zuppiera e mescolate velocemente.

Foderate una teglia con la carta da forno e versate il composto. Io di solito compatto i lati per formare un rettangolo, poi impacchetto il rettangolo ottenuto usando la carta da forno ed aiutandomi prima con le mani e poi con il mattarellino piccolo o con il batti carne presso bene in modo da compattare tra loro i cereali ed ottenere una bella mattonella che non si rompa successivamente.
Infornate a 150°C per almeno una ventina di minuti, in base a quanto desiderate croccanti le vostre barrette.

Sfornate delicatamente e mettete su un’asse. Mentre la mattonellina è ancora calda, procedete al taglio per ricavare le barrette: se tagliaste quando ormai è fredda, non otterreste più dei rettangoli così precisi, ma rischiereste di avere delle barrette effetto “torta sbrisolona”.

 

 

Io le porto in ufficio avvolte in un quadratino di carta da forno legata con lo spago da arrosti.

Si conservano tranquillamente per più giorni, meglio se al riparo dall’umidità, per far mantenere la croccantezza!
Sono un ottimo regalo per la collega di lavoro: un pensiero home made regala sempre un sorriso!!

Ho scelto di realizzare queste barrette con i cereali Nestlé Fitness perchè sono fatti per il 40,7% di cereali integrali e contengono 5 vitamine e minerali, tra cui calcio e ferro, ed in più hanno qualche fiocco ricoperto di cioccolato che, insieme al cocco rapè ed ai lamponi rendono la mia barretta suuuper golosa e perfetta anche per la colazione! La frutta secca che ho aggiunto fornisce, inoltre, una parte dei “grassi buoni” che dovremmo assumere quotidianamente.

I cereali integrali sono FONDAMENTALI in una dieta bilanciata!! Sapete che già da qualche tempo sono diventata super sostenitrice delle farine meno raffinate ed ho bandito dalla mia cucina la farina 00 prediligendo le farine di tipo 1 o addirittura le integrali!

Buzzoole

 

decora cucchiaio legnoCapita a tutti di avere nel cassetto della cucina dei vecchi utensili di legno rovinati, magari perchè un po’ graffiati, o perchè involontariamente si sono leggermenti bruciacchiati i manici.

L’appuntamento di oggi nella Cucina delle Idee è proprio rivolto a chi vuole dare un tocco di colore in cucina ed una nuova vita ai vecchi cucchiai di legno.

Vi servrianno davvero pochissimi minuti e pochissimi € per ottenere dei bei risultati!

La proposta che vedete vi da semplicemente l’indicazione di base, ma se scorrete tutto il post troverete delle foto da cui trarre ispirazione per realizzare dei personaggi con cui divertirvi con i vostri bimbi, delle decorazioni o quadretti da parete, un orologio perfetto per la cucina, una versione glitter per l’amica modaiola o come utilizzare vecchi cucchiai di legno per indicare le piantine che avete seminato nell’orto.

Insomma: una tecnica, tante varianti ed utilizzi diversi con pochissima spesa!!

Vi serviranno:

  • utensili in legno
  • colori acrilici
  • vernice trasparente pritettiva
  • un pennello
  • nastro adesivo di carta.

 

Procediemento

Come ogni consiglio che arriva dalla cucina delle idee, è davvero molto semplice, e vi rimando al passo a passo fotografico ed al video che trovate qui sotto, che è davvero molto efficace e vi spiegano ancora più facilmente come ottenere degli utensili di legno colorati e carinissimi!

Per prima cosa sgrassate leggermente il manico degli utensili, se sono nuovi, grattateli leggermente con un po’ di carta a vetro a grana fina.

Utilizzate del nastro di carta per ottenere una bella linea dritta, vi basterà avvolgerne un pezzetto attorno al manico.

Scegliete il colore che preferite e dipingete il manico. Il colore non dovrà essere troppo liquido: il legno è poroso e quindi se il colore fosse troppo liquido la riga non sarà perfettamente dritta.

La cucina delle idee Giulia Cook Eat Love rinnova utensili legno

Andate tranquillamente sopra al nastro di carta, questo vi permetterà di avere righe ben definite.

Potete, una volta asciutto il primo colore, andare a creare altre righe sempre utlizzando la stessa tecnica.

Una volta che il colore sarà asciutto, rimuovete il nastro.

La cucina delle idee Giulia Cook Eat Love rinnova utensili legno

Una volta ottenuto l’effetto desiderato che siano righe, tinta unita, pois, o scritte, coprite con una vernice protettiva trasparente lucida o opaca.

Et voilà!!

La cucina delle idee Giulia Cook Eat Love rinnova utensili legno

Ecco il video!!


Bene, dopo aver visto una tecnica base, vi lascio qualche immagine presa da Pinterest che è una delle mia più grandi fonti di ispirazione, dove potete vedere come utilizzare questa facilissima tecnica per divertirvi insieme ai vostri bimbi o come creare decorazioni carine da appendere in cucina o regalare all’amica che ha appena cambiato casa!

