Nevica.
L’avevano detto che sarebbe arrivata una grande nevicata, tanto grande da chiamarla ” the big snow“.
E quando ieri hanno iniziato a cadere i primi fiocchi che hanno solo leggermente imbiancato strade, tetti e campi, in molti hanno detto ( e scritto sui social) “bh?, ma tutta qui ‘sta big snow?!”.
Diciamo che quello era solo un avvertimento, come a dirci “hey preparatevi che ? tutto vero! Sto arrivando!”.
Ed infatti, puntualissima, big snow ? arrivata!
Mi sono svegliata alle 7.15 ed in casa regnava il silenzio. Strano, molto strano. Di solito la mamma ? in piedi da almeno un’ora ed avrei dovuto sentire il rumore della Nespresso del caff? di pap?. Niente, invece.
Mi rigiro sotto al piumone e resto in ascolto: ancora solo silenzio.
Mi alzo dal letto accendendo solo la luce del cellulare per non svegliare mio fratello.
Ho la batteria al 73%, ok, ? ufficialmente ora di cambiare l’s3 che, se gi? caricava male la batteria, ora non la carica proprio pi??.
Vado in bagno e la tapparella ? alzata quasi a met?. Da questa fessura entra una luce bianca, bianchissima.
Guardo fuori e li vedo: il bianco ed il silenzio.
Capisco: sono tutti tornati a letto e nessuno ? andato a lavoro, d’altronde con 1km di stradina di campagna sulla quale sono caduti abbondanti 30 cm di neve che nessuno ha rimosso, non sarebbe stato troppo furbo mettersi per strada.
Chiss??Ladyna quanto sar? contenta!!
Mi vesto: piumino sciarpa guanti cuffia doposci, roba che se mi vedesse l’omino Michelin mi vorrebbe in sposa, ed esco a gironzolare con lei sulla neve, che se a me arriva a met? polpaccio, a lei tocca quasi la pancia.
?matta! Saltella sprofondando con le zampe e sembra un canguro, infila il muso sotto la neve, corre qua e l??sicuramente felice.

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Rientriamo in casa e siamo ancora le uniche due in piedi.

Prendo la Reflex e vado in solaio a fare due foto: tutto questo bianco ? surreale.
gi? scesa cos? tanta neve che dai rami degli alberi iniziano a caderne dei cumuli, forse c’? un po’ troppa neve: in giardino un albero ha un ramo spezzato dal peso.
Mi siedo su un davanzale del solaio, quello della finestra di fronte al noce: ? tutto immensamente bianco, se il silenzio avesse un colore, sarebbe questo.
Non si percepisce nulla, nessun rumore.


08:31 – sms del mio titolare “Ciao Giulia, oggi uffici chiusi, buon weekend!!!

Perfetto: weekend lungo che inizier? con una colazione a base di spremuta e streaming della nuova puntata di Grey’s Anatomy! Scendo dal solaio facendo gi? tutti i miei bei programmini: mettiamo al lavoro il Kitchen Aid che ho voglia di pasta fatta in casa e di focaccia e di biscotti e di torta e di… ma non faccio in tempo a rientrare in cucina che mia mamme sentenzia un “siamo senza luce” che manda in frantumi tutti i miei bei progetti culinari.
Niente energia elettrica per noi significa niente luci, niente riscaldamento, e niente acqua: utilizziamo quella che proviene dal pozzo, che ovviamente ? azionato da un motorino elettrico!

Ottimo, bh? dai, tra un paio d’ore torner?, sicuro!

Intanto scaldiamo casa con la stufa a legna che per la prima volta in questo non-inverno entrer? in funzione. Problema riscaldamento: risolto!.

Dobbiamo centellinare l’acqua, prima di rimanerne completamente privi: ne riempiamo una pentolona giusto per fare una pasta ed il caff? con la Moka Bialetti.

Recuperiamo un vecchio telefono e lo sostituiamo al pi? moderno cordless, che al momento per? ? inutilizzabile. Il servizio guasti Enel, dopo innumerevoli tentativi e quarti d’ora d’attesa ci informa, con una voce registrata che la nostra zona ? interessata da un guasto dovuto ad avverse condizioni meteo, ma che per? sono g?? al lavoro per ripristinare il servizio. Di bene in meglio. Spengo il cellulare per risparmiare batteria, ho gi? fatto troppe foto ed ? scesa ancora.

