Avevo i capelli cortissimi, tagliati 3 mesi prima: il giorno dell’orale di terza media ho dato un taglio netto alla mia chioma dorata che arrivava a metà schiena, ed ora non era più lunga di 5 cm. Jeans a zampa dell’Onix comprati da Notorius, maglietta, Eastpack blu scuro, maglioncino di cotone della Phard blu pure lui “che alle 7 e mezza di mattina fa freddo”, in testa una serie infinita di mollettine colorate, e no, non chiedetemi il perchè ma pure per fare la foto dell’abbonamento del pullman mi ero conciata così. Avevo il broncio, anzi non era proprio un broncio, era un bel nervoso! Possibile che la Prima Linguistico I dovesse esser la prima ad entrare di tutto l’istituto per la formazione delle classe prendere possesso delle aule? Chiaramente chi sarebbe stata in Prima Linguistico I? Ovviamente io! E quando il primo giorno di scuola coincide con il tuo compleanno, e nessuno ti fa gli auguri perchè sei circondata da 24 persone nuove, ti girano, soprattutto se sei una come me che al compleanno ci ha sempre tenuto un sacco! Avevo 14 anni da poche ore e pensavo già che avrei dovuto aspettare 9 mesi prima di ritornare al mare dove avevo lasciato gli amici a piedi nudi nella sabbia, dove l’anno dopo avrei finalmente avuto lo scooter per stare fuori un po’ di più la sera, e mi sentivo grande in quel primo giorno di liceo, ma anche infinitamente piccola e fuori posto. Dopo asilo, elementari e medie nel paesello, con la sveglia presto tutte le mattine perchè alle 7:20 passava il pullmino a prelevarmi dal cortile, ora era tutta un’altra storia: sarei andata a scuola in città, da sola. A ripensarci fa strano, ma per una cresciuta in campagna tra galline e campi di pomodori e in un paesello di 5.000 persone, andare a 14 anni in città da sola, mi faceva sentire un po’ unpesce-fuor-d’-acqua. In quel giorno, in quel 13 settembre di 18 anni fa, il mio primo giorno di liceo linguistico ho però ricevuto il più bel regalo della mia vita: che uno quando si sveglia al mattino, mica lo sa che quel giorno potrebbe rivelarsi indimenticabilmente speciale, e mette il broncio per un motivo scemo anzichè sorridere anche con gli occhi. Sono entrata in quella che chiamavano Palestrina che era una sottospecie di palestra con le finestre altissime, le spalliere alle pareti e il linoleum verde sul pavimento praticamente un’aula più piccola delle altre trasformata in micro palestra. Fortunatamente noi saremmo state 26 donne e 1 ragazzo, se no vi lascio immaginare l’odore di teenager sudato dopo un’ora in una stanza microscopica. Ecco: quel preciso odore era quello che ricordo ancora in quella stanza, forse trattenuto negli anni dal linoleum e dalle pareti. Hanno fatto l’appello chiamando prima la classe e poi nomi di chi sarebbe stata dentro e avrebbe dovuto seguire la Prof per l’assegnazione della classe “[…] Battini Gloria […] Repetti Alice, Rosato Giorgia […] “. Tra le altre (gli altri, povero Leonardo unico uomo in un covo di cromosomi XX!) hanno chiamato anche loro tre, delle quali in quel momento non sapevo assolutamente nulla, ma di cui a 18 anni di distanza da quel giorno non potrei mai più fare a meno. Sono le mie tre Sorelle Scelte, di quelle che se non le avessi incontrate tutte insieme in quel giorno, probabilmente ci saremmo incontrate prima o poi, perchè non riesco a immaginare le mie paturnie senza un messaggio a loro, anche se la regina delle paturnie è decisamente l’Alice, perchè quando una ha un problema, le altre ci sono, sempre, e ci siamo l’una per l’altra anche senza bisogno di aver dei problemi o delle paturnie da risolvere, ma semplicemente perchè insieme siamo noi E siamo le stesse, da 18 anni, anche se viviamo distanti, anche se facciamo lavori diversi, anche se nel frattempo qualcuna si è sposata, anche se abbiamo litigato, anche se non condividiamo proprio tutte le scelte fatte o da fare, anche se non ci vediamo spesso come vorremmo, noi 4 ci siamo l’una per le altre, da 18 anni, e so che ci saremo ancora “nonostantetutto”. Nel giorno del mio compleanno, auguri all’Amicizia più bella che potessi desiderare: la nostra! Auguri Sorelle Scelte, 18 and counting

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