La trova carinissima come idea in vista della Pasqua!
una versione glitter per le fashion victim
Per segnare in modo divertente le verdure nell’orto
un bellissimo girasole che può diventare un orologio
Anche in questo caso un decoro da parete
Create dei personaggi con cui raccontare la favola della buonanotte ai vostri cuccioli
un delizioso quadretto per la cucina

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Idee per un piatto petaloso

 

Una raccolta che prende spunto da una bella storia che voglio raccontarvi brevemente

 

 

 

Fiaba della buonanotte: La nascita di un fiore Petaloso

C’era una volta una maestra di nome Margherita 🌼, lei amava molto il suo lavoro e i suoi bambini
La mastra Margherita era così brava da coltivare la creatività dei suoi bimbi anche quando sbagliavano.
Così quando Matteo usò #PETALOSO per descrivere un fiore, Lei anziché rimproverare il suo piccolo alunno perchè quella parola non esisteva, decise di premiare la sua inventiva, perché petaloso è davvero una bella parola, e non capiva perché non fosse inserita nel vocabolario.
Così la Maestra e Matteo scrissero una lettera all’Accademia della Crusca, la quale rispose più o meno così ” Caro Matteo, petaloso non esiste, ma ci piace, per cui se gli uomini cominceranno ad usare la tua parola per descrivere i fiori, potrebbe essere inserita nei vocabolari della lingua italiana”.

Questo è un omaggio alla Maestra, a Matteo e alla creatività, che è uno degli ingredienti sempre presenti tra le mie ricette!

Ho voluto raccogliere in un unico luogo ogni piatto che potesse essere petaloso per supportare questa bellissima fiaba moderna!

Uovo in fiore

qvc peperone fiore cucina delle idee giulia golino

Focaccia gorgonzola

focaccia gorgonzola rosmarino

Carne in gelatina

Carne in gelatina

Torta roselline di mela

Torta Roselline di mela PetalosoTorta salata peperoni

Torta salata peperoni fiore

Torta Prima Comunione

Baci panteschi

Baci Panteschi

Fiori di zucca ripieni alla ligure

Muffin Menta e cioccolato


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copri tazza la cucina delle idee qvc giulia golino

Sarà che da piccolina mia mamma mi ha dato in mano più spesso colori, pennelli, Didò, perline e tutto il necessario per il bricolage, piuttosto che il GameBoy, sarà che era un’insegnante di Educazione tecnica con la passione per il bricolage, sarà che credo di esser tra le 10 fan di Art Attack e di Giovanni Muciaccia, ma adoro fare lavoretti con le mani!!

Nella Cucina Delle Idee ho portato anche questa mia passione, sì perchè il mio piccolo spazietto su Qvc è cucito esattamente a misura mia!!

Quindi mettete un po’ di fogli di giornale per proteggere il tavolo della cucina e seguite questo consiglio facilissimo. Io l’ho semplificato ulteriormente utilizzando la colla a caldo al posto di bottoni, ago e filo anche perchè non sono brava come la mia amica Ranà Manà che è la stylist di tutti i miei fantastici grembiulini!! Se però siete abili nel taglio e cucito allora vi riusciranno decisamente più precisi dei miei!

Cosa vi serve per realizzare dei copri tazza colorati

Feltro
Metro da sarta
Gessetto
Forbici
Colla a caldo/ago e filo
Decorazioni: nastri, bottoni, feltro di altri colori, ..

Procedimento

Con il metro misurate la tazza: circonferenza (inclusa la parte sotto il manico) ed altezza.

copri tazza la cucina delle idee qvc giulia golino

copri tazza la cucina delle idee qvc giulia golino

Riportate questi dati sul feltro utilizzando un gessetto.

copri tazza la cucina delle idee qvc giulia golinoDiminuite la misura della circonferenza di qualche cm, e l’altezza di due cm. Per esser ancora più precisi vi consiglio di riportare le misure su un foglio di carta che sarà il nostro cartamodello, provarlo sulla tazza, e solo dopo aver verificato che è della misura adatta, riportarlo sul feltro.

Ora ritagliate la forma con le forbici e fissate le decorazioni con la colla a caldo o cucendole.

copri tazza la cucina delle idee qvc giulia golino
Incollate o cucite due nastri per fare il fiocco e chiudere il nostro copritazza, oppure, se preferite potete utilizzare dei bottoni automatici o realizzare un pon pon in un colore a contrasto.

copri tazza la cucina delle idee qvc giulia golino

 

copri tazza la cucina delle idee qvc giulia golino
L’idea mi è nata dato che ho tazze tutte diverse tra loro, ed in questo modo le ho uniformate!

Con la stessa tecnica ho realizzato anche un copri tisaniera in modo da avere un set per tisana tutto coordinato!! Carino, vero!?

Vi lascio il link al video che spiega il passo a passo in modo molto semplice!!

