Cosa posso fare io ora?

Ciao a tutti,
Come state?

Da quando questo mostro si è impossessato della quotidianità, sui miei canali social, è cambiato un po’ tutto.
Io che son sempre quella col sorriso, un po’ sguaiata a volte, sempre la più ottimista, a volte troppo, ho messo in stand-by le mie “solite cose”, la leggerezza e spensieratezza che credo ormai da 6 anni potevate trovare qui e sui miei social.
Su Facebook conto oltre 23mila Follower: potevo forse ignorare il dolore che c’è “là fuori” e che magari ha colpito qualcuno di voi?

Mi sono chiesta “come posso io essere d’aiuto?

Da subito iniziato a condividere informazioni, a fare da amplificatore ad enti e istituzioni che fino a qualche giorno prima tutti guardavano con diffidenza (ammettete di aver messo il “SEGUI “alla pagina dell’ausl della vostra zona solo ultimamente e di non esservi persi nemmeno una diretta di Conte?) pubblicando anche su Facebook i loro post e notizie, dando risalto alle prime procedure, ai primi contatti creati ad hoc per far fronte all’emergenza, ….
Ho pensato che se fossi riuscita a far arrivare, a far capire un messaggio importante come il “restate a casa” anche solo a 4 persone di quelle 23mila, allora questo blog, quei canali social, che sono diventati il mio lavoro e la mia vita, avrebbero potuto far qualcosa di buono.

Ho scritto tanto i primi giorni, proprio qui su quei social che in tanti hanno visto sempre e solo come un gioco, magari guardandoli negativamente. Ho provato a lanciare un po’ di speranza con una staffetta INSTAGRAM per far sentire il supporto a locali e attività che a fine febbraio si stavano svuotando a suon di tag sulle instagram stories. Ho scritto ancora e ho chiamato in causa chi come me lavora nel campo della comunicazione, ne è nato un gruppo (grazie Nicola per il CLICK ) che su Facebook conta oltre 13mila persone e ha lo scopo di aiutare i commercianti con qualche consiglio di comunicazione e divulgare solo le notizie ufficiali, far capire ai cittadini che certi messaggi e catene non solo sono falsi, ma anche pericolosi.
E pian piano ho iniziato a scrivere più lì che sulle mie pagine pubbliche, moderare quel gruppo porta via davvero tanto tempo. Ho iniziato a vedere che era fondamentale ricordare alle persone di essere gentili, di imparare a scegliere cosa leggere e a cosa credere, di rispettare gli altri anche se hanno idee diverse, di rispettare istituzioni, cariche dello stato e loro decisioni, perché parafrasando Conte “del senno di poi son piene le fosse“, e di certo ora far polemica non serve a nessuno.
Ho condiviso il video di Katia a cui ho messo i sottotitoli perché tutti potessero comprendere il suo messaggio, e l’hanno visto DUE MILIONI di persone e non son più riuscita a moderare i messaggi tra cui anche quelli di chi sminuiva nonostante la verità e la malattia fossero lì davanti ai loro occhi e orecchie.
E in tutto ciò, questa cosa non passava, i numeri facevano sempre più paura, le aziende si sono fermate, l’Italia tutta si è fermata.

Mi sono chiesta di nuovo “cosa posso fare io ORA?”

E siccome, l’abbiamo capito, da soli si fa poco, insieme molto di più, con Deborah abbiamo creato Italia Smart (Facebook e Instagram) perché sono iniziate ad esserci così tante reAzioni positive a questa faccenda, che era giusto raccoglierle e raccontarle, farle conoscere a quanta più gente possibile.
con Marco abbiamo dato vita a www.spesaonlinepiacenza.it (anche su Facebook e Instagram), al quale hanno contribuito anche Deborah e Daniela per renderlo un progetto con la P maiuscola: un raccoglitore di aziende, di piccole realtà di paese che sono aperte in conformità con decreti ed ordinanze e si sono riconvertite con la vendita a domicilio o online in tutta la provincia. In poco più di qualche giorno abbiamo circa 100 attività iscritte a Piacenza, un sito tutto nuovo da lanciare grazie alla collaborazione di uno sviluppatore e non abbiamo nessuna intenzione di fermarci qui.

Perché scrivo tutto questo?

Perché d’ora in avanti alternerò a questi messaggi, anche contenuti di lavoro: mi rendo conto che potrebbe sembrare inopportuno trovare qui ricette o video in cui sorrido, ma so che capirete che non voglio mancare di rispetto a nessuno di voi.
Sono consapevole di esser in parte fortunata per aver potuto portare avanti almeno qualcuno dei progetti ai quali stavamo lavorando da mesi (contando che sono saltate TUTTE le fiere e gli eventi previsti per marzo/aprile /maggio …), ma sono anche io una Partita iva che di lavorare compatibilmente con il periodo e dare voce a brand, aziende e produttori è una parte del mio lavoro, quella che vedete poi qui.
Sono anche consapevole di esser tra le persone fortunate che possono svolgere il proprio lavoro da casa, senza indossare alcun DPI, in sicurezza perché non ho necessità di contatti con altre persone che non siano tramite Skype o altro, come ho sempre fatto continuerò a scegliere i brand e le aziende con cui collaborare e ai quali accostare il mio volto e dare la mia voce, perché “avere i numeri” e “essere Influencer” è sempre stato per me un lavoro da svolgere in modo responsabile ed etico nei confronti di chi chi legge riponendo in noi fiducia e seguendo i nostri consigli. E lo è ora più che mai.

Sono certa capirete che nei prossimi giorni potrei indossare ancora questo maglioncino che amavo mettere alle fiere, ai blog tour, agli eventi e che non è mancanza di empatia, ma davvero #èperLavoro

Vi stringo tutti

Giulia

 

PS magari in questi giorni trovo pure il modo di dare una sistemata a questo sito teribbbbbbile!

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