Avviso la mia TreQuarti che non sono al lavoro e che trover? il cellulare spento. Lo faccio stando in piedi di fronte al telefono bianco della Sip, alzando la cornetta che ? collegata ad un filo tutto attorcigliato da chiss? quanto tempo, e digitanto il suo numero, che ovviamente so a memoria, su un tastierino numerico polveroso. Mentre il telefono squilla (a vuoto) penso che questa scena ? veramente anni ’90!.

La luce nel frattempo non accenna a tornare, salvo qualche falso allarme: brevi sprazzi che ci hanno soltanto illusi.

Non potendo far granch? e dato che Pap? ha ormai esaurito la batteria del pc aziendale e quindi non pu? pi? lavorare, ci mettiamo a svuotare alcuni cassetti della Nonna nei quali ancora non avevamo messo mano perch? zeppi solo di foto.

E cos? ne saltano fuori a bizzeffe e tra un “Guarda la nonna da giovane!” e un “Andre tu diventerai cos?” mentre gli mostro una foto del nonno poco pi? che ventenne in cui si riconoscono perfettamente i lineamenti di mio fratello e rileggendo i carteggi che si sono scambiati i nonni nel ’46/’47 scoprendoli innamoratissimi e super romantici, si fanno le 4 del pomeriggio.

Siamo ancora senza luce e tra un’oretta ci sar? buio.

Parte la ricerca di candele e candelabri o comunque portacandele di cui al momento ignoriamo l’esatta posizione, ma riusciuamo comunque a trovarne qualcuna. Dolo le 5 e mezza c’? ormai gi? buio e la nostra cucina sembra la stanza di Brooke Logan mentre aspetta per l’ennesima volta Ridge Forrester: candele OVUNQUE. Nel dubbio: un po’ di Morellino, cos? da vedere almeno il bicchiere mezzo pieno.


Rimessa in funzione pure una vecchia lampada da campeggio, l’atmosfera da preludio di un incontro amoroso si interrompe bruscamente, ed almeno ora ci vediamo meglio.

Cenare cos? sarebbe troppo difficoltoso e decidiamo di uscire a mangiare una pizza, rimpinguiamo per benino la stufa di legna (cos? da ritrovarla accesa al ritorno a casa).

Cos? ci ritroviamo tutti e 4 al tavolo di una pizzeria, che gentilmente ci ha omaggiato di un po’ di elettricit? con cui sono stati ricaricati i cellulari. E ridiamo e ridiamo ancora della giornata assurda?e delle scoperte fattte sulla vita dei nonni, o su com’era fatta una volta la casa, su come la nonna vestisse la mamma da piccola, senza ricevere una chiamata, un sms o una notifica di Whatsapp o Facebook, senza che pap? riceva una mail dall’altra parte del mondo perch? tutti gli smarthpone sono spenti.

Questo ? staato il mio venerd? 6 febbraio 2014, giorno che tutti ricorderanno come quello di “big snow”, ma ? stato anche il giorno in cui noi abbiamo riassaporato la vita senza tecnologia, riscoprendo il piacere di stare tutti insieme in una sola stanza, il calore di una stufa e l’odore che ti resta sulle mani quando inserisci un nuovo pezzo di legna, la vita senza pc che ci avrebbero “isolati” ognuno davanti ad una diversa schermata, riscprendo il silenzio, il bianco della neve ed il nero del buio rischiarato dalla luce di una candela.

Nonostante tutti i disagi, grazie Big Snow perch? venerd? 6 febbraio ? stata proprio una bella giornata in famiglia.

Se stessi ancora facendo il challenge del “sei capace di esser felice per 100 giorni?” avrei scattato un selfie di noi 4a lume di candela.

Ora per? vado a farmi una luuuuuuuunga doccia calda dal moroso, e carico pure S3 e pc, cos? queste 8 pagine scritte a mano sul mio quaderno, domani le trascrivo sul blog.

 

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