 

copri tazza la cucina delle idee qvc giulia golino


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foto qvc peperone cucina delle idee giulia golinoOggi per “La cucina delle idee” vi propongo un fior fior di uovo, o meglio come trasformare un semplice uovo in un bellissimo fiore colorato! Non posso definirla una “ricetta”, ma è piuttosto un suggerimento per presentare in modo carino e diverso il classico uovo all’occhio di bue.
L’idea si presta tantissimo per far divertire i bambini: si sa che non sono proprio amanti delle verdure, e proporle magari in modo un po’ diverso e non convenzionale, potrebbe essere il trucchetto giusto per far sì che le mangino.

Potreste anche proporla per un brunch domenicale tra amici, magari in primavera!

Potete optare anche per la versione “finger” utilizzando peperoni di piccole dimensioni e uova di quaglia, per un effetto ancor più inconsueto!

Gli ingredienti sono solo due: peperone e uovo, e per questo è fondamentale utilizzare materie prime di ottima qualità! Preferite uova di galline allevate a terra e magari all’aperto, e di media grandezza, se aveste l’accortezza di utilizzare uova Bio, sarebbe ancora meglio: solitamente il giallo del tuorlo ha un colore più intenso e meno pallido rispetto alle altre uova.

Se la scelta delle uova è semplice, trovare il peperone che fa per noi, potrebbe richiedere un po’ più di sforzo, scherzo!! è che esistono davvero tante varietà diverse di peperoni, e per ottenere un fior fior di uovo, dobbiamo scegliere tra quelle più idonee.

Partiamo innanzitutto dal gusto: dovete scegliere peperoni dolci e non piccanti, direi che questa è la primissima regola da tenere a mente e forse quella fondamentale! Perchè se sul fattore visivo possiamo magari transigere, non possiamo rischiare di servire ai nostri piccoli un fiore piccante, bellissimo, ma immangiabile!

Per i colori potete spaziare tra le tonalità di giallo, rosso ed arancione. Ci sono anche i peperoni verdi, ma in questo caso vi consiglierei di preferire gli altri colori e di utilizzare qualcosa di verde per riprodurre lo stelo del fiore, io ho usato erba cipollina ed una fogliolina di basilico.

Ora passiamo alla forma, non voglio dilungarmi elencandovi le varietà di peperoni esistenti al mondo perchè sarei troppo professoressina acidella e non vorrei improvvisamente trasformarmi nella figlia segreta di Piero Angela o dover cambiar il nome del blog in Cookipedia! Per cui mi limito a darvi un consiglio semplicissimo: scegliete peperoni che siano “costoluti“: le “coste” diventeranno i petali, per cui più sono evidenti e più sarà evidente il fiore che otterrete. Evitate quindi peperoni lisci tondi o allungati.

Il procedimento è davvero semplicissimo!
Dopo aver ben lavato i peperoni, tagliateli a fettine spesse circa un centimetro, privatele eventualmente dei semini e della parte bianca e sbollentateli per qualche istante in acqua bollente salata. Per mantenere i colori brillanti e ottenere un fior fior di uovo bello vivo, raffreddate le fettine  di peperone in acqua e ghiaccio.

 qvc peperone fiore cucina delle idee giulia golino

 qvc peperone fiore cucina delle idee giulia golino

Mettete un pentolino antiaderente sul fuoco e posizionate le fettine di peperone distanziate tra loro, a questo punto non vi resterà che rompere l’uovo al centro facendo attenzione a far cadere il tuorlo proprio nel centro del nostro fiore e cuocete fino ad ottenere un bell’ovetto all’occhio di bue, io lo preferisco quando il tuorlo è ancora crudino e posso “pucciarlo” con il pane!!

 qvc peperone fiore cucina delle idee giulia golino

Con una palettina rimuovetelo dalla padella e posizionatelo sul piatto, potete salare utilizzando magari sali colorati come quello rosa dell’Himalaya, o quello rosso delle Hawaii, quello blu di Persia o quello nero di Cipro, aggiungere le spezie o le erbe aromatiche che preferite sbizzarrendovi tra paprika dolce o piccante, pepe nero, rosa o verde, maggiorana, timo, origano.

Io ho decorato il piatto utilizzando erba cipollina per ricreare lo stelo ed una fogliolina di basilico!

 

 qvc peperone fiore cucina delle idee giulia golino

Facile vero? e se cuocete nelle padelle antiaderenti, non dovete aggiungere nemmeno i grassi!!

Ecco il video che vi mostra quanto è semplice e veloce realizzare questo fiore d’uovo!!


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A Piacenza a 10 Km dal centro nel 2016 non arriva la linea ADSL

Adsl Online Piacenza

Per esser la mia prima nota su Medium, direi che ho esordito con il botto!
Dopo meno di 12 ore dalla pubblicazione, mi trovo con due chiamate senza risposta da parte della redazione di un giornale online di Piacenza, PiacenzaSera che vuol saperne di più, e poco dopo pubblica un articolo per denunciare ciò che nel 2016 non è definibile altrimenti se non con il nome di DISSERVIZIO: a Piacenza, a 10 km dal centro, non arriva l’ADSL!

Questa storia ha dell’incredibile: sono una blogger disconnessa! Ebbene sì, benchè dalla campagna io mi sia trasferita quasi in città, la mia casina non è raggiunta da internet anche se si trova a 10 km dal centro di Piacenza.

La cosa figa, è aver visto anche in questo caso il potere enorme di Internet e dei social: perchè qualcuno ha davvero letto la mia nota, e il mio piccolo sfogo isterico, che poi è sentimento comune di tutti gli abitanti della zona, è diventato cronaca cittadina.

“Come è possibile che nel 2016 ci siano zone in città non raggiunte dall’ADSL?”

Vi starete chiedendo, e me lo chiedo anche io, eppure così è!

Ecco il testo integrale della mia nota su Medium, scritto in un delirante mercoledì sera in cui mi son accorta di star finendo i giga a mia disposizione tramite contratti mobile (God bless H3g per le super offerte) e di avere ancora almeno 6 post con relative millemila foto da caricare sul blog!

Aggiungo una piccola postilla: nemmeno servizi come Eolo o Spaziotempo  (provider internet tramite ripetitori Wifi) coprono la zona.

Online chi?

Nel 2016, al tempo degli smartphone, con la digitalizzazione, le lavagne elettroniche, gli iPad al posto dei libri già alle elementari, la smart TV, a me non è concesso di poter seguire un corso universitario o un master online.
Perchè?

Semplicemente perchè, a meno di 10 km dal centro della città di Piacenza, in aperta Pianura Padana, in una zona residenziale e nella quale sono presenti anche attività commerciali, non arriva l’ADSL.
Non sto parlando del rifugio in montagna, ma di una casetta degli anni 60 che si trova nel comune di Piacenza, è vero non abito in centro, ma nemmeno sul monte Pirlone. Eppure così è!
Vorrei poter avere l’opportunità, una volta finita la mia giornata lavorativa, di poter continuare la mia formazione professionale, ma tutto questo mi è precluso, perchè nella zona in cui abito nessun gestore telefonico ha mai investito e portato “l’Internet”, quell’entità oscura che è entrata nella nostra quotidianità e della quale non possiamo fare a meno.

Attenzione: non mi sto lamentando della lentezza, ma del fatto che qui non abbiamo l’ADSL, la fibra poi è un sogno!! Il modem 56k potrebbe sembrare la mia unica salvezza, ma provate voi a seguire un video corso a 56k, o a seguire un corso in live streaming!

Qui non si tratta di non essere connessi ad Internet per aggiornare lo status di Facebook o postare la foto della colazione su Instagram, sì, la food blogger che è in me non vedrebbe l’ora di poterlo fare senza finire i giga del mio già generoso gestore telefonico, si tratta però di vedermi precluse possibilità come vedere film in lingua originale tramite Netflix per mantere vivo il mio inglese arrugginito, poter lavorare da casa qualora io abbia necessità di finire un progetto iniziato in ufficio, e cosa più importante mi impedisce di formarmi ulteriormente tramite webinar o addirittura corsi universitari o master online.

Con uno stipendio da apprendista, non posso permettermi un contratto per avere internet via satellite per supplire ad una mancanza di infrastrutture assurda dato che le case a meno di 5 km da dove risiedo hanno l’Adsl!

Dopo innumerevoli segnalazioni e richieste a Tim/TelecomItalia, Wind/Infostrada, Vodafone, Fastweb, tutte con esito negativo, e dopo l’ennesimo scambio epistolare con Tim a cui ovviamente è seguito un buco nell’acqua ed una massiccia dose di Maalox, non so più cosa fare se non render pubblica questa situazione che è al limite dell’incredibile.

Chissà che qualcuno leggendo non si metta una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio e decida di investire in questa zona (non così tanto sperduta)dimenticata da Internet.

Plumcake al cioccolato con cuore di lamponi: ricetta di San Valentino

Torta con cuore qvcPuntuale come ogni anno, arriva San Valentino. Festa bistrattata: chi la festeggia e chi la denigra, chi non la sopporta e chi la attende. Io sono una di quelle che con i cuoricini ci va a braccetto, a prescindere da San Valentino, ed il 14 di febbraio diventa quindi una scusa più che valida per nascondere un cuore di mirtilli in un plumcake al cioccolato. Siete d’accordo vero!?
Oppure potreste farlo per stupire il vostro Amore una mattina qualsiasi a colazione, perchè aspettare San Valentino: le occasioni per dichiararci o dimostrare il nostro affetto possiamo crearle quando vogliamo!

Avevo già fatto delle cupcakes super romantiche alla vaniglia con cuore di fragola con un procedimento simile

Per La Cucina delle Idee ho voluto giocare con due gusti afrodisiaci: cioccolato e lamponi.
Potete ovviamente sbizzarrirvi ed utilizzare i gusti e le forme che più vi piacciono o meglio si adattano alla sorpresa che dovete fare!

Io userò cioccolato e lamponi che sono afrodisiaci!

Torta con cuore qvc

Queste dosi sono per uno stampo da plumcake di circa 25 cm.

INGREDIENTI IMPASTO CUORICINI ROSA

160 gr di farina 00
180 g farina
3 uova
160 g zucchero di canna
120 ml olio di semi
8 g lievito
1 confezione di lamponi

INGREDIENTI IMPASTO PLUMCAKE

160 g farina
90 g cioccolato fondente
3 uova
120 g di zucchero semolato
100 ml olio di semi
6 g lievito
1 bustina vanillina

Procedimento impasto cuoricini

Sbattete le uova fino a farle gonfiare ed aggiungete pian piano lo zucchero. Continuate a montare finchè non saranno spumose. A parte unite farina e lievito ed aggiungete alternando all’olio alle uova. Aggiungete la salsa di lamponi filtrata e mescolate.

Torta con cuore qvc
Versate il composto in uno stampo ed infornate a 170°C massimo per una mezz’oreta. L’impasto non deve scurirsi troppo durante la cottura: meglio qualche minuto in più a temperatura più bassa. Controllate sempre con uno stuzzicadenti che sia effettivamente cotto. Lasciate raffreddare e rimuovete dallo stampo. Ora potete procedere a ricavare i cuori.

Torta con cuore qvc

Procedimento impasto cioccolato

Procedete come descritto sopra, ma al posto della salsina di lamponi, unite il cioccolato che avrete precedentemente fatto sciogliere a bagnomaria o nel microonde.

Posizionamento cuoricini

A questo punto iniziate a versare un po’ di impasto nello stampo, sporcate anche le pareti.
Posizionate i cuoricini uno attaccato all’altro e ricopriteli con la parte di impasto restante.

Torta con cuore qvc
Infornate a 170°C per una mezz’ora.
Una volta cotto, attendete una decina di minuti prima di sformarlo.

Potete decorarlo con cioccolato fuso, zucchero a velo, codette di zucchero colorate.

Torta con cuore qvc

Ecco il video che vi spiega tutto meglio: è più facile a farsi che a dirsi!!

 


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Cuori rossi di San Valentino

 

ravioli cuori barbabietolaLa pasta fatta in casa è famiglia, è voler bene, è Amore. E non pensate che ci voglia chissà quanto tempo per preparare con le vostre mani un piatto di tagliatelle o ravioli! Sì, è vero, un po’ ci vuole, ma pare che impastare aiuti a ridurre lo stress, e dopo una settimana di lavoro, affondare le dita in una montagnola di farina e uova, ed iniziare a lavorare gli ingredienti può essere terapeutico e farci doppiamente bene: scarichiamo le tensioni e mangiamo in modo genuino.

La nostra bella Italia è proprio famosa per la pasta fatta a mano, ed è una tradizione bellissima, che cambia non solo da regione a regione, ma da città in città, e dalle tradizioni possiamo lasciarci ispirare ed aggiungere un pizzico di fantasia per ottenere piatti davvero speciali.

L’idea che ho presentato poco fa nella rubrica su QVC La Cucina delle Idee è in pieno tema San Valentino: cuori rossi di barbabietola ripieni di ricotta alle erbette.

La barbabietola sarà il nostro colorante naturale che ci permetterà di avere un impasto di un bel rosso vivo!

INGREDIENTI PER L’IMPASTO

200 gr. di farina
2 uova
1 rapa rossa

INGREDIENTI PER IL RIPIENO

250 g ricotta (io utilizzo sempre quelle senza lattosio)
1 mazzetto di erbe aromatiche: salvia, timo, erba cipollina
100 g pecorino stagionato
pepe nero
1 pizzico di sale

 

PROCEDIMENTO

Frullate la rapa fino ad ottenere una purea.
Impastate uova e farina ed aggiungete piano piano la purea di rapa fino ad ottenere il colore desiderato.
Aggiungete poco alla volta perchè la rapa è acquosa, e la consistenza dell’impasto potrebbe risultare troppo appiccicosa e difficile da lavorare, in questo caso aggiungete altra farina.

ravioli cuori barbabietola

Formate una palla e lasciate riposare in frigorifero.
Per il ripieno procedete lavando ed asciugando le erbe aromatiche. Tagliatele finemente ed aggiungetele alla ricotta insieme al pecorino, al pepe nero ed alle noci anch’esse tritate. Assaggiate ed eventualmente aggiustate di sale.
Sulla spianatoia leggermente infarinata, stendete l’impasto e lavoratelo fino ad ottenere una sfoglia.
Con un taglia biscotti a cuore ricavate dei cuoricini, e metteteli sul lato della spianatoia.
ravioli cuori barbabietolaravioli cuori barbabietola
Prendete un po’ di ripieno e posizionatelo al centro del cuoricino, inumidite chiudete il raviolo sovrapponendo un altro cuore. Per far aderire bene i due cuori potete inumidire leggermente i bordi di uno dei due, sovrapporlo al ripieno e premere con i rebbi di una forchetta sul contorno.
Mettete a bollire una pentola d’acqua salata e cuocete per pochi minuti, in base a quanto spessa è la sfoglia che avete steso.
Scolate, condite con una manciata di noci tritate, pecorino ed un filio di olio extravergine di oliva a crudo. Potete decorare con erbette fresche.

Ecco il video!!  E voi che programmi avete per il menù di San Valentino?


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DSC_3561Credo che “pausa pranzo” per molti faccia rima con panino al bar, piadina al bar, piatto precotto ricco di conservanti del bar, magari mangiato in piedi di fretta. Portarsi la schiscetta da casa è sicuramente un modo per mangiar bene e anche per risparmiare qualcosina. Da qui nascono i miei Cous cous a porter: ovvero dei barattoli perfetti per risolvere la nostra pausa pranzo in modo genuino e sempre diverso.
Anticipo che queste sono le prime due ricettine di una più ampia serie e che nella realtà sono nate pensando alla mia 3/4 che vive via tutta la settimana e mangia fuori casa anche 2 volte al giorno.

La cosa comoda è che vi servirà aggiungere solo acqua calda ed un paio di cucchiai di olio e potrete mangiare un pasto caldo e sano direttamente dal vostro barattolo di vetro!

Carini vero?

Cous Cous di verdure

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Ingredienti:

80 g cous cous

1 carota

1 zucchina

1/2 peperone

1/2 cucchiaino mix di spezie per Cous Cous di Cannamela

1 pizzichino di sale

 

Procedimento

Lavate e mondate le verdure, tagliate carote e zucchine a striscioline e a tocchetti i peperoni.
Ponete le verdure ben distanziate tra loro nel forno a 50°C per farle essiccare, se aveste l’essicatore ancora meglio.

Mettete le spezie nel barattolo ed aggiungete il cous cous e le verdure.

Se non avete a disposizione un misurino, prima di versare nel barattolo le spezie, versate l’acqua necessaria alla preparazione del cous cous in base alle indicazioni riportate nella confezione, per il mio, ad esempio, servono 100 ml di acqua per 100 g di cous cous, e segnate il livello con un pennarello o con un washi tape colorato tenendo presente che dovrete aggiungere un po’ di acqua per reidratare le verdure. La linea della mia lavagnetta è esattamente corrispondente alla dose di acqua necessaria per la quantità di cous cous che ho messo nel barattolo, ho inoltre una bottiglietta di vetro che funge da dose qualora usassi barattoli non personalizzati.

A questo punto vi basterà portare con voi il barattolo ed aggiungere un paio di cucchiai di olio EVO, e la dose di acqua bollente ( potete farla scaldare nel microonde, o usare un bollitore!), riavvitate il tappo sul barattolo, attendete il tempo necessario sempre facendo riferimento alle indicazioni riportate sulla confezione del vostro cous cous, et voilà: la vostra pausa pranzo è servita!

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Cous Cous con zucchine, limone e menta

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Ingredienti

1 zucchina

1 scorza di limone

1 pizzico sale

qb menta

80 g cous cous

 

Procedimento

Il procedimento e esattamente identico a quello sopra!
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Cosa ne pensate?

E voi come vi attrezzate per la pausa pranzo?

A presto!!!


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Torta Arlecchino Carnevale

Una torta ideale per la festa di Carnevale, è la torta Arlecchino!!

L’ideale è utilizzare un impasto che non contenga tuorli: il giallo, infatti falserebbe i colori finali, rendendo ad esempio verde il blu, o aranciato il rosso.

Come ricetta per la base potete utilizzaere questa, a cui dovrete aggiungere un altro po’ di farina auto lievitante che potete preparare voi stesse mescolando per bene una bustina di lievito e 500 g di farina. Questo perchè l’impasto deve essere abbastanza sodo, in modo da evitare che le varie cucchiaiate di impasto si mischino tra loro durante la cottura e non si veda poi l’effetto finale.

Altro consiglio è quello di evitare i coloranti liquidi che rendono poco ed alterano la consistenza del nostro impasto, meglio preferire quelli in gel o polvere.

Potete anche utilizzare coloranti naturali, ma il risultato sarà meno brillante di quello che vedete nel video

Se preferite non utilizzare i coloranti alimentari, potete usare questo trucchetto per ottenere una torta marmorizzata al cacao e vaniglia o vaniglia e carote, più naturali, ma sicuramente d’effetto e buonissime!

  • Per ottenere il giallo/arancione potete utilizzare lo zafferano o la curcuma, le carote arancioni o gialle
  • per il verde la spirulina, gli spinaci o gli spinaci,
  • per il marrone il cacao, 
  • per il blu  mirtilli o more, 
  • per il viola le ciliegie o le bucce d’uva,
  • per il nero potete utilizzare il carbone vegetale o il nero di seppia.

Per il rosso, vi invito a seguire il consiglio della settimana prossima che sarà interamente dedicato a San Valentino 😉 per poter preparare poi una bellissima torta marmorizzata rosso amore!

L’unica accortezza è che questi coloranti naturali alterano leggermente il gusto dell’impasto, per cui magari una torta con mirtilli, more e spinaci, potrebbe non esser gradevolissima, ma per il verde potreste quindi optare per ottenerlo dall’unione dell’impasto giallo ottenuto con lo zafferano + quello blu ottenuto con le more.

Mixandoli tra loro potete, infatti, ottenere altri colori.

Cosa vi serve:

Impasto per torta senza tuorli (ricetta qui a cui aggiungere farina autolievitante)
Coloranti naturali o in gel/polvere
Teglia
Spatole e cucchiai
Ciotole

Procedimento

Suddividete l’impasto in tante ciotole quante saranno i colori che volete ottenere. In ogni ciotola aggiungete il colorante prescelto, oppure se volete un effetto sfumato potete aumentare la dose di colore in ogni ciotola. Imburrate ed infarinate una teglia da torta, iniziate posizionando un paio di cucchiaiate del primo impasto colorato al centro, ora con un cucchiaio diverso, prendete un paio di cucchiaiate dell’impasto n°2 ed andate a metterlo al centro del primo impasto, proseguite così fino alla fine degli impasti colorati.

Torta Arlecchino Carnevale

Torta Arlecchino Carnevale
Per esser ancora più tranquilli che durante la cottura i colori non si mescolino, potete o mettere l’impasto “bianco” oppure mettere la teglia con già l’impasto versato a cucchiaiate in frigo per una mezz’oretta.
Cuocete a 160°C per circa 30 minuti.

La bassa temperatura manterrà i bordi chiari e non bruciati, fate sempre la prova stecchino, che deve risultare asciutto, se no aumentate ancora il tempo di cottura in forno.

Una volta cotta, potete cospargere la torta di zucchero a velo o guarnirla con, ad esempio panna montata e codettine colorate, in modo da suscitare l’effetto WOW al taglio della prima fetta: chi se la aspetta una torta così colorata all’interno?!

Vi lascio il video che vi mostra come procedere e vi aspetto sabato prossimo sempre su QVC per altri due consigli a tema San Valentino!!


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Il primo consiglio che ho presentato per “La Cucina delle Idee” è un suggerimento per realizzare delle dolci mascherine di Carnevale.

Sono davvero molto semplici da realizzare, e potete farvi aiutare dai vostri bimbi passando qualche ora insieme a loro con le mani in pasta.

Cosa vi serve

Pasta frolla
Pasta di zucchero  colorata
Decorazioni in zucchero
Stampini di varie forme
Pennarello alimentare
Carta da forno
Coltellino affilato o bisturi

Procedimento

Preparate la pasta frolla secondo la vostra ricetta, oppure seguite la mia che trovate qui e stendetela dello spessore di circa mezzo cm.

Utilizzando il pennarello alimentare, disegnate la sagoma che preferite sulla carta da forno, giratela sottosopra ed appoggiate la parte su cui avete utilizzato il pennarello a contatto con la frolla stesa. Premete leggermente con le mani o con il mattarello in modo che la forma si trasferisca sulla pasta. Se non avete i pennarelli alimentari (li trovate in tutti i supermercati nel reparto dedicato Facebookai preparati per dolci, di solito vicino a lievito, vaniglia, coloranti alimentari, ..) potete procedere così: disegnate la mascherina, appoggiate la carta da forno in modo che questa volta inchiostro e pasta frolla non siano a contatto e ricalcate la forma premendo leggermente in modo che si formi il solco.
Ricordate di segnare anche gli occhi.
Una volta definiti i contorni, utilizzando il cutter o un coltellino affilato, ritagliate la forma della mascherina, e ricavate i buchi degli occhi.
Posizionate un cucchiaio di legno sulla placca del forno ed adagiate le mascherine in modo da averlo al centro, in modo che durante la cottura si crei l’incavo del naso.
Se volete potete inserire un bastoncino da spiedino su un lato della mascherina in modo da poterla reggere con le mani.

Durante i 15 minuti di cottura ripetete gli stessi passaggi con la pasta di zucchero del colore che preferite.

Una volta sfornate e raffreddate (mi raccomando, se no vi si spezzano!) le mascherine di pasta frolla, rimuovete il manico del cucchiaio ed utilizzando colla alimentare o gelatina di albicocca o miele, spennellate la superficie in modo che la pasta di zucchero aderisca perfettamente alla pasta frolla.
A questo punto potete decorare come preferite aggiungendo particolari in pasta di zucchero o decorazioni già pronte come codette colorate, stelline, cuoricini, o disegnandoli con i pennarelli alimentari.

Coprite con una bella cannuccia colorata il bastoncino di vetro.

Semplicissime vero!?

Vi lascio il video che vi mostra quanto è semplice!!!

Qui trovate alcuni disegni che potete utilizzare per realizzare i vostri biscotti di carnevale!

imagesMaschera-Carnevale-gatto-da-colorare

maschere-carnevale-2

 

Qui trovate uno dei punti vendita nei quali mi rifornisco di pasta di zucchero,  decori in zucchero, stampi, stampini e prodotti per cake design: Simona è molto competente e se siete alle prime armi, sa darvi tutti i consigli del caso con assoluta cognizione di causa!


 

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Apre ufficialmente La cucina delle Idee

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Sto facendo il countdown, sono abbastanza agitata, eccitata, contenta, tesa di vedere le primissime due videopillole della mia rubrica “La cucina delle idee”. Mancano davvero poche ore.
Già il fatto di “avere una rubrica” settimanale fissa in tv è di per sè una cosa pazzesca, ed è qualcosa a cui non avevo MAI pensato.

Eppure, come di solito accade nelle fiabe della Walt Disney, la sguattera sfigatina dei sobborghi, la Cenerentola, o la Bella del caso, finisce per diventare uno stupendo cigno, si veste e si sistema a festa e va incontro alla vita con il suo più bel sorriso.

Ecco, più o meno è quello che è successo a me per 3 giorni (poi è finito l’incantesimo e son tornata riccia, con gli occhiali e le occhiaie), coccolata da due Amiche: le mani sapienti di Chiara (che tra l’altro vanta collaborazioni per il Festival di Sanremo e The Voice, per citarne un paio) si son occupate della mia ristrutturazione per quel che riguarda trucco e parrucco, Tania mi ha aiutata a scegliere gli abiti più giusti al suon di “te lo dicevo io un anno fa quando eri qui a scegliere i vestiti per Cookaround che prima o poi ti avrei vista in tv all’ora di pranzo”.
Credo che l’origine di tutto questo sia proprio dovuta a chi per la prima volta mi ha proposto di mettermi in gioco davanti ad una telecamera in una cucina/studio televisivo. Di quel giorno mi ricordo tutto: la skypata con Francesca, la telefonata con Stefy, i salti in giardino dalla felicità: c’era qualcuno di esperto che credeva nei blogger, ma soprattutto in me! E da quella skypata poi è stato un crescendo inatteso, inspiegabile, inimmaginato, ma reale.

Dopo meno di 1 anno e mezzo dal primo video, mi ritrovo ad avere uno spazio mio ogni sabato mattina in tv su un canale nazionale: “la cucina delle idee” è il nome della mia rubrica che andrà in onda all’interno del programma “Appuntamento in cucina” su Qvc Italia.

Non è stato semplice girare queste piccole pillole: non sono un attrice, non sono una professionista ed ho sempre il timore di non essere all’altezza, di non essere adatta o di non esser sufficientemente pronta.
Il team di Qvc è stato però fantastico nel mettermi a mio agio in una situazione non quotidiana, ma soprattutto nel guidarmi in quella che per me è un’esperienza lavorativa completamente nuova.

 

Ma cosa troverete ne “La cucina delle Idee”?

Tante cose carine (o per lo meno spero vi piacciano!!): consigli, idee, suggerimenti che spaziano da piccolo trucchi, a ricette furbe, lavoretti di bricolage (alla Art Attack!) e riciclo creativo legate al tema del mese!

Quando?

Ogni sabato mattina a partire dal 6 Febbraio alle 11 durante “Appuntamento in Cucina”

Dove?

Sul canale televisivo QVC, canale 32 del digitale o 475 di Sky. Oppure potete seguire le dirette in streaming su Youtube.

E se mi perdo una diretta?

Nel caso alle 11 vi sfuggano i miei 30 secondi di popolarità, potete ritrovare tutti i contenuti qui sul blog e sui canali web di Qvc.

Vi lascio con il video che spiega un po’ meglio e nel quale potete già scovare alcuni dei suggerimenti che arriveranno nel corso delle puntate!

Che dite, vi piace?

Ci vediamo tra pochissimo!!!

 

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Caro Ricet-diario, 

ti ho lasciato abbandonato in un angolo per un po’, scusami tanto, ma in questo periodo non son mai stata ferma, ho dormito poco e lavorato molto e corso moltissimo.

C’è una bella novità, frutto di passione, dedizione o magari era destino, o semplicemente fortuna. Cosa sia e perchè non lo so.. ma fatto sta che quel “ma quando ti vedremo cucinare in tv?” detto così pur parler, quasi prendendomi in giro.. forse forse si è rivelato profetico.

E così gli ultimi tre giorni li ho passati tra fornelli, fiori e pennelli, sotto ai riflettori e davanti ad una videocamera, perfettamente truccata vestita e pettinata.

Ancora non posso svelare nulla di più di quanto già non abbia fatto su Facebook o Instagram, dai non essere geloso, lo sai che sono una super social addicted, ma presto, lo prometto, dirò tutto!!

Non vedo l’ora di darti #AppuntamentoInCucina, prometto che nelle prossime settimane ti trascurerò molto molto meno, o almeno ci proverò!

Ora ti saluto e vado a letto, che domani si torna alla vita normale: struccata e con jeans ed Ugg!

A presto,

Giulia 

Ricet-diario Ricet-diario

P.S. stavo dimenticando di dirti quanto sono state fantastiche la Tania  e la Chiara a prendersi cura di me: vero che sembro una gran gnocca?!

